23 buone ragioni per votare NO al Referendum Costituzionale


url-di Francesco Letizia-

Critica ragionata del perché io voto ed invito a votare NO al referendum costituzionale c.d. Renzi – Boschi. Questo anche per depotenziare, la legge elettorale ad essa collegata che si chiama: ITALICUM.

Prima di iniziare voglio precisare che per questo tipo di referendum, chiamato anche confermativo o sospensivo, non è necessario nessun raggiungimento del quorum. Ossia se vanno a votare 3 persone e due dicono NO oppure Si vincerà la preferenza quelle due persone che hanno detto NO oppure SI.

Le uniche  ragioni per cui hanno voluto questa modifica costituzionale sono:

Prima ragione: consegnare l’Italia mani e piedi all’Unione Europea, ancora di più di quando non lo abbiano già fatto nel passato (molte volte scavalcando ed aggirando la stessa Costituzione). Adesso vogliono asservire la stessa Costituzione, che non può essere cancellata con una semplice legge ordinaria e con un cambio di governo, alle logiche e alle esigenze delle lobby e della volontà della commissione europea.

Seconda ragione: avere la possibilità di ribaltare la volontà popolare e continuare a mantenere il potere nonostante non hanno neppure il 26 % dei voti di quelli che vanno a votare, senza contare che ormai non va a votare quasi il 46 % degli aventi diritto al voto. Quindi una esigua minoranza, vuole governare in barba ad ogni criterio democratico come se avesse il 55 -60 % dei voti validamente espressi.

Terza ragione: continuare la politica di asservimento totale all’alta finanza internazionale e alle multinazionali e non riappropriarsi della facoltà di emettere moneta (senza debito) invece di continuare a farla gestire dalla banca privata denominata BCE che naturalmente vuole continuare a prestarcela e ad indebitarci con i nostri soldi facendo pagare un debito non dovuto, che aumenta di centinaia di miliardi di euro l’anno, è il famoso debito pubblico. Mentre se consideriamo gli interessi pagati alle banche private dai cittadini e dalle imprese arriviamo alla cifra stratosferica di 300 miliardi l’anno di interessi che noi regaliamo a istituti totalmente privati.

Quarta ragione: togliere la sovranità al popolo; il popolo non deve più votare, perché piano, piano si sta svegliando dalla cappa mediatica in cui l’avevano indotto facendogli credere di essere Alice nel paese delle meraviglie, mentre invece ci troviamo ai tempi del Mercante di Venezia. Già gli hanno tolto quasi tutte le sovranità, adesso si accingono a togliergli quelle residue, come le tutele costituzionali, il diritto di voto, l’uguaglianza del voto tra i cittadini (ossia la sua proporzionalità), l’impossibilità di poter modificare l’attuale sistema in tempi brevi e certi.

Quinta ragione: dove aver svenduto tutti i beni dello stato non riescono ad impossessarsi e a svendere i beni di proprietà delle regioni, delle province e dei comuni. Quindi cosa devono fare? Centralizzare e far ritornare tutto in mano allo stato e in questa maniera poter continuare con le svendite dei beni pubblici così come hanno fatto per i beni appartenenti alla stato. Le autonomie verranno cancellate così come le province. Rimarranno solo dei gusci vuoti dove piazzare qualche amico e parente trombato in quelle elezioni, e creare la solita classe clientelare, ma questa non avrà più nessuna funzione legislativa in campi rilevanti e le verranno tolte tutte le risorse che verranno accentrate verso il governo centrale. L’art 117 della riforma costituzionale infatti toglie tutti i poteri alle regioni, che diventano materia di esclusiva potestà dello stato. Il c.d. trattato di Lisbona, (simpaticamente chiamato Costituzione Europea sic) è superiore a qualsiasi costituzione nazionale,  potrà quindi imporre la sua volontà e dire l’ultima parola su tutto quello che riguarda gli interessi dell’unione europea. L’Italia non potrà far altro che eseguire gli ordini.

Adesso andiamo procediamo illustrando tutti i principali motivi per dire un NO deciso e consapevole alla riforma costituzionale.

1° MOTIVO: dicono di cancellare il bicameralismo perfetto.

Non è vero in quando il bicameralismo rimane, anche se diventa imperfetto e confuso. In sostanza si trasforma in qualcosa di “mostruoso” ed incomprensibile, anche per i più noti giuristi di diritto costituzionale. Per di più crea una seria di conflitti di competenza tra  Camera dei Deputati e la nuova forma di Senato.

2. MOTIVO: dicono che diminuirà i costi della politica.

Non è vero, anzi per certi versi li moltiplica, in quando hanno previsto un aumento ci circa 30.000 nuovi consiglieri regionali in più, riducendo invece di solo 215 i senatori. Il Senato rimane tale è quale con tutte le spese di oggi e di ieri aggiungendo il costo dei rimborsi di consiglieri provinciali e sindaci della città metropolitane che dovranno sostenere per andare e tornare praticamente ogni settimana dal proprio posto di consigliere o sindaco e al posto di senatore e viceversa. Il Risparmio è minimo, mentre i costi aggiuntivi sono decisamente incerti e potenzialmente più alti del risparmio effettivo. Per un vero risparmio basterebbe in realtà ridurre i 630 Deputati e portarli a 315 come quelli del Senato (quindi una riduzione di 315 invece di 215 ) con la riduzione degli stipendi d’oro di deputati e dei senatori se l’obiettivo fosse stato quello di diminuire i costi della politica. Quindi questa affermazione rimane sostanzialmente non veritiera. I risparmi secondo la ragioneria dello stato non sarebbero superiori a 57 milioni di euro e non 500 milioni di euro come strombazzato dai media e dal governo.

3. MOTIVO: dicono che la riforma amplierà la partecipazione diretta da parte dei cittadini.

Non è vero, perché triplica la raccolta delle firme necessarie, per porre all’attenzione del parlamento, i disegni di legge di iniziativa popolare: si passa da 50.000 firme attuali alle 150.000 firme proposte dalla nuova riforma delle costituzione.

4. MOTIVO: dicono questa è una riforma legittima.

Non lo è affatto! È stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale  (il  PORCELLUM ), dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Questo parlamento doveva durare il tempo necessario per approvare una nuova legge elettorale che rispettasse la costituzione e che restasse in carica solo il tempo per approvarla, non oltre la normale amministrazione (esonerandosi anche dalla straordinaria amministrazione) nè tanto meno era abilitato neppure a cambiare un singolo articolo della costituzione, mentre qui ne vuole cambiare addirittura 47 di un colpo, molti di più di quelli cambiati in quasi 70 anni di Repubblica parlamentare. Inoltre la riforma è passato solo con il voto della maggioranza (appena il 20% degli aventi diritto al voto) senza coinvolgere le opposizioni.

5. MOTIVO: dicono che la riforma continuerà a garantire la sovranità popolare.

Non è vero, perché insieme alla riforma costituzionale è stata approvata la legge elettorale (chiamata ITALICUM) già approvata ancora prima di aver aspettato l’esito del referendum costituzionale. Questa legge elettorale espropria la sovranità popolare  in maggior misura di quanto non l’abbia fatta la precedente legge elettorale dichiarata già illegittima della Corte Costituzionale (PORCELLUM), che il suo stesso ideatore (Roberto Calderoli)  l’aveva definita a sua tempo una “porcata”.  Inoltre il quesito referendario viola la libertà e l’eguaglianza del voto, in quanto il voto di una minoranza di votanti preverrà sulla maggioranza dei votanti stessi (per non parlare di quelli che non andranno proprio a votare e che quindi saranno privi di qualsiasi rappresentanza). L’elezione indiretta dei senatori viola anche il principio di sovranità popolare, sostituendolo con quello della sovranità partitocratica”. Sarà un luogo dove i politici, si nomineranno tra di loro, senza che i cittadini potranno in nessun caso incidere sulle nomine.

6. MOTIVO: dicono che la riforma produrrà più semplificazione

Non è vero, anzi le moltiplica in maniera esponenziale. Arrivando a moltiplicare i procedimenti legislativi alcuni dicono fino ad 8 altri fino a 10, non riuscendo neppure a farci sapere, il numero esatto dei vari possibili procedimenti legislativi. Quindi crea incertezza, confusione e conflitti di ogni genere. La procedure legislativa non sono lente e non impediscono l’approvazione di nuove leggi. Ha infatti più leggi l’Italia (circa 250.000) di qualsiasi altra nazione al mondo.Quando le leggi interessano le lobby e le varie caste si approvano in men che non si dica, anche a cavallo delle festività. Come non ricordare la legge Fornero (Esodati) approvata in 3 settimane? O la legge Boccadutri (soldi ai partiti) approvata in un solo giorno? Si moltiplicheranno i casi di leggi che verranno contestate tra stato e regioni tra cittadini e stato, tra camera e senato, intasando i conflitti di attribuzioni e di procedure di fronte alla Corte Costituzionale che dovrà dirimere questi dubbi? Creando molti casi di leggi dichiarate successivamente incostituzionali.

7. MOTIVO: è una riforma migliorativa o innovativa?

Non lo è per nulla. Perché è peggiorativa dell’esistente. E non migliora niente. Rafforza il potere centrale a danno delle autonomie che sono privare dei mezzi finanziari e legislativi.

8. MOTIVO: è una riforma chiara e comprensibile?

Per niente, anzi è scritta proprio per essere incomprensibile per non addetti ai lavori, proprio per non essere compresa, perché se lo fosse sarebbe rigettata dalla stragrande maggioranza degli italiani di tutte le parti politiche.

9. MOTIVO: è il frutto della volontà autonoma del parlamento?

No. E’ stata scritta dietro sotto la dettatura dalle potenti lobby finanziarie, e delle altre logge e dalle elite al potere sovranazionale,  affinchè passasse a colpi della sola maggioranza di governo.

10. MOTIVO: Il Senato verrebbe eliminato.

Non viene eliminato per niente. Verrebbero eliminati gli elettori che votano i senatori.

11. MOTIVO: I senatori rappresenterebbero i cittadino e la nazione.

Non rappresenterebbero i cittadini perché verrebbero scelti dalle segreterie di partiti (sarebbero quindi dei nominati e non degli eletti). Quindi la loro fedeltà sarebbe rivolta verso coloro i quali li hanno nominati e non verso i cittadini.
Quindi se non rappresentano più la Nazione chi rappresentano? I partiti? Le lobby? Le istituzioni finanziare? I Banchieri? La Commissione Europea? La Massoneria? Chissà chi o cosa rappresenterebbero?  Eletti con i voti degli elettori centro destra, possono poi decidere di appoggiare un governo di sinistra o di estrema sinistra (o viceversa) senza essere costretti a dimettersi. Mentre l’articolo 55 della costituzione nella nuova formulazione continua a recitare che: “Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione”. Per rimarcare maggiormente questa distinzione tra chi è eletto e rappresenta la nazione (anche se con un legge elettorale con il premio di maggioranza relativa) e chi non è eletto e rappresenta la partitocrazia.

12. MOTIVO: I nuovi senatori potranno  svolgere bene entrambi i loro compiti, nonostante la contemporanea funzione di senatori e di consiglieri regionali (o sindaci uno per regione ).

No è altamente improbabile che potranno fare in maniera onorevole entrambi le due funzioni legislative. Nel migliore dei casi faranno male a scelta, una delle due funzioni. Nel peggiore dei casi faranno male entrambi le due funzioni, per mancanza di tempo da poter dedicare al necessario impegno per il buon funzionamento di entrambi gli organi costituzionali ad esso affidati. Non diventerà un «Senato delle Regioni» ma diventerà un «Senato della partitocrazia»

13. MOTIVO: le autonomia sarebbero garantite (come ad esempio le due provincie di Trento e Bolzano)

Poco probabile, in quando la clausola c.d. di “salvaguardia” che trova il suo fondamento nella “causa di forza maggiore” determinerebbe di fatto, che qualora non si giunga ad un intesa in tempi certi e graditi dal governo centrale, questo potrebbe far pesare la propria autorità.

14. MOTIVO: le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, avendo un diverso sistema elettorale (comunale, regionale, parlamentare delle due Camere) per giunta avvenute anche in tempi diversi tra di loro, possono garantire la governabilità?

Altamente improbabile. In quando se poniamo il caso si andasse ad elezioni anticipate dopo il 4 Dicembre 2016 oppure nel 2018 vigente la nuova riforma elettorale e costituzionale, si avrebbero due pericoli. Il primo pericolo per la democrazia, poniamo il caso,sarebbe che vincesse il centro destra che non potrebbe governare perché il senato sarebbe in mano al centro sinistra. Quindi si avrebbero due camere che sarebbero in contrasto tra di loro, l’una eletta direttamente dal popolo a suffragio universale (la Camera dei Deputati). Mentre l’altra espressione della partitocrazia che manderebbero i loro rappresentanti da loro nominati svolgerebbero la funzione di Senatore per contrastare la decisione popolare voluta dall’elezioni politiche. Il secondo pericolo deriverebbe dal fatto che avendo scadenze diverse a secondo dei consigli regionali e dei rispettivi comuni, queste maggioranze potrebbero variare in corso d’opera creando ancora maggiore instabilità e mancanza di certezza del volere degli elettori. Quindi il Senato potrebbe essere messo in condizioni di non funzionare o di funzionare male a geometria variabile cambiandone le maggioranze a ogni sospiro.

15. MOTIVO: L’immunità parlamentare vale anche per i nuovi senatori?

L’immunità parlamentare varrebbe anche per i nuovi senatori, quindi sarebbe un ottima via di fuga dalle proprie responsabilità per molti inquisiti nei vari consigli regionali e nei comuni dove essi non godono di nessuna immunità parlamentare. Avendo l’immunità parlamentare i consiglieri regionali e i sindaci non potranno essere intercettati, perquisiti, ed arrestati senza l’autorizzazione che voteranno loro stessi con i loro colleghi.

16. MOTIVO: quale saranno le funzioni del Senato?

Non daranno più la fiducia al governo. Però per cambiare la costituzione rimane la doppia lettura e le stesse maggioranze richiesta proprio come ora. Nonostante non sia più una camera elettiva. E su una altra 15 di leggi avrà sostanzialmente la stessa funzione di oggi.
Secondo si occuperà di applicare e ratificare i trattati e le normative della Unione Europea (articolo 117 della Costituzione), che sono cose di estrema importanza. non sarà più il parlamento nel suo insieme, e non sarà più nemmeno la camera dei deputati, unica rimasta ed eletta a suffragio universale. ad applicare e ratificare le direttive della Unione Europea (meglio chiamarli diktat, come quelli che hanno massacrata lo Grecia) dovranno passare dalla camera e dal senato (ma come è composto e chi l’ha eletto questo Senato?). Sarà il Senato dei nominati da partiti ad applicare gli ordini senza discussioni delle direttevi europee. Ai profani questo può sembrare poca cosa, ma non lo è per niente visto che le direttive europee hanno una influenza primaria sulle leggi nazionali. Queste direttive tendono ad essere una sorta di legge costituzionale superiori alle leggi ordinarie che devono essere immesse nell’ordinamento dei singoli stati nazionali senza un preventiva discussione se questo lede o sia contrario all’interesse nazionale. Tutto ciò mentre nelle altre nazioni c’è la Brexit, il Gruppo di Visegrad (Polonia, Slovacchia, Rep. Ceca, Ungheria) a cui probabilmente salvo ulteriori brogli elettorali si dovrebbe aggiungere l’Austria. Abbiamo il sig. Trump negli Usa che vuole difendere il lavoro e le aziende statunitensi dalla concorrenza sleale delle nazioni composta da eserciti di schiavi e non da veri lavoratori. Oppure di paesi come la Russia, Cina e India, Brasile e Sud Africa (meglio conosciuti come Brics) che vogliono sganciarsi alla supremazia angolo americana. Noi che facciamo? Mettiamo in costituzioni paregi di bilancio; votiamo e diamo soldi al MES; mettiamo una camera come il Senato della Repubblica al servizio della oligarchia e della burocrazia europea pronti ad accettare qualsiasi cosa.

Potremo ancora parlare di democrazia? Oppure dietro la facciata della democrazia apparirà nelle sue veri vesti la demono – grazia?
Quinto il senato avendo una legislazione su 15 materie proprio come ora, ma non essendo più obbligato a votarle come succede ora per un questione di opposizione di fiducia, potrebbe teoricamente bloccare quasi tutto non avendo timore di essere mandato a casa da un voto di sfiducia (in quando non votando la fiducia non può neppure essere sfiduciato e quindi continuerebbe ad esistere a prescindere dalla fiducia).

17. MOTIVO: è giusta l’eliminazione del Cnel ossia il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro?

A prima acchito questa soppressione sembrerebbe essere giusta. Ma lo è veramente? E per sopprimere il Cnel, dobbiamo accettare che con esso venga soppresso anche la democrazia e le garanzia costituzionali? Certo dopo aver fatto di tutto per sopprimere l’economia e il lavoro degli italiani, eliminare anche il Cnel sembra essere una sorta di ciliegina sulla torta.

18. MOTIVO: si semplifica il procedimento legislativo?

No. Il procedimento legislativo passa da 9 semplici parole sancite dall’articolo 70 della attuale costituzione che così recita: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” per essere sostituito dalle 438 parole del nuovo articolo 70 della costituzione proposta dalla riforma costituzionale. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politi che dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di in – compatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi appro – vate a norma del presente comma.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati
Ogni disegno di legge approvato dal – la Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è di – sposto nel termine di dieci giorni dal – la data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti
Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati
Questo per far capire cosa intendono loro con il concetto di semplificazione. Un procedimento legislativo talmente complicato che alcuni professori di diritto costituzionale all’università, hanno “minacciato” che smetteranno di insegnare, per il gusto della polemica. Ma perché il testo è scritto davvero con i “piedi”. in un italiano “penoso” come se fosse stato scritto da analfabeti, che non si esprimono in corretto uso della lingua italiana e che fanno diventare il testo davvero incomprensibile e anche in buona parte contradditorio. Non sparisce il ping pong tra camera e senato, anzi si complica ancora di più.

19. MOTIVO: il referendum abrogativo è potenziato?

Non è potenziato, anzi è depotenziato perché diventa più difficile far abrogare una legge. In quando necessitano 800.000 firme, invece delle 500.000 firme precedenti del vecchio articolo 75 della vigente costituzione
Inoltre il III comma dell’articolo 75 è stato così modificato: “Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori”. Parla di elettori non di cittadini, come invece recitava il vecchio III comma del articolo 75 della costituzione vigente: Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. Quindi si stanno preparando a far votare tutti gli immigranti, i clandestini e chiunque anche se non è cittadino italiano? Il dubbio è forte. Basta ricordarsi l’esito del referendum sull’acqua pubblica stravinto dai sostenitori del mantenimento dell’acqua pubblica. Ma cosa fanno i “legislatori” costituzionali e ordinari? Se ne infischiano dei risoltati del referendum e della volontà popolare e della costituzione. E stanno privatizzando l’acqua pubblica. La costituzione è solo una foglia di fico che serve per coprire le nudità popolo che completamento nudo e inerme contro la dittatura mascherata sottola la parvenza della democrazia. Adesso con questa riforma vogliono togliere anche la parvenza perché si sono resi conto che non riescono più ad influenzare come un tempo le decisioni popolari. Quindi se il popolo non voto più come vogliono loro allora al popolo bisogna togliere il diritto di voto e renderlo inefficacie e superfluo e non determinante.

20. MOTIVO : si potrà uscire dalla gabbia europea?

Non si potrà più uscire dalla gabbia europea almeno in tempi brevi. La finanza internazionale avrebbe tutto il tempo come hanno fatto in Grecia di mettere in ginocchio il paese. Per avere conferma di quando di asserisce basta leggere il combinato degli articoli 70, 80 e 117, e tutti gli altri articolo e commi ad esse collegati presenti nella proposta di riforma costituzionale. Infatti se leggiamo il nuovo articolo 80 proposto della riforma costituzionale: “La Camera dei deputati autorizza con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi. Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere”. Dice Entrambe le camere, ma se con le nuove prossime votazioni dovesse vincere il centro destra o il movimento 5 stelle la camera dei deputati avrebbe una maggioranza mentre il Senato ne avrebbe un’altra (vicina alle politiche e all’attuale colore politico dell’odierna maggioranza anche guarda caso è l’unica che ha proposto questa modifica e riforma costituzionale).

21. MOTIVO: le funzioni del presidente della repubblica?

Il presidente della repubblica sarà eletto con una maggioranza diversa da quella attuale. Articolo 83 III comma del nuovo articolo della riforma costituzionale dice: L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.
Mentre l’articolo 87 comma III del nuovo articolo della riforma costituzionale, lo rende un altro artefice, della totale volontà di sottomissione, alle direttive dell’unione europea. Infatti l’articolo dice: Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione della Camera dei deputati. Ratifica i trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, previa l’autorizzazione di entrambe le Camere.
Non più il capo della stato italiano. Ma maggiordomo dell’unione europea ( il camerieri sono gli atri membri delle camere ) mentre l’autista è il presidente del consiglio!
Inoltre può dichiarare guerra solo con l’approvazione della camera dei deputati. E può sciogliere la Camera dei deputati. Articolo 87 IX comma della riforma. Ma non può sciogliere il Senato che rimarrebbe in carica. Articolo 88 della riforma.

22. MOTIVO. Spariscono le province?

Le province spariscono ufficialmente della costituzione. Infatti recita il nuovo articolo 114 della riforma costituzionale dice: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Quando nel odierno articolo 114 sono nominate ancora le province.

23. MOTIVO: cosa dice il nuovo dell’articolo 116 proposto dalla riforma costituzionale?

Quindi la potestà legislativa è esercitata dalla stato e dalle regioni nel rispetto della nuova caotica e controversa e contraddittoria costituzione. Ma deve rispettare i vincoli derivanti ( imposti) dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali. Quindi sudditi ( e schiavi in perpetuo dei diktat dei membri non eletti della commissione europea). L’articolo 116 III comma cosi recita: Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, m), limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al commercio con l’estero, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata. Ossia un caos totale di richiami, di lettere, di commi e di articoli che praticamente complicano l’iter legislativo ancora di più di quando non faccia l’articolo 70 e seguenti e lo stesso articolo 117. Infatti l’articolo 117 I comma della riforma costituzionale così recita: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”.

Mentre il comma VII sempre dell’articolo 117 della riforma così recita: e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi; tutela e promozione della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; perequazione delle risorse finanziarie. La moneta viene appena nominata e rimane lettera morta e lasciata gestire alla banca privata sovranazionale denominata BCE. Viene aggiunta la tutela dei mercati assicurativi, si ribadisce la tutela e aggiunge la promozione della concorrenza. Poi alla precedente formulazione dell’articolo 117 VII comma armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie; si aggiunge la seguente formulazione: coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; naturalmente quelli che dovranno coordinare e dirigere la finanza pubblica, decidendo il nostro livello e sistema di tassazione saranno i membri e i commissari della commissione europea e di tutti le altre lobby finanziarie.
Il comma XXI dell’articolo 117 della riforma recita così: s) tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; ambiente ed ecosistema; ordinamento sportivo; disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo; dove si è aggiunta la parola “velarizzazione” dei nostri bene culturali e paesaggistici, quando prima si parlava solo di tutela e non di “valorizzazione” quindi dobbiamo aspettarci una svendita dei nostri beni culturali e paesaggistici?

Questi motivi sopracitati basterebbero, e avanzerebbero, per votare un NO definitivo e tombale sulle pretese di modifica costituzionale. ma i tantissimi motivi per votare NO, non si esaurisco con questi pochi punti. Ce ne sarebbero molti altri, che scopriremmo sulla nostra pelle se la riforma passasse.
-Francesco Letizia per Antimassoneria.alterivista.org-


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