Affondamento della Corazzata Santo Stefano– Anche la corazzata dei banchieri può essere sconfitta.

CORAZZATA SANTO STEFANO

A cura di Nicola Arena

PRIMA GUERRA MONDIALE: AZIONE DI PREMUDAUntitled-1-720x14
Il 10 giugno abbiamo celebrato la Festa della Marina Militare, data in cui si ricorda l’anniversario dell’affondamento della Corazzata austriaca “Szent Istvan” (Santo Stefano), nel 1918.
L’azione di Premuda fu la più brillante e audace azione navale della prima Guerra Mondiale. La notte fra il 9 e il 10 giugno 1918 i MAS 15, (di cui il capitano di corvetta fu Luigi Rizzo) e il MAS 21 (guardiamarina Giuseppe Aonzo), erano partiti da Ancona dirigendosi verso l’isola di Premuda dove avrebbero dovuto compiere un normale rastrellamento allo scopo di accertare la presenza in zona di campi minati. Durante la notte intercettarono la potente squadra navale austriaca composta da due corazzate. Un cacciatorpediniere e sei torpediniere, usciti dalla base nemica di Pola, stavano dirigendosi verso il Canale di Otranto. Ebbe così origine una delle più brillanti azioni navali della prima guerra mondiale. Il comandante Rizzo, nel tentativo di colpire una delle due grosse navi dalla minima distanza possibile, manovrò tra due caccia che fiancheggiavano la Szent István, aumentò la velocità a 12 nodi, riuscendo a passare fra le siluranti e da una distanza non superiore di 300 metri lanciò entrambi i siluri del MAS colpendo e affondando la corazzata “Santo Stefano”. Anche Il MAS 21 di Aonzo lanciò i suoi siluri contro l’altra unità maggiore, la Tegetthoff, da una distanza di 450-500 metri, ma solo uno dei siluri colpì la nave. Entrambi i Mas furono inseguiti da alcune torpediniere che riuscirono a distanziare per dirigere in sicurezza per il rientro.
Dopo questa doverosa premessa cominciamo a riflettere su alcuni aspetti fondamentali per comprendere l’importanza eroica e la portata storica dell’avvenimento, descrivendo in ordine le caratteristiche tecniche delle due imbarcazioni. La nave corazzata da battaglia Szent István aveva una lunghezza di 159 metri con un dislocamento normale di 19.698 tonnellate. E a pieno carico 21.595 tonn. Una protezione in acciaio al nickel cromo; cintura da 150 a 280 mm; torri da 50 a 280 mm; ponte da 30 a 50 mm; casematte 120 mm; torrione 350 mm. Il suo Armamento era il seguente: 12 pezzi trinati Skoda da 305 mm L/45 (canna 45 calibri) 12 pezzi singoli da 150 mm L/50 (canna 50 calibri), 18 pezzi singoli antiaerei SKF da 70 mm. / proietto da 11 libbre, 4 tubi lanciasiluri da 533 mm. Equipaggio permanente effettivo era di 1.087 uomini.

La corazzata Santo Stefano affondata
La corazzata Santo Stefano affondata

Il “piccolo” MAS era un motoscafo da 20-30 tonnellate di dislocamento, con una decina di uomini di equipaggio e armamento costituito generalmente da due siluri e alcune bombe di profondità, oltre ad una mitragliatrice o a un cannoncino.
Questo breve ma doveroso confronto tecnico ci serve per focalizzare meglio l’importanza del gesto coraggioso compiuto da eroi italiani. Uomini veri che con sprezzo del pericolo non pensavano ad altro che difendere la patria e i suoi figli dal nemico.
Possiamo paragonare il MAS a un piccolo Davide contro un enorme Golia, LA CORAZZATA SANTO STEFANO.

LA CORAZZATA DEGLI USURAI SI PUO’ SCONFIGGEREUntitled-1
Esiste al mondo d’oggi una forza molto grande che minaccia l’umanità intera, si chiama USURA, ESSA è IMMENSA, APPARENTEMENTE INVINCIBILE E NASCOSTA FRA LE TENEBRE DELL’IGNORANZA INDOTTA. L’USURA COLPISCE IN OGNI MOMENTO, DISTRUGGE IL FETO NEL GREMBO MATERNO (AFFERMAVA Ezra Pound), non ha coscienza nè paura, essa dirige le sue mire contro chiunque tenta di opporvisi. Ammalia con la sua forza d’odio le menti più malvage che si prostrano a essa.
L’usura però, come la Corazzata Santo Stefano ha i suoi punti deboli, essi sono stati scoperti e divulgati dal grande Professor Giacinto Auriti.giacinto auriti 2 copy

Con la scoperta del valore indotto della moneta egli ha reso consapevoli e forti tutti quelli che hanno compreso l’importanza di essere i proprietari e non i debitori del proprio denaro. L’usura può essere sconfitta con la consapevolezza, l’audacia e la determinazione del popolo.
Con la proprietà popolare della moneta possiamo raggiungere quella certezza del diritto alla piena dignità umana, se solo lo comprendessimo. La forza degli eroi non si basa solo sui mezzi di cui dispongono, ma soprattutto nel coraggio e nell’amore verso il proprio popolo.
Il valore del denaro di cui abbiamo bisogno nasce per convenzione, cioè un accordo fra tutti i membri di una comunità. Il valore della moneta è quindi un’intuizione geniale creato semplicemente per riempire convenzionalmente un simbolo vuoto. La convinzione, la fiducia, la certezza e la determinazione di tutti i membri di un popolo nell’accettazione di un simbolo da loro stessi creato, generano il valore della moneta. Non abbiamo bisogno di prendere in prestito ciò che noi stessi creiamo. Gli usurai si sentono invincibili perchè dispongono di una poderosa macchina da guerra e ci fanno credere che il sistema deve funzionare così e che non vi è soluzione, perché ormai l’usura si è impadronita del mondo.
Noi attraverso l’idea forza che è la proprietà popolare della moneta, siamo certi che la corazzata Usura può essere sconfitta. Ci riusciremo quando la gente smetterà di occuparsi di problemi marginali, e inizierà a dirigere le proprie forze verso l’obiettivo più importante: la libertà dalla schiavitù del debito.
Nel cuore della notte quando il popolo riposava, poche persone al buio (gli equipaggi dei due MAS) si trovarono di fronte un pericolo smisurato, forse nessuno di loro si aspettava la maestosità del nemico, ma decisero ugualmente con determinata risolutezza di agire. Sentivano di dover lottare per loro stessi e per il popolo che essi in quel momento rappresentavano contro un nemico invincibile.
Ecco! Ognuno di noi dopo aver scoperto i punti deboli dell’usura mondiale, deve caricarsi di responsabilità e cercare di unire le forze spirituali del nostro tempo per sconfiggere il gigante con i piedi d’argilla. Il Comandante Luigi Rizzo insieme ai membri degli equipaggi dei piccoli MAS 15 e 21 hanno dimostrato che si può sconfiggere un grande nemico, basta crederci.
Nonostante le apparenze, si notano all’orizzonte segnali di risveglio dei popoli, l’usura traballa come una corazzata colpita dai due siluri. Stanno nascendo quel coraggio e quella determinazione dei nostri eroi del passato, siamo certi che presto vedremo nascere una nuova alba.
Cogliamo quindi questa giornata come spunto di riflessione per comprendere che con la forza d’animo e con la fede necessaria l’umanità potrà risorgere e vincere definitivamente il male attraverso la distruzione della sua arma più potente che è la moneta debito.
Presto Finalmente assisteremo alla fine della grande usura e sotto i loro occhi atterriti, gli usurai vedranno inabissarsi tra i flutti la loro imbarcazione satanica.

Nicola Arena 10 giugno 2016
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