Le intransigenze della Dittatura Gay

12002929_764011657040962_4838300517240160242_nFino a pochi decenni fa le parole: eterosessualita’ ed omofobia erano raramente menzionate dai media e completamente assenti dal nostro vocabolario quotidiano.Sebbene l’omosessualita’ sia una tendenza che si puo’ benissimo correggere, se non debbellare completamente- come dimostra il successo dei casi del Dott. Joseph Nicolosi, fondatore del NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality) per la visita in Italia del dott. Nicolosi sono stati mobilitati venti agenti. Nessun media ovviamente ne parla o accenna minimamente a questa alternativa invitando gli omosessuali a far tesoro di tale condizione e bombardando costantemente l’opinione pubblica con slogan ed inviti ad equiparare le coppie gay con quelle composte da uomo-donna. In questo articolo vedremo perche’ se una persona omosessuale puo’ cambiare la sua incrinazione si incoraggi a perseguire la sua ”tendenza” (LINK INGEGNERIA SOCIALE)

Dagli USA addiruttura e’ partita una nuova moda : Fare sesso tra uomini senza essere gay, ecco la nuova tendenza. (link) Siamo bombardati da notizie di questo genere, qualsiasi voce fuori dal coro non e’ accettata, anzi, viene spesso derisa e ridicolizzata. Alzi la mano chi fino a pochi decenni fa aveva mai sentito la parola ”eterosessuale” o la parola ”omofobia”… una parola inventata ad hoc per screditare coloro che sono rimasti a difendere il diritto di credere nell’ordine naturale. La parola ”omofobia” derivante dal greco, composta da ”homos” che significa uguale-simile’, e la parola ”phobos” che vuol dire ”panico” messe insieme (panico dal simile) non hanno alcun significato .
Il termine “omofobo” è spesso usato impropriamente per descrivere qualsiasi persona disapprovi il comportamento omosessuale su basi morali, psicologiche o mediche. Il realtà il termine, nel suo significato tecnico, si può applicare soltanto ad una persona che abbia una fobia – o paura irrazionale – dell’omosessualità. Una disapprovazione fondata su principi morali non può, quindi, essere considerata “omofobia”. Secondo il DSM, il manuale dei disordini mentali, perché si possa diagnosticare una fobia devono presentarsi almeno quattro dei seguenti sintomi: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, dispnea, dolore al petto, nausea, disturbi addominali, sbandamento o svenimento, depersonalizzazione, paura d’impazzire o di morire, parestesie. Chi viene dipinto come omofobo prova quattro di questi sintomi mentre parla dei gay? E’ ovvio che no! Oggi invece in moltissimi a prescindere dal loro grado culturale, usano il termine omofobia con una disinvoltura che lascia basiti, un individuo puo’ essere considerato “omofobo” solo perché e’contrario ai matrimoni gay e conseguenti adozioni di bambini, oltre alla disgustosa compravendita da madri in affitto.
“Tolleranza” e “diversità” perdono il loro significato, se applicati soltanto nei confronti degli attivisti gay e non di coloro che sulle tematiche omosessuali mantengono posizioni più tradizionali.
”La tolleranza deve valere anche a beneficio di quelle persone che assumono il punto di vista – scientificamente e moralmente fondato – che l’omosessualità sia contraria alla nostra natura umana”, spiega il Dott: Joseph Nicolosi http://www.narth.com/.
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Il 7 Giugno 2014 a Sesto Fiorentino si è tenuta una conferenza per parlare del DDL contro l’omofobia e la transfobia. La famosa proposta di legge , viene fatta per portare aggiunte alla legge n. 205 del 1993 “Mancino”, la quale contrasta la violenza discriminatoria motivata da odio etnico, nazionale, razziale o religioso; in particolare la proposta Scalfarotto la vuole estendere ad altri reati, come appunto l’omofobia e la transfobia, che però non hanno definizione all’interno del testo.
Insomma, non solo si vuol fare una legge “inutile” perché giuridicamente esistono già leggi che tutelano l’individuo, primo di tutte l’articolo 3 della Costituzione Italiana – che recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – ma si sta tentando per la prima volta di introdurre un reato senza averne definito il presupposto. (link)
Che vuol dire? Che il reato verrà deciso dal giudice in modo alquanto soggettivo durante il processo.
In Gran Bretagna l’autorità giudiziaria ha deciso che: rientra nel caso di omofobia ogni atto percepito come tale dalla vittima o da un terzo soggetto.
«Questa – precisa l’avvocato Gianfranco Amato – è una vera aberrazione giuridica, perché non si punisce l’atto, ma l’intenzione, il pensiero! È ciò che aveva ben profetizzato George Orwell nel suo libro “1984” in cui parla di “psico-reato”. Siamo arrivati al punto che lo Stato impone i propri ideali e pretende di controllare le coscienze».
Si tratta di una precisa strategia dell’attivismo gay per arrivare a sanzionare la libertà di pensiero e di espressione. Un attacco alla Costituzione.
la lobby LGBT, nel frattempo si sta concentrando sul mondo ecclesiastico per scardinarne i valori. Così sono nate da diversi anni associazioni sedicenti cattoliche che promuovono l’ideologia gay -compreso il matrimonio e l’adozione di minori- ed addirittura i Catholic for Choice (cattolici per l’aborto).
In vista del Sinodo della Famiglia, la fondazione Arcus ha stanziato 200.000 dollari per influenzarne i risultati.
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Le notizie che seguono mostrano come i cosiddetti «progressisti» abbiano davvero a cuore la nostra libertà – specialmente la libertà di parola e quella di associazione – e come un pugno di «liberali» eserciti un potere oppressivo e fascista. I più recenti eventi degni di nota: nel 2015 Elton John ha invitato i clienti di Dolce e Gabbana a boicottare i loro prodotti; la loro colpa? Aver affermato pubblicamente che l’unica vera famiglia puo’ essere costituita da uomo e donna. Come mai queste dichiarazioni? Saranno Dolce e Gabbana omofobi? Fa veramente ridere.

Prendiamo ad esempio quanto accaduto a Fermo. Informazione.tv riporta l’atto di vandalismo verso il gruppo locale di Fratelli d’Italia, che in questi giorni sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione attraverso delle vele che girano nel territorio della provincia con manifesti anti-gender. Ebbene, nei giorni scorsi uno dei manifesti è stato imbrattato con scritte volgari e offensive.
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Abbiamo il caso dell’ l‘Arcidiocesi cattolica di Minneapolis è stata multata per 15.000 dollari e accusata di aver provocato danni per 20.000 dollari dopo che alcuni omosessuali si erano lamentati del fatto che la Chiesa aveva negato loro il «diritto» ad «incontrarsi» nella loro parrocchia.

Nel Winscounsin due ragazze che cercavano una terza coinquilina dopo aver rifiutato una donna perche’ lesbica , sono state convocate davanti alla Commissione per le Pari Opportunità di Madison, interrogate per ore, condannate a pagare migliaia di dollari per i danni, e obbligate a frequentare le riunioni che si tenevano in un centro di «training di sensibilizzazione» (lavaggio del cervello)

12494901_926359247413590_6974003772161217676_nNel gennaio 2015, i coniugi Klein, proprietari di una pasticceria dell’Oregon, la Sweet Cakes by Melissa, sono stati denunciati da una coppia di lesbiche per essersi rifiutati di preparare la loro torta di nozze. L’accusa è di discriminazione e la convinzione dei Klein che quel matrimonio è intrinsecamente sbagliato, e per cui si erano appellati alla protezione della loro coscienza, non sembra sufficiente a proteggerli.

Il titolare di una pasticceria nordirlandese a conduzione familiare, si trova ad affrontare un’azione legale da parte di un Ente governativo britannico, per essersi rifiutata di produrre una torta con i personaggi di un programma televisivo per bambini e lo slogan “sosteniamo il matrimonio gay”.

Kim Davis, l’impiegata comunale del Kentucky che si era rifiutata di celebrare matrimoni omosessuali invocando il nome di Dio, finirà dietro la sbarre con l’accusa di oltraggio alla Corte.

Le minacce di morte rivolte al consigliere Claudio Cia di Civica Trentina, il quale ha espresso amarezza per l’impossibilità di un dialogo sereno e un confronto civile con certi interlocutori, a differenza di tanti colleghi e amici omosessuali con cui ha sempre mantenuto rapporti cordiali, pur nella diversità di opinioni.
(clicca qui)

Casi di questo tipo ce ne sono a bizzeffe! Senza contare la censura dei manifesti considerati ”discriminanti” da parte della comunita’ gay.  Ma cosa dicevano di così inaccettabile questi manifesti? Una cosa che, per la verità, non è nemmeno tanto originale e che fa tornare alla mente la Filumena Marturano di Edoardo De Filippo, quando nella scena madre della commedia ricorda che «i figli non si pagano». Qui, gli estensori del manifesto, ci ricordano che «i bambini non si comprano» e, dichiarando il loro «no alle discriminazioni», «all’utero in affitto» e «al matrimonio e alle adozioni gay».
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Anche un omosessuale dichiarato, come Cristiano Malgioglio recentemente si e’ espresso a favore della difesa della famiglia naturale ;” Io non mi sposerei mai e non adotterei mai dei bambini. Un bambino deve crescere con una donna, la parola mamma è troppo importante. “ (clicca qui)
Dopo l’annuncio del titolo del brano di Giuseppe Povia, in gara a Sanremo 2009 «Luca era gay». sono piovute le critiche, in gran parte dall’Arcigay che aveva anche ricordato delle vecchie interviste nelle quali aveva dichiarato che «gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti» Continua la lettura: i poteri forti dietro l’omosessualizzazione della società

-Floriana Castro-
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