La Danimarca, il Paese più felice al mondo- Ma cosa scrivete?!

url

Nei giorni scorsi giornali e telegiornali hanno dato la notizia secondo cui la Danimarca sarebbe il Paese più felice del mondo. Pure il giornale “cattolico” Avvenire ha dato questa notizia prendendola per buona, senza farsi troppe domande, aggiungendo solo che il prezzo della felicità i danesi lo hanno raggiunto ad un prezzo troppo alto. Mi sono sempre chiesta come si possano fare certe affermazioni e quali siano i parametri utilizzati dai sondaggisti per per fare tali affermazioni. La  Danimarca, infatti tutto sembra eccetto l’isola della felicità, anzi direi un deserto di rassegnazione all’incosapevolezza.

Chiunque abbia avuto la possibilità di visitare un paese del nord Europa avrà sicuramente notato la plasticità dello sguardo dei suoi abitanti, oltre alla meccanicità della vita nordeuropea. La prima cosa che viene in mente è che in quei territori nemmeno ci si chieda cosa sia la vera felicità. Ogni cittadino è inserito completamente nella manzione che il sistema ha progettato per lui,  ed egli porta a compimento il disegno sulla sua esistenza senza mai dubitare se sia giusto o sbagliato, perchè tutto è semplicemente normale. Ma i sondaggisti non hanno dubbi: i danesi sono più felici, molto di più rispetto a quegli italiani incivili che in due milioni si riuniscono al Circo Massimo per protestare contro la legge Cirinnà che prevede finalmente l’entrata dell’Italia nella civiltà con il riconoscimento delle uninoni omosessuali e la stepchild adoption. Inaudito, primitivo! L’Italia tra i primi Paesi ad entrare nell’Unione non si è ancora accorta della sua inciviltà!

L'immensa distesa umana del 31 gennaio al Circo Massimo in occasione del Family Day

L’immensa distesa umana del 31 gennaio al Circo Massimo in occasione del Family Day

Come se non bastasse a pochi giorni dagli  eventi del family day, l’italiano  va a creare ben tredici chilometri di fila  per potere far visita alla salma di San Pio da Pietralcina, portata a Roma in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia. Ovvio, che secondo gli ideatori dei sondaggi che con lo stile di vita italico e la fede in queste credenze non si può che  essere infelici. Gli italiani infatti sempre secondo il sondaggio sono (stati) piazzati in fondo alla classifica  (cinquantesimo posto) . “Seguite l’esempio della Danimarca, e sarete felici anche voi”, questo è il messaggio che deve passare.

Mentre riflettevo sul fatto che i paesi del Nord avrebbero ancora mangiato carne cruda se non fosse stato per la vera civiltà portata in Europa dall’Impero Romano (Trovati collegamenti tra Impero Romano e Danimarca)e poi dal grande re Carlo Magno, che sebbene non fosse arrivato in quel territorio ispirò anche la Danimarca per l’instaurazione della concezione cristiana carolingia. La vera svolta nella cristianizzazione della Danimarca fu la conversione del re Harald ed il suo battesimo nel 965, cosa che comportò,  la conversione automatica di tutta la famiglia reale. Storia ormai remota.

UNA DANESE SENZA FELICITA’

Mi vengono in mente le parole di una cinquantenne danese che anni fa avevo incontrato durante uno scalo all’aeroporto di Londra. La signora mi diceva che l’unico motivo per la quale val la pena di vivere è il sole dell’Italia e la solarità degli italiani: “da noi in Danimarca non c’è più nemmeno il tempo per pensare all’aldilà, né alla vita eterna e non ci sarebbe nemmeno ila fantasia per guardare il sole, se ci fosse” . Mi dice: “se è vero che dopo il ritorno di Gesù sulla terra, tutti le anime dei defunti riprenderanno il loro corpo,  io spero solo di non ritornare mai più in questa terra”! Che discorso ottimista, veramente degno di una persona felice, era una gioia stare a sentire i suoi discorsi nichilisti, privi di speranza non dico nell’eterntà promessa da Cristo, ma almeno di altre piccole gioie che dà la vita di quaggiù, che ne so, momenti felici passati in famiglia, innamoramenti… Appena le parlo di famiglia il volto grigio della danese si incupisce, allora mostra una scintilla di umanità. Mi dice: “mio marito mi ha lasciato anni fa, non riesco a trovare un altro uomo perchè ai ragazzi non piaccio” (perchè secondo il suo ideale un uomo non doveva superare i 30 anni per essere accettabile NDA)
Mio figlio non si fa mai vedere se non per chiedermi soldi, mio padre si è suicidato nell’85, non ho né fratelli né sorelle”. La signora aggiunge che, ha “dovuto” sottoporre sua mamma senza troppo rimorsi all’eutanasia anzi alla “buona morte”, come la chiamano i nostri superiori, perchè le dicevano era la cosa più giusta da fare!

Vai a parlare a questa gente di speranza, di pace di gioia, è già tanto che la grigia signora si sia aperta a raccontarmi tutte queste cose, ma probabimente anche in lei batteva ancora un cuore umano e nonostante il suo sguardo apparentemente robotico, e il suo laicismo e scetticismo in materia di fede, mi guardava a bocca aperta mentre le parlavo di speranza e vita eterna.

Ma il fatto è questo: non credete che l’esperienza della signora sia un caso isolato, un’ eccezione rispetto al resto dei suoi felicissimi connazionali. Basta dare un’occhiata alle statistiche ufficiali sui tassi di suicidio in Europa per domandarsi con quale ardire propugnino ideali di felicità alla danese.

STIME SU CRIMINALITA’, SUICIDI, INCESTO E VIOLENZA SULLE DONNE

Infatti secondo le stime ufficiali la Danimarca ha un tasso altissimo, con ben l’11% della popolazione morta per suicidio. Solo Norvegia, Austria, Svezia e il Belgio superano di pochi punti la Danimarca in Europa. Seguono a larga distanza Spagna, Svizzera, Irlanda, Portogallo. url-4L’italia si trova per ora in basso alla classifica, al 64° posto, e la Grecia, pensate un po’ all’ 88°. I siriani risultano addirittura al 104° posto. Stime chiarissime: i greci strozzati dalla Troika; i siriani strozzati e decapitati dall’ISIS, e gli italiani che si struggono per gli insuccessi della loro squadra di calcio, sono più felici dei danesi (clicca qui)
Ma il messaggio deve essere chiaro: seguite l’esempio della Danimarca e anche voi bigotti e sfigati italiani sarete felici; non arrovellatevi il cervello con domande sul senso della vita, sul diritto alla felicità, sull’amore per la patria. Guadate alla Danimarca, regina di civiltà, che ha contribuito al rovesciamento della cattolicità,  promuovendo il soggettivismo protestantico. Il Primo Paese al mondo ad aver legalizzato le unioni tra omosessuali nel 1989, anche se il via libera alle coppie gay a sposarsi davanti alla Chiesa luterana di Stato è arrivato solo nel giugno 2012. (clicca qui)

La prostituzione è legale e le prostitute sono considerate lavoratrici. In molte città compresa Copenaghen, esistono intere vie a “luci rosse” e distretti dedicati al sesso. E che dire di Christiania? Il quartiere oggi hippie, che dal nome deduco si trattasse, di un quartiere cristiano ma oggi  più noto come PusherStreet, dove la vendita e la consumazione di droghe e atti osceni in luogo pubblico sono autorizzati e un terzo degli abitanti sono stranieri. Un quartiere dove si può girare nudi per strada, anzi si poteva oggi dice uno studente di Erasmus “oggi certi valori si stanno perdendo”! (clicca qui)

christiania

Christiania

La civilissima e felicissima Danimarca si distingue anche per occupare il podio del primo paese con il triste primato di stupri ben 52% seguito dalle altrettanto felici, democratiche, laiciste, civili Svezia Finlandia e Olanda  L’italia si trova (per ora) in basso alla classifica con il 27%.(clicca qui)

Anche sull’alto tasso di crimininalità e omicidi in Europa la Danimarca si trova ben piazzata,(al quarto posto) seguendo di poco un’altra paria del laicismo e della felicità, e multiculturalismo, il Belgio (clicca qui)

L’ultima battaglia danese per la completa civilizzazione consisterà nella piena legalizzazione dell’incesto, pratica molto comune in Danimarca, dove addirittura si distribuiscono film pornografici che hanno come soggetto madri/padri che fanno sesso con i figli. Secondo Sobirk Petersen, uno dei suoi principali sostenitori la legalizzazione deve essere necessaria a causa dell’alta incidenza di innamoramenti tra strettissimi familiari. Non dovrebbe essere un tabù quindi secondo Petersen. Se l’unione sessuale tra familiari stretti dovesse arrecare handicap ai nascituri, non c’è problema si può sempre ricorrere all’aborto. (clicca qui)

SERIE DOMANDE SULLA UE E L’INVASIONE DELLA SHARIA

Di recente la Danimarca ha cominciato a porsi  serie domande sul suo ruolo di regina ispiratrice e sul presunto beneficio del multiculturalismo. I danesi, che nel frattempo hanno cominciato a farsi delle domande sulla loro tristezza hanno anche pensato di sbattere la porta in faccia a Bruxelles con un referendum che ha visto la netta prevalenza del voto contrario all’Unione. (clicca qui) Il “multikulti“, secondo il ministro dell’immigrazione danese Søren Pind, rappresenta un rischio tangibile per il suo Paese.

La Sharia è entrata nei codici civili, in Danimarca, Svezia e Norvegia, Germania e Gran

url-5Bretagna dove le politiche aperte nei confronti della immigrazione hanno favorito una forte islamizzazione del territorio, dove la comunità musulmana è arrivata ad avere un peso politico e ricattatorio non indifferente. Nei tribunali, la sharia interferisce insidiosamente nei giudizi dei magistrati e ad Anversa è nata la prima corte che legifera con la legge islamica.

Ovviamente dei concetti di secolarizzazione che hanno funzionato solo con i cristiani, i musulmani non vogliono nemmeno sentirne parlare. Vedi in Belgio dove in certi quartieri tipo il tristemente noto Molenbeek di Bruxelles è persino vietato mangiare carne di maiale anche ai non musulmani. Un quartiere dove si fatica a credere di essere in Belgio. Il proselitismo intanto straripa. Il numero totale dei belgi convertiti all’islam è stimato in 20 mila. Le scuole pubbliche distribuiscono anche pasti halal. (clicca qui)

LA CANCELLAZIONE DEL CATTOLICESIMO PER OTTENERE LA FELICITA’ Ovviamente il percorso per raggiungere la felicità danese non è stato facile: si è dovuti passare inesorabilmente con la cancellazione di quei valori barbari e medievali figli del Cattolicesimo. La Chiesa cattolica in Danimarca è formata da circa 35.000 cattolici, meno dell’1% della popolazione, una piccola minoranza su una popolazione che, a partire dal 1536, anno in cui venne introdotta la riforma protestante nel paese, in grande maggioranza appartiene alla chiesa luterana danese, ma la maggior parte oggi fa parte di un’altra grande religione quella dell’indifferentismo religioso ed etico.

Mi vengono in mente le parole di  Alexandre Weil che ebbe a dire:

“Ogni cattolico che diventa protestante, fà un passo verso il giudaismoSarebbe più giusto dire che ogni protestante è per metà ebreo”.

Nel 1889, a Vienna, un personaggio altolocato, che non ha voluto che il proprio nome venisse rivelato, confidò al Cardinale Jean-Baptiste-François Pitra (1812-1889), un valente storico:

”Tutte le vestigia della sovranità del vero Messia soprannaturale devono essere spazzate via.  «Le nazioni cattoliche devono essere schiacciate dalle nazioni protestanti. Quando questo risultato sarà raggiunto, un alitata sarà sufficiente a provocare la scomparsa del protestantesimo».

A ben vedere i Paesi Nordici che per primi hanno abbracciato la riforma sono oggi i paesi senza Dio e considerati addirittura maestri di civiltà. E anche se la civiltà massonica ha portato solo tragiche conseguenze nei Paesi dove ha attecchito maggiormente, le statistiche sulla presunta felicità si possono sempre inventare, non si sa mai che i barbari e infelici cattolici seguano il loro esempio.

-Floriana Castro Agnello-Antimassoneria Copyright 2016

ARTICOLI CORRELATI

Con quale coraggio infangate il medioevo?

Il piano Kalergi- quello che nessuno ti ha mai detto sull’Europa

Da Carlo Magno all’Anticristo- il ratto d’Europa

I commenti sono chiusi.