La legge sull’introduzione all’ideologia gender esiste davvero, ecco la legge

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Riguardo l’introduzione all’insegnamento ”Gender’‘ nelle scuole e’ in atto una vera e propria guerra. I sostenitori di questa aberrante campagna di snaturamento dell’essere umano stanno cercando in tutti i modi di sbugiardare e ridicolizzare quelle poche comunita’ che cercano di opporsi informando l’opinione pubblica attraverso: social, libri, opuscoli e qualsiasi altro mezzo di diffusione, per la difesa dell’infanzia e della societa’ tutta. Cio’, infatti, non va solo a scapito dei credenti, ma dell’umanita’ intera!
Per tale ragione, sono sempre i credenti il nemico da abbattere, dato che sono i soli ad opporsi ad ideologie che non vanno solo contro Dio, ma contro l’ordine naturale.
Come ebbe a scrivere il grande romanziere russo Fëdor Dostoevskij (1821-1881) ne I demoni (1872),

«se Dio non esiste, tutto è lecito»

Il nemico e’ sempre Dio e chi lo rappresenta. Se Dio ha parlato attraverso le Sacre Scritture, e al Suo Popolo e’ stato dato il compito di diffondere la Sua Parola, allora non e’ piu’ Dio a far Paura, ma coloro che la osservano e cercano di farla osservare ad un mondo divenuto privo di qualsiasi coscienza e qualsiasi morale, i risultati di questo mondo senza Dio sono infatti ben visibili!

“Non e’ Dio che mi fa paura, ma il Suo fansclub” l’ebreo Woody Allen

Denigriamo, umiliamo allora chi e’ rimasto a ribellarsi contro un mondo privo di etica, che dopo la distruzione della societa’ a partire dalla rivoluzione francese, toccando il fondo a partire dal 1917con la rivoluzione comunista, e dopo la distruzione della famiglia, a partire da 68 con la rivoluzione culturale franksta, l’ultimo nemico da abbattere e’ l’identita dell’uomo, privandolo completamente sin quasi dalla nascita della sua personalita’ e rendendolo sempre piu’ solo e dominabile. (LA TERRIBILE REALTA’ DEL GENDER)

Schiacciate il nemico, qualunque esso sia, dicevano le istruzioni, ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare:bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall’infanzia»
” (lettera del carbonaro Nubius).

Rendo noto che fino al 25 di Settembre 2015 sara’ possibile firmare presso il proprio comune di residenza per chiedere il referendum abrogativo dell’ indottrinamento al ”Gender” nelle scuole. POCHISSIMI sono al corrente di questo fatto. Ricordo che in Francia e in Brasile la teoria del gender non e’ passata, sarebbe sciocco da parte di chiunque asserire che quest’ultimi siano due paesi ”bigotti” . Sappiamo bene che il Brasile e’,(se cosi’ possiamo definirla) ”la patria del transgendersimo”, data la quantita’ massiccia di interventi chirurgici per il cambio del sesso. Conosciamo inoltre l’avversione della Francia verso qualsiasi sentimento religioso, specie se cristiano. Eppure dopo un’adeguata campagna a scopo informativo hanno deciso che per il bene della societa’ il gender andasse accantonato! Il gender e’ un’ideologia perversa che si prefigge lo scopo di educare i bambini alla masturbazione sin dai primi 4 anni di vita ed insegnando loro CHE LA DIFFERENZIAZIONE SESSUALE TRA MASCHIO E FEMMINA SAREBBE SOLTANTO UNA QUESTIONE MORFOLOGICA ,SECONDO IL LORO TEORICI NOI CRESCEREMMO COME UOMINI E DONNE SEMPLICEMENTE PERCHE’ EDUCATI AD ESSERLO , NON ESISTE QUINDI PER NATURA UNA VERA DISTINZIONE TRA UOMO E DONNA. Bisognerebbe dare un’occhiata alla guida dell’OMS per capire di cosa i nostri figli stanno andando incontro.

Le proteste di alcuni deputati, dopo l'approvazione della legge sulla ''buona scuola'' il 09-07-2015
Le proteste di alcuni deputati, dopo l’approvazione della legge sulla ”buona scuola” 08-07-2015

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Ricordo che il 20 Giugno 2015 fra quel milione di persone che manifestavano contro l’indottrinamento forzato al genderismo c’erano anche: non credenti, musulmani e persone di ogni cultura e filosofia… La fede o i gusti personali non c’entrano! Si tratta di buonsenso e rispetto della natura, cosa che molti hanno perso.
Il ministro Stefania Giannini vuole denunciare chi vede nella legge varata dal governo un viatico per far arrivare nelle scuole le teorie di genere. Un attacco frontale nei confronti di chi legittimamente vuole evidenziare il rischio di una deriva “gender” della riforma della scuola.
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Il ministro Giannini ha inviato una circolare del Capo Dipartimento “a tutti i dirigenti scolastici” per provare a spiegare che a nella “Buona scuola” non si parla di “gender”. E se ci si ferma alle parole, in realta’ la parola ”gender” era camuffata sotto il termine di ”lotta alla discriminazione” SCARICA LA DIFFIDA
Tutto ruota attorno al comma 16. Che testualmente recita: “ll piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013”.

La Buona Scuola, sottolinea la Giannini, “esplicita dei criteri di sensibilizzazione all’interno delle scuole all’educazione, alla parità tra i sessi, perchè questa è una società dove la condizione della donna sul piano sociale, culturale ed economico deve fare dei passi avanti e alla sensibilizzazione dei ragazzi nella prevenzione della violenza di ‘genere'”. Ed è proprio qui che casca l’asino.

Secondo molti osservatori della legge, infatti, proprio grazie alla formulazione “violenza di genere” si possono creare “storture applicative” che vanno al di là della sensibilizzazione contro la violenza e scadono nella somministrazione ai ragazzi della teoria gender

Anche la Camera dei Deputati, l’8 luglio, ha approvato un ordine del giorno (n. 9/2994-B/5) che riconosce “una serie di storture applicative, che sono andate ben al di là dell’istanza, da tutti condivisa, di prevenire la violenza di genere e le discriminazioni”. (ULTERIORI INFORMAZIONI)

Ma non solo. Dopo gli appelli del Cardinale Angelo Bagnasco, infatti, l’attenzione si è rivolta all’ariticolo 5, comma 2 della legge 93 del 2015. Al punto 5.2 è scritto che si intende “superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere (…) sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti sia mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica”. Mentre il Ministro Giannini minaccia denunce e gli LGBT dicono che il Gender non esiste, noi abbiamo trovato un video caricato su Youtube il 23 settembre 2014 dal titolo: “A che GENERE giochiamo?“.

Si tratta di un “Laboratorio di educazione socio-affettiva” svolto presso la Scuola Primaria Statale CARLO PISACANE di Roma in collaborazione con il Centro Donne D.A.L.I.A. nell’anno scolastico 2013/2014.
“Approccio di genere”, cos’altro può essere se non l’ideologia che alcuni legittimamente combattono? (ULTERIORI INFORMAZIONI) Quindi alla luce dei fatti l’introduzione all’ideologia gender esiste eccome,…ECCO IL DISEGNO DI LEGGE E’ firmato da una serqua infinita di parlamentari soprattutto del PD, TRATTO DAL SITO UFFICIALE DEL SENATO (senato.it)

Al minuto 2:17 del video (che ha un sottofondo musicale disturbante) si vedono due operatrici che leggono ai bambini di prima elementare il libro “Nei panni di Zaff“. Che libro è? Guardare per credere

DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori FEDELI, MARCUCCI, PUGLISI, LANZILLOTTA, BONFRISCO, DE PETRIS, DE PIETRO, BATTISTA, BOCCHINO, ALBANO, AMATI, BORIOLI, CANTINI, CUOMO, D’ADDA, DI GIORGI, FABBRI, FASIOLO, FERRARA, FAVERO, GIACOBBE, IDEM, LAI, LO GIUDICE, MANASSERO, MATTESINI, MATURANI, ORRÙ, PARENTE, PEZZOPANE, PUPPATO, RICCHIUTI, RUSSO, RUTA, SCALIA, SPILABOTTE, VACCARI, VALDINOSI, ZANONI e PIGNEDOLI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 NOVEMBRE 2014

Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università.
Onorevoli Senatori. — La cronaca quotidiana dei rapporti conflittuali, e finanche violenti, che spesso connotano le relazioni di genere, anche tra i più giovani, impone di riconsiderare i percorsi formativi offerti dalla scuola, nell’ottica di promuovere il superamento degli stereotipi di genere, educando le nuove generazioni, lungo tutte le fasi del loro apprendimento scolastico, al rispetto della differenza di genere. Tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento nella scuola italiana è divenuto, pertanto, indifferibile porre espressamente, come elemento portante e costante, sia la promozione del rispetto delle identità di genere sia il superamento di stereotipi sessisti. Il che risponde altresì all’esigenza di dare puntuale attuazione ai princìpi costituzionali di pari dignità e non discriminazione di cui agli articoli 3, 4, 29, 37 e 51 della Costituzione
.(Continua la lettura)
Floriana Castro
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