L’aborto: il peccato che grida al cielo

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Uccisione di un bambino il primo giorno di nascita: infanticidio. Uccisione nel grembo materno aborto-progresso: Le contraddizioni di questo mondo LAICO.

Diversi progetti di Legge prevedono la possibilità di aborto fino al 90° giorno. Al 91° giorno non è più possibile compiere un aborto, almeno legalmente.  A riflettere bene, si tratta di una qualcosa di assai ridicolo: cosa è avvenuto alla mezzanotte fra il 90° e il 91° giorno? Il concepito da non uomo è diventato uomo? Su quale base scientifica alle 23,45 del 90° giorno io posso uccidere il feto, a mezzanotte e un minuto compio invece un delitto?
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Trovo ipocrita affermare che abortire non è uccidere, e’ ovvio che lo e’! Nessuno può uccidere. Dio solo è padrone della vita! Contro tutti gli assassini, da Caino ad Erode, a Nerone, a Hitler, a Stalin, risuona terribile il comandamento di Dio: «Io sono il Signore […]. Uomo, non ammazzare». Persino chi non ha fede, alla sola luce della ragione avverte che uccidere l’innocente è uno dei crimini più gravi che possa commettere un essere umano. Al punto che oggi la sensibilità di molti popoli rifiuta la condanna a morte persino dei peggiori criminali, mentre paradossalmente non considera l’aborto come un assassinio; in realtà l’aborto supera per gravità qualsiasi omicidio perchè  si tratta dell’ assassinio di un innocente! (aborto in diretta, da vedere e far vedere)
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L’aborto è un argomento NON molto trattato e non molto conosciuto al giorno d’oggi: non interessa tanto agli intellettuali e ai giornalisti; la cultura dominante lo ritiene scabroso e preferisce non parlarne; i libri di Storia adottati a scuola dribblano elegantemente le vicende politiche, culturali e gli scontri che hanno segnato l’introduzione nella modernità di questa discussa pratica. La televisione, sempre pronta a captare il marcio e il sensazionale, la violenza e il sangue, non ha mai trasmesso le immagini di un bimbo tormentato dagli acidi o inseguito da una minacciosa punta d’acciaio. Falsità e ipocrisia, depistaggio continuo della cultura ufficiale e dominante. Eppure, l’aborto riguarda l’uomo, l’innocente, la vita ai suoi albori, l’essenza stessa dell’uomo, della famiglia, del frutto di un rapporto d’amore.
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Anzi, ci sono delle aggravanti. Ad uccidere quella piccola creatura sono proprio la mamma e il papà, coloro che l’hanno chiamata all’esistenza e per questo, quasi per grido insopprimibile di natura, dovrebbero essere portati a fare qualsiasi sacrificio per essa, se necessario dare anche la vita. Invece la uccidono. Inoltre, ci si approfitta che il nascituro è impotente, è inerme, non può capire e non può difendersi, e lo si uccide approfittando precisamente di questa condizione, e compiendo così un atto, sotto ogni aspetto, abominevole e vile.
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La Chiesa colpisce con la scomunica (canone § 2350 del Codice di Diritto Canonico) mamma, papa’, medico, infermiere, ostetrica, ecc…, che abbiano procurato l’aborto o anche solo vi abbiano collaborato. E anche se il legislatore umano delittuosamente approvasse in Italia una Legge permissiva, l’aborto rimarrebbe sempre delitto e assassinio dinanzi alla Legge di Dio e alla voce della coscienza. E se a commettere l’aborto fosse un cattolico, nonostante qualsiasi Legge permissiva dello Stato, egli sarebbe scomunicato. Almeno fino al 2015, anno in cui Jorge Mario Bergoglio, ha stabilito che l’aborto e’ un peccato come tutti gli altri e come tale va perdonato, esortando i sacerdoti ad assolverlo senza passare dal cammino penitenziale che è sempre stato previsto per chi si procura un aborto. Piu’ che ”Giubileo della Misericordia” sembra un inchino ai piani delle elites mondialiste che mirano a distruggere il disprezzo di questo efferato omicidio dal cuore dei cattolici, mascherando il tutto con l’ennesimo tocco di sentimentalismo e falsa pieta’ (Riguardo l’accettazione dell’aborto si e’ espressa chiaramente Hillary Clinton, condannando duramente i pregiudizi soprattutto dei cattolici: ”Le professioni di fede che condannano duramente l’aborto dovranno mutare i loro dogmi»)
Per chiarire: anche prima della decisione di papa Bergoglio il peccato dell’aborto poteva essere perdonato come tutti i peccati… Dio perdona qualsiasi peccato se noi ci pentiamo di vero cuore. Ma l’iter fino ad oggi era differente. Quando si commetteva un peccato del genere si veniva scomunicati,in quanto l’aborto non e’ un semplice peccato, ma l’efferato assassinio di un figlio innocente, ma se ci si pentiva si passava attraverso una sorta di purificazione che durava mesi, con l’accompagnamento di un direttore spirituale per poter ritornare a far parte del ”Corpo Mistico” ossia della Chiesa e dei Sacramenti, cio’ era del tutto corretto, anche nell’interesse stesso dei penitenti.«Tu non ucciderai con l’aborto il frutto del grembo e non farai perire il bimbo già nato» . E Tertulliano (160-220): «É un omicidio anticipato impedire di nascere» .
Se si arrivasse ad ammettere che il frutto del concepimento fin dai primi momenti della sua esistenza è a tutti gli effetti un essere umano, il tanto declamato «progresso» diventerebbe ipso facto fascista e antidemocratico.
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D’altronde, le forze politiche che negli anni ’70 lottarono in favore della libertà di divorziare e di abortire, non hanno mai fatto mistero della loro concezione godereccia, materialista e orizzontale della vita umana. Perché dunque stupirsi se ora lasciano il popolo bue nelle sue errate convinzioni?
L’aborto, ci dicono, è una conquista sociale, un traguardo nel lungo cammino di emancipazione della donna, un segno di civiltà…Ne consegue che le informazioni date agli utenti devono essere in linea con l’«etica» laica dominante, e qualsiasi deviazione da essa non può essere tollerata. (testimonianza ex abortista: vi spiego come siamo riusciti a far accettare l’aborto all’opinione pubblica) Bisogna quindi necessariamente concludere che la discriminante in questa materia non è la scienza, ma le convinzioni ideologiche e filosofiche di chi tiene saldamente nelle proprie mani le redini dell’informazione. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Oppure l’aborto è un crimine disgustoso, dettato il più delle volte dall’egoismo più bieco e compiuto con la complicità di uno Stato permissivista che anziché punire l’infanticidio, lo riduce semplicemente ad una questione di scelta, lasciando unicamente alla coscienza dell’individuo il delicato compito di decidere della vita altrui? Chi decide, in maniera insindacabile, sarebbe soltanto la madre. No! Come minimo c’è un secondo essere che deve essere interpellato, oltre la madre: è la creatura che dalla madre e dal padre è stata chiamata alla vita.
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La giustificazione che diedero i promotori dell’aborto legale (finanziato coi soldi dei contribuenti….) fu: ”debellare l’aborto clandestino; salvare la vita di migliaia di donne che rischiano di morire; donare alle povere donne la possibilita’ di abortire in totale sicurezza”
Quando, nel gennaio 1975, scoppiò lo scandalo della «clinica degli aborti» a Firenze. Per ingiunzione della Magistratura venne incriminato e arrestato il medico che, aiutato da alcune infermiere e da un idraulico (!), praticava decine di aborti ogni giorno. Intanto la Magistratura scoprì che in Banca, soltanto in uno dei suoi cinque diversi conti correnti il dottore di cui sopra aveva un attivo di oltre 500 milioni. Anche i movimenti abortisti, che gli procuravano clienti, ammisero che per ogni aborto egli intascava 100.000 lire, ma forse erano di più.
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Il triste fatto invece di scoraggiare gli abortisti fece maturare in loro la volontà di portare avanti ad ogni costo una Legge permissiva dell’aborto. Tutti i movimenti radicali, laicisti, femministi, addirittura alcuni altissimi rappresentanti di grandi organizzazioni sindacali, sostenuti da un’incessante campagna di stampa abilmente orchestrata, cominciarono a chiedere a gran voce l’abolizione di qualsiasi norma che vietasse l’aborto. Nacque così la Lega XIII Maggio, che il 2 febbraio 1975 promosse ufficialmente la raccolta delle 500.000 firme necessarie a chiedere il Referendum costituzionale per abolire «le norme fasciste» sull‘aborto e renderlo libero. Tuttavia, sempre alla luce della scienza, appare immotivata e senza fondamento anche l’affermazione assiomatica della Corte Costituzionale più sopra riportata. La Corte afferma che il nascituro fin dal concepimento è soggetto di diritti e gode della tutela costituzionale.

La sentenza della Corte Costituzionale

Nel frattempo si verificò un fatto di grande importanza: un pronunciamento in materia di aborto della Corte Costituzionale. Quest’ultima, con sentenza del 18 febbraio 1975, dichiarò in parte illegittimo l’art. nº 546 del Codice Penale. Queste le grandi affermazioni della Corte:
«La tutela del concepito ha fondamento costituzionale»: l’articolo nº 2 della Costituzione repubblicana «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, fra i quali non può non collocarsi, sia pure con caratteristiche sue proprie, la situazione giuridica del concepito».
«Il concepito è soggetto di diritti» (vengono richiamati gli art. nº 320, 339, 687 del Codice Civile).
Pertanto, il legislatore deve prevedere sanzioni penali per chi viola i diritti del concepito.
Ma può avvenire conflitto fra i diritti del nascituro, costituzionalmente protetti, e i diritti della madre, anch’essi costituzionalmente protetti. Nel caso di conflitto tra vita del nascituro e vita della madre prevale il diritto alla vita della madre. Ma anche nel caso di conflitto fra salute della madre e vita del nascituro, prevale il diritto della madre alla salute, sul diritto del nascituro alla vita. Di questa sorprendente conclusione la Corte Costituzionale dà questa giustificazione: «Non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute, proprio di chi è già persona come la madre, e la salvaguardia dell’embrione che persona deve ancora diventare».
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La sentenza della Corte Costituzionale venne a creare un grave imbarazzo sia ai fautori dell’aborto sia ai contrari. Per gli abortisti l’affermazione che il concepito è «uomo», e che pertanto ha dei «diritti inviolabili» a norma dell’art. nº 2 della Costituzione, rappresentava un colpo gravissimo ai fini della depenalizzazione e liberalizzazione dell’aborto. Per gli antiabortisti destava sorpresa e sofferenza il fatto che la Corte prima riconosceva nel concepito un essere umano e poi affermava che «a differenza della madre» che è già «persona», il concepito «persona deve ancora diventare». Su quali basi la Corte affermava come un assioma che l’embrione «persona deve ancora diventare»?
É lecito o è illecito sopprimere l’esistenza di un essere concepito e vivente nel seno materno? Per quali motivazioni sarebbe lecito? Per quali motivazioni lo dichiariamo illecito?
Abbiamo perso il senso di distinzione tra bene e male? Cinquant’anni fa,  si aveva quasi vergogna persino a pronunciare la parola «aborto» al di fuori di un discorso scientifico. Innegabilmente la società ha fatto del cammino. In che senso? É ammesso da molti che a monte dell’aborto c’è una realtà molto più vasta e profonda: lo scadimento del costume: individualismo, egoismo, edonismo, soldi, sesso, «sesso selvaggio», divorzio facile, violenza, droga. Nasce un dubbio angoscioso: stiamo perdendo i valori?
Sì. Specialmente noi, mondo occidentale, siamo nell’era della società consumistica, egoista, permissiva, erotica… Qualche sociologo, esagerando, si è chiesto se per caso il mondo occidentale non stia imbastardendo. Libertà come autonomia da tutto, compresa la coscienza. Libertà come soddisfazione. Tutto è lecito. Faccio quello che voglio. Ai miei interessi o piaceri tutto deve essere sacrificato. L’aborto non è un problema di fonte. É derivato. Nasce da altre tristi premesse.
– La Legge «fascista»? Siamo sotto il dominio, direi quasi la violenza dei mass-media, cioè dei mezzi di comunicazione sociale, che operano in maniera spregiudicata e manipolano le menti e le coscienze. Coloro che hanno in mano le leve dell’opinione pubblica, non abbiano agito e non agiscono onestamente. Sui giornali quotidiani, soprattutto i più famosi, che guardacaso sono i più ferventi nell’appoggiare i dogmi della nuova fede del NWO (vedi Il Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica ecc) è stata tutta una propaganda martellante, ininterrotta, che l’aborto era proibito in Italia a motivo delle leggi «fasciste» e che in definitiva tutto si riduceva ad aboliredoverosamente alcune norme «barbariche e repressive del Codice fascista» .Di «fascista» c’è soltanto il titolo «delitti contro la integrità e la sanità della stirpe». Quanto al contenuto della Legge, e cioè gli articoli nº 545-551 del Codice Penale, essi si trovavano prima della legalizzazione dell’aborto (1978), più o meno tali e quali (con sole modeste modifiche di aggravamento e a volte di diminuzione delle pene), nel Codice Zanardelli del 30 Giugno 1889! Che Zanardelli non fosse fascista non sarà necessario dimostrarlo.Il Ministro Giuseppe Zanardelli (1826-1903) fu uno dei più convinti e attivi anticlericali di tutto il Risorgimento.  Ma quindi se il codice penale che è ritenuto incivile perchè risale all’epoca fascista si dovrebbero allora abrogare anche i crimini per rapina, per omicidio, o per circonvenzione di incapace che il codice penale “fascista” prevede? Dovremo chiamarle azioni oneste solo perchè sono condannabili dal codice penale fascista del 1930?
ABILI MENZOGNE PER FAR APPROVARE L’ABORTO Fin dalla presentazione della prima Proposta di Legge socialista al Senato (18 giugno 1971), venne pubblicizzato un dato statistico impressionante: ogni anno morivano in Italia circa 20.000 donne per aborto clandestino (!!!)

Chiunque può acquistare le pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Centrale di Statistica, che è l’Istituto Ufficiale della Repubblica Italiana per le rilevazioni statistiche. Nel suo libro “Aborto e coscienza” Pietro Fiordelli dice a tal riguardo: “Ho sotto gli occhi il Compendio Statistico Italiano, Ed. 1974, pag. 48. Da 14 anni iniziati a 44 finiti (cioè praticamente tutte le donne in età feconda) sono morte, con esattezza, in un anno, 9.914 donne. Morte per qualsiasi malattia: tumori, tisi, investimenti, ecc… E invece, secondo le pubblicazioni di cui sopra, e le Relazioni ai Progetti di Legge, morivano ogni anno 20.000 donne solo per aborti clandestini!” É onesto manipolare in maniera così grossolanamente falsa fatti e cifre, per creare un’opinione pubblica a favore dell’aborto? Veramente siamo sotto la violenza dei mass-media, dinanzi ai quali ci troviamo quasi impotenti. Ma dobbiamo denunciare la disinvoltura, la disinformazione, forse la disonestà, che raggiungono persino gli interventi in Parlamento, degli abortisti, i quali si sono serviti di questi rozzi metodi per manipolare l’opinione pubblica e influire sul legislatore. La regolamentazione dell’aborto non raggiunge gli scopi per i quali era stata invocata. Ad esempio, una volta introdotto per Legge l’aborto, il numero complessivo degli aborti non diminuisce, ma aumenta. Permangono quelli clandestini e si aggiungono quelli legali. Infatti la Legge permissiva dell’aborto suona come un invito ad abortire, creando la «mentalità abortistica». Per uno o altro motivo non si può o non si stima opportuno ricorrere all’aborto legale? Si ricorre a quello clandestino. Così, di anno in anno aumentano gli uni e aumentano gli altri, e le coscienze, specialmente nelle nuove generazioni, fanno il callo al delitto di sopprimere una vita umana. E’ intervenuta la Commissione Europea, guidata dall’italiano Romano Prodi, che, con una decisione di straordinaria gravità -dopo le campagne contro la vita degli Stati Uniti, della Banca Mondiale, dell’ONU, dell’UNICEF, ecc- ha stanziato ben 32.000.000 di euro, facendo così «dell’Europa il motore della diffusione dell’aborto (anche forzato, e tardivo; N.d.a.).

Bambini finiti nella spazzatura

Bambini finiti nella spazzatura

Nella sola Italia, dal 1978 (anno di entrata in vigore della legge) al 1995, invece di azzerarsi grazie all’introduzione della Legge nº 194, gli«aborti terapeutici» hanno superato i 3.500.000, con una media di poco inferiore ai duecentomila all’anno, e un rapporto annuo che è di un aborto per ogni tre o quattro nati vivi.

Aborto libero e gratuito per la salute delle donne: donare alle donne la possibilita’ di poter ammazzare i propri figli in totale sicurezza? ma tale sicurezza non puo’ essere donata da nessuno vsto che l’aborto (anche legale) tra le altre cose mette a rischio lo stesso la vita della madre e la sua fertilita’, per non parlare dei danni spirituali e psicologici che esso comporta…!

Ogni qual volta che mi capita di parlare di questo argomento con persone pro-aborto la risposta e’ sempre quella: ”ma , allora in caso di stupro cosa dovrebbe scegliere di fare una donna?” peccato che gli aborti praticati per quei motivi siano solo il 5% dei casi . Nella stragrande maggioranza di casi si tratta di assassinio a tutela del libertinaggio sessuale e solo per evitare noie e pesi! D’altronde, perché nascondercelo: all’uomo dei nostri tempi piace che certe verità scomode per la coscienza, ma comodissime per salvaguardare il proprio «stile di vita», vengano taciute.
In secondo luogo anche le donne che rimangono incinte dopo essere state stuprate non sono giustificate ad abortire, potrebbero decidere di lasciare il bambino in ospedale senza riconoscerlo e darlo in adozione, in ogni caso ho sentito le testimonianze di tante donne che hanno tenuto con se’ il bambino anche in questo caso e nessuna di loro ha avuto danni psicologici per questo, al contrario!

Nel caso del cosiddetto ”aborto terapeutico” ossia nel caso in cui la donna si trovi ad affrontare una gravidanza difficile, difficilmente ci si potrà trovare nella condizione di dover praticare l’aborto per salvare la vita della donna. Le conoscenze scientifiche e tecniche, infatti, non pongono per fortuna all’ostetrico questo dilemma da molti anni!

Il caso di aborto eugenetico. Fino a quale limite la «previsione» di malformazioni del nascituro può essere certa? É noto che attraverso un procedimento chiamato «amniocentesi», alla 16ª settimana circa (metà del quarto mese) si può ottenere con quasi certezza una diagnosi che dice se il nascituro potrà mostrare qualche handicap. Oggi alcune possibili malformazioni possono essere curate non solo dopo la nascita, ma anche prima della nascita, poi anche se il piccolo dovesse nascere con delle malattie o malformazioni e’ un motivo per ucciderlo?! che ragionamento e’ mai questo! tutti i figli sono una Grazia!

Sono proprio i poveri, i disagiati, quelli che hanno conosciuto le strettezze e le sofferenze dell’esistenza, i più disponibili a un discorso che si appella al rispetto della vita, alla voce della coscienza, e spesso accolgono con gioia un bambino con difetti o malformazioni che erano state previste. Non le donne milionarie o miliardarie, siano esse attrici o scrittrici o ricche borghesi o politicanti, che vanno ad abortire nelle cliniche svizzere o inglesi, e poi credono di rifarsi una coscienza (!) inducendo altre donne, quelle povere, a seguire il loro esempio e a uccidere la creatura che portano in seno.
La seconda osservazione molto concreta: vi sono coppie di sposi senza figli che sospirano un bimbo da adottare, ma non lo trovano. Perché tra le richieste che vengono fatte e i bambini disponibili per un’adozione la differenza è enorme. Praticamente, su cento coppie di sposi che chiedono un bambino da adottare, vi sono solo tre o quattro bambini disponibili. Il Giudice del Tribunale dei Minorenni di Firenze, dott. Meucci, ha dichiarato che nella Cancelleria del suo Tribunale giacciono circa 2.500 domande di coniugi che chiedono ardentemente di adottare un bambino. Dice il dott. Meucci che potrà accontentare una coppia su quaranta, al massimo una coppia su trenta, cioè su 2.500 domande di adozione, oltre 2.400 saranno respinte.

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La fine dei bimbi abortiti

I resti dei bimbi uccisi con l’aborto subiscono le fini più assurde. Buttati nelle immondizie, nel lavandino tritatutto, scaricati nel Tevere a Roma, utilizzati per la cosmesi e per gli scopi più impensabili… Il Corriere della Sera, del 31 marzo e del 1º aprile 1994, racconta che l’Istituto Cosmetico Merieux di Lione, in Francia, «lavora» diciassette tonnellate di materiale umano ogni giorno, di cui una tonnellata viene importata dalla Russia.  Avvenire, del 5 maggio 1995, invece riferisce che i dottori degli ospedali della metropoli cinese di Shenzhen vendono i feti o se ne nutrono per garantirsi un corpo più forte e più bello.

Vi sono associazioni che si battono per dare ai bimbi abortiti una degna sepoltura, ma questa iniziativa è solitamente ostacolata in ogni modo; molti vengono comprati per poter essere utilizzati in rituali satanici: e’ recente  lo scandalo della Planned Parenthood  di Detroit. (clicca qui)
In realta’ gia’ al Cinquecento, l’uccisione dei bambini abortiti veniva praticata dalle cosìddette «streghe», persone superstiziose che in taluni casi uccidono i piccoli innocenti per fare filtri d’amore o pozioni magiche di qualche tipo, streghe che non finivano sui telegiornali sostenute da media, Obama, dalla Clinton e da tutto il team mondialista, ma finivano al tribunale della Santa Inquisizione.
A motivo della Legge che ha liberalizzato l’aborto, è nata «l’industria legale dell’aborto». C’è tutta un’organizzazione «industriale» per convogliare le «clienti» a determinate cliniche, per fare pressione sulla donna incinta ancora dubbiosa se abortire, per toglierle ogni incertezza o scrupolo pur di far soldi! E’ cronaca delle ultime settimane, il caso di Deborah Nucatola della ”Planned Parenthood” che vende aborti fatti a pezzi. (clicca qui) Essa è Senior Director of Medical Services, una posizione ai vertici del quartier generale del colosso degli aborti. In questa veste supervisiona le pratiche abortive nelle sedi PP di tutta l’America fin dal 2009 e si occupa anche dell’addestramento dei nuovi arruolati nei ranghi delle cliniche della morte.
Aborti concessi senza alcun motivo, circonvenzione di gestanti, sordidi interessi economici, nascituri vitali venduti come «cavie» a ditte farmaceutiche per fare esperimenti, oppure venduti a ditte di cosmetici, per farci saponi! (clicca qui)
Visto il problema nel suo insieme, considerando che il 95% degli aborti vengono consumati per evitare un peso o un fastidio, non è esagerato il dire che gli italiani sono chiamati a scegliere, se stare dalla parte di Caino o dalla parte di Abele. Caino o Abele. Tu per chi stai? Queste articolo e’ state scritto perché ognuno, nelle sue possibilità, faccia sì che la Legge permissiva del delitto d’aborto venga abrogata, ma nel caso continuasse a rimanere legale, almeno la Chiesa cessi di ridimensionare il gravissimo peccato dell’aborto, e cessi di puntare l’attenzione su bufale planetarie come il Riscaldamento Globale favorendo cosi’ l’accettazione delle teorie ecologistiche mondialiste proposte da ONU, UE,USA, UNICEF che hanno come primo fine proporre l’aborto come mezzo di controllo delle nascite…(La truffa sul riscaldamento globale)
-Floriana Castro-
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