Modesto contributo alla chiacchiera su guerra di religione. In forma di catechismo

Nota della Redazione di Antimassoneria

Riportiamo in basso un magistrale articolo di Maurizio Blondet. Un breve e chiaro riassunto documentato con fatti incontrovertibili  sul problema del “fondamentalismo islamico”sotto forma di catechismo. Un fenomeno di cui si parla ormai senza sosta da 15 anni; anni in cui si rievocano le barbarie compiute dalle popolazioni arabe nel corso dei secoli. Un fenomeno, tra l’altro molto utile per i nemici della fede cristiana di cui si servono per tornare a parlare di Crociate e della Chiesa, colpevole -a loro dire- di aver innescato il moderno terrorismo islamico (sic!). Tuttavia la realtà dei fatti è completamente diversa dalla narrativa mainstream. Ciò che cercheremo di capire è: esiste un’idea di conquista nell’ideale islamico? Certamente! Ma va anche detto che questi aspetti dell’islam di cui oggi  non si fa altro che parlare, erano in sonno, tenuti a freno e ben gestiti dai governi che gli Stati Uniti d’America -dietro il comando dei neocons e usurai con doppio passaporto- hanno rovesciato, cominciando fin dagli anni 80 un’opera di devastazione ai danni di quei territori dove una volta cristiani e musulmani vivevano pacificamente. Il fondamentalismo islamico è stato fomentato, finanziato e fortemente voluto per  fini politici che non sono quelli dei paesi arabi. Com’era prevedibile l’improvvisa ondata di “attacchi islamici” ha portato al rafforzamento del dialogo ecumenico tra cristianesimo e islam. Abbiamo assistito ad una messa dove cristiani e musulmani pregano insieme per la pace. Obiettivo raggiunto! In questo caso quindi, la Chiesa riconosce di essere responsabile di un problema, alla quale si potrà porre rimedio soltanto con un maggiore dialogo, anzi un ulteriore snaturamento della dottrina cattolica.
Bergoglio ha detto che non sono i musulmani a volere la guerra, dato il Corano sarebbe un libro di pace, ma che sono ALTRI… ovviamente senza con la solita vaghezza che lo contraddistingue. Chi sarebbero questi “altri” alla quale Bergoglio fa riferimento? Non certo Obama, vista l’amicizia, le risate e le pacche sulle spalle che vediamo nelle foto e nei video che li ritraggono assieme. Non certo i neocons, dato che per Bergoglio sono i “fratelli maggiori” alla quale l’antica alleanza non è stata mai revocata. Si guarda sempre bene dall’indicare i responsabili di questa situazione: rischierebbe di perdere i consensi di quel mondo che lo ricopre di applausi!
Quindi, data la delicatezza del momento in cui viviamo ci permettiamo di proporre questo breve ma lucido articolo per fare il punto della situazione, per quanto riguarda il chiacchiericcio sulle guerre di religione. Una guerra che potrebbe essere vinta in modo molto semplice (anche se impossibile vista la condizione attuale del genere umano) senza spargimento di sangue e senza ricorrere ai Buglione e ai D’altavilla: basterebbe soltanto spegnere il televisore e il terrorismo finirebbe; la paura finirebbe; la necessità di un maggiore dialogo tra Chiesa e islam finirebbe, se solo tutti comprendessero che si tratta di una precisa strategia politica portata a compimento non con mitra e fucili, ma soprattutto con armi di distrazione di massa attraverso la quale gli usurai ci indicano l’atteggiamento che tutti noi “goym” dobbiamo adottare per mezzo dei loro galoppini giornalisti e politici. Quindi se ci attaccano con la menzogna noi dobbiamo diffondere invece la verità. Solo la verità ci renderà liberi.

A cura di Maurizio Blondet. 

Esisteva il terrorismo islamico, “prima”? Ossia quando l’Afghanistan era  sotto un governo comunista, l’Irak sotto Saddam Hussein, l’Egitto governato da Mubarak, la Siria dalla  famiglia Assad e la Libia da  Gheddafi?

No. Quelli erano regimi laici, modernizzanti, nazionalisti –   ossia  promotori attivi dell’unità nazionale, al disopra delle plurime  entità etniche e religiose che governavano. Per questo erano ostili ad ogni islamismo settario.  Lo tenevano a freno, se si manifestava nel loro stati.   In Irak e in Siria, le minoranze cristiane erano rispettate e  spesso, anzi, erano la spina dorsale di quei regimi.

Chi ha fatto cadere quei regimi con forze militari imponenti, destabilizzandone i paesi, gettandoli  nel caos  e nella guerra intestina?

Gli Stati Uniti:   alla testa di coalizioni occidentali, a cui hanno partecipato Gran Bretagna,   Francia, stati  membri della NATO oppure no,  come  Australia o  Polonia (nella prima guerra del Golfo); la NATO ha preso il controllo dell’Afghanistan (missione ISAF).

Per quale motivo l’Occidente a guida americana ha  messo a ferro e fuoco quei paesi, massacrato i loro governanti anti-islamisti,  e li  ha gettati nel  caos in mano a forze settarie?

In esecuzione del piano israeliano  (detto Piano Kivunim) che  dal 1982  propugnava   la spaccatura di questi Stati “secondo le loro linee di   frattura etniche e  religiose”.   Nella rivista ebraica Kivunim, si leggeva al proposito: “l’Iraq, ricco di petrolio e lacerato internamente, è sicuramente un candidato degli obiettivi d’Israele. La sua dissoluzione è ancora più importante per noi di quella della Siria. L’Iraq è più forte della Siria. … Ogni confronto inter-arabo ci aiuterà nel breve periodo e accorcerà la strada all’obiettivo più importante, spezzare l’Iraq in domini come Siria e Libano. In Iraq, la divisione in province lungo linee etno-religiose, come in Siria durante il periodo ottomano, è possibile. Così esisteranno almeno tre Stati attorno alle tre principali città: Bassora, Baghdad e Mosul, e le aree sciite del sud si separeranno dal nord sunnita e curdo. … L’intera penisola arabica è un candidato naturale della dissoluzione su pressioni interne ed esterne, e la questione è inevitabile soprattutto per l’Arabia Saudita”.   Israele non poteva sentirsi sicura  senza creare il caos attorno a sé.

Ma perché il governo Usa avrebbe aderito a  questo piano?

Perché vi conversero gli interessi petroliferi (esemplificati da Dick Cheney, presidente della Halliburton) e il sistema militare-industriale.    Si aggiunga il regno dei Saud,   che vide il proprio interesse in questo progetto per ragioni settarie:  portatore della versione più reetriva del Sunnismo (il wahabismo)    voleva distruggere gli Sciiti, e segnatamente l’Iran.  Quando Bush figlio prese la presidenza, attorno a lui tutto era pronto per   questo progetto.

Quando  si  è sentito  parlare per la prima volta di “terrorismo islamico”?

L’11 Settembre 2001, quando gli Stati Uniti sono stati proditoriamente aggrediti da un gruppo di terroristi islamici che hanno  dirottato dei Boeing e li hanno lanciati contro le Twin Tower e il Pentagono, facendo oltre 3 mila morti.  I terroristi erano guidati da Osama Bin Laden.

Chi era Osama Bin Laden?

Era un   miliardario saudita la cui famiglia è amica, e socia in affari,  della famiglia Bush. Aiutò gli  americani a rovesciare il regime comunista in Afghanistan negli anni ’80;   per loro arruolò migliaia di combattenti in tutto il Medio Oriente per mandarli  a debellare i sovietici: con armamenti americani, e instaurare un regime religioso, composto dai Talebani (studenti islamici preparati in Pakistan).  Questa organizzazione agli ordini americani si chiamava Al Qaeda (database – l’elenco degli arruolati).12314006_958573404210630_8267403296232910312_n

Quando Bin Laden è diventato nemico degli Usa?

Improvvisamente. Ancora  il 9 settembre 2001, due sue uomini (fingendosi giornalisti)   uccisero il generale Massoud, il Leone del  Panshir,  inviso agli americani perché sarebbe stato in grado – come eroe nazionale – di  unificare  e stabilizzare l’Afghanistan.   L’intelligence francese  sostenne che il capostazione della Cia andò a far visita a Bin Laden all’ospedale americano di Dubai  a luglio, dove era ricoverato per dialisi. Lo scrisse il Figaro, senza essere smentito.  Dunque  il 9 settembre era ancora amico, e l’11 era divenuto nemico degli Usa.

http://emperors-clothes.com/misc/lefigaro.htm

Ma queste   sono ipotesi complottiste, che non si possono dimostrare!

Lo disse il generale Wesley Clark, che era stato capo della NATO durante l’intervento in Kossovo: il giorno dopo l’11 Settembre, andò al  Pentagono e un ufficiale suo amico, che aveva  appena parlato col ministro (Donald Rumsfeld), lo chiamò  nell’ufficio, chiuse  la porta e gli sussurrò, incredulo: “Andiamo ad attaccare 7 paesi in 5 anni.  Adesso cominciamo con l’Irak, poi Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan, e per finire, Iran”.  L’intervista di Clark è facilmente reperibile su youtube:  https://youtu.be/nUCwCgthp_E

D’accordo, però nella religione islamica è insita la violenza, il jihad, la conversione forzata.

Sì, certo.  Però era un aspetto dormiente, e tenuto a freno dai governi laici di Irak, Siria,  Libia.  Quell’aspetto atroce dell’Islam fu  risvegliato e istigato volontariamente. Gruppi fanatici furono armati ed addestrati apposta.

Anche questa è una teoria complottista senza alcuna prova!

Sempre il generale Wesley Clark –  ricordo, l’ex comandante supremo NATO in Europa – disse alla CNN il 21 febbraio 2015: “.. Abbiamo reclutato Zeloti e estremisti  takfiri”, creato  “un Frankenstein”; in quell’intervista spiegò anche: “L’ISIS  è stato  creato dai nostri alleati per battere fino alla morte Hezbollah”. Intendeva:  creato dalla monarchia Saudita per debellare la componente sciita che vive in Libano, Hezbollah.   https://www.youtube.com/watch?v=QHLqaSZPe98

Dunque gli Usa avrebbero creato, o lasciato creare, i movimenti   terroristico-jihadisti, per poi combatterli? Ma è assurdo! A che scopo?

Secondo Samuel Huntington, che è il principale scienziato politico americano, la cosa è utile  al potere americano. Egli scrisse nel 1996 un saggio, “Scontro di Civiltà e Nuovo Ordine Mondiale”, in cui  profetizzò che “la principale fonte di conflitti nel mondo post-Guerra fredda diverranno le identità culturali e religiose”; non ci saranno più guerre fra Stati,   fra “civiltà”.  Di fatto, ragionava Huntington,   dopo la caduta dell’Urss dove trovare un nemico comune che tenga unito l’Occidente  sotto la guida  americana? Lo scontro  di civiltà  era la risposta;e la lotta all’Islam, una   popolosa cultura “aliena” e poco solubile nel nuovo ordine mondiale,  era la soluzione. Che piaceva anche a Israele e alla lobby giudaica a Washington.

kivunim

E questa strategia ha avuto successo?

Sì, il piano Kivunim ha avuto successo. Tutti i paesi islamici circostanti Israele, e quasi tutti quelli più lontani, sono  sconvolti da lotte intestine etnico-religiose: sciiti contro sunniti, curdi contro turchi, cirenaici contro tripolitani, alawiti contro sunniti….   Nessuno di questo tornerà più ad essere uno Stato ordinato, quindi che possa rappresentare un pericolo politico o militare per Israele.   Il progetto però  è incompiuto in due casi: l’Iran non è stato ancora destabilizzato (troppo grosso e lontano),  e  i tentativi di Israele di indurre Washington a bombardarne le centrali nucleari è andato finora a vuoto; e la Siria. Qui la caduta del regime laico di Assad è stata sventata dalla Russia, che l’aiuta militarmente; ed anche dal fatto che le minoranze siriane non si battono contro il regime in numero sufficiente, né aderiscono al jihadismo di ISI e Al Qaeda, preferendo di fuggire come profughi. Al punto che oggi a combattere in Siria contro Assad non sono le opposizioni siriane, ma jihadisti ceceni, azeri, europei  reclutati in Francia, Belgio Gran Bretagna, e spesso   attratti dalle paghe: reclutati  come mercenari coi soldi Sauditi e l’addestramento della Cia.

Però adesso l’ISIS  manda i suoi terroristi in Europa. 

L’ISIS? Abbiamo visto che si tratta di una creazione americano-saudita. Gli israeliani li sostengono  nella lotta in Siria, silenziosamente, curano i feriti del Califfato nei loro ospedali  (esiste ampia documentazione). Gli americani stanno ostacolando le azioni militari russe; hanno intimato a Putin di non colpire Al Nusra (nome nuovo di Al Qaeda) perché quelli sono “l’opposizione democratica” che intendono mettere al potere in Siria, dopo aver detronizzato Assad.   Comunque l’ISIS ha il suo daffare a difendersi, altro che spedire jihadisti in Europa.

Però rivendica tutti gli attentati islamici che avvengono sempre più spesso in Europa.

Le rivendicazioni sono opportuniste. E   lei è proprio sicuro che sia l’ISIS a farle? Dopotutto,  le  rivendicazioni dell’ISI vengono diffuse dal SITE, un’azienda  della israeliano-americana Rita Katz. Sono tutte probabilmente false, create  dalla propaganda israeliana.

Ma   i jihadisti ammazzano davvero! A Nizza, a Rouen hanno ammazzato il prete! Non è questa guerra di religione?

E’ scontro di civiltà come voleva Huntington.  È strategia della tensione: qualcuno vuole tenere gli europei nella paura. Diversi esponenti israeliani   hanno detto: “è  bene che gli europei provino quello che proviamo noi, che quando andiamo al ristorante non siamo sicuri di tornare a casa”, perché un palestinese può accoltellarli.  Anche  certi governi europei possono trovare conveniente tenere i loro cittadini nella tensione e nella paura, nel clima della lotta perpetua al  Nemico Islamico, che è fra noi e colpisce quando vuole.

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Il Piano Kivunim, tradotto in inglese dall’ebraico dal compianto amico Israel Shahak

Come scrisse Orwell nel suo  “1984”, dove immagina uno stato totalitario  futuro: “C’erano   attentati continui e ingiustificati. Fatti a caso.  Servivano allo Stato per limitare le libertà dei cittadini.   Ad ogni attentato, si facevano leggi restrittive della libertà!”

Ma   qui siamo in democrazia!

Sì, certo. Hollande però ha approfittato degli attentati per prolungare lo  stato di emergenza, ossia leggi restrittive della libertà dei cittadini.

Ma non dirà che   sono gli stessi governi a indurre due  diciannovenni islamici a sgozzare il povero prete a Rouen. Quelli hanno agito spontaneamente, a nome dell’ISIS.

Certamente. E’ un meccanismo che noi italiani conosciamo bene. Negli anni di piombo, di strategia della tensione, le Brigate Rosse commettevano omicidi; ebbene, più ne commettevano, più trovavano favore nelle fabbriche e nelle scuole, fra frange notevoli di studenti e di operai “di sinistra”. E anche molti intellettuali simpatizzavano: “Né con lo stato né con le BR”., scrissero in molti. I più giovani  e suggestionabili,   sognavano di arruolarsi nelle  Brigate Rosse, cercavano contatti, volevano andare in clandestinità – era uno stato d’animo collettivo, ed era anche una moda travolgente.  Oggi sappiamo che strategia della tensione e BR erano “gestite”  da servizi esteri e da Gladio, organizzazione clandestina della NATO. Ma i  giovani di  allora erano sedotti da quello stato d’animo,  sparavano “spontaneamente”. Come i marginali di oggi in Europa, col nome e cognome islamico, sono sedotti da un ISIS –  che è una creazione americana.

Non mi ha convinto…

Lo so. So che lei è sotto influsso  psico-emotivo  dello stato d’animo collettivo che ci vuole spaventati: l’Islam ci attacca! E’ una guerra di religione! Sì, è una guerra di religione. Indotta,   però, da centrali che hanno fatto di tutto per provocarla.  Le centrali di cui sopra vogliono che la civiltà europea venga devastata – come hanno voluto la devastazione di Palmyra in Siria –  e scompaia.

Ma perché?

Perché la cultura e civiltà  europea,  greco-romana e cristiana, formava uomini liberi, e il potere globale non vuole liberi, ma consumatori. Perché odiano Cristo e la sua civiltà.  Perché quelle centrali  – diciamo, gli usurai(per usare un termine poundiano)  mai   hanno avuto la capacità di edificare un Partenone, un Pantheon; mai hanno prodotto nulla che ricordi anche lontanamente  Fidia o  Caravaggio, né  tra di loro è mai nato un Dostojewski, o uno Shakespeare o un Dante. I loro scrittori sono dei pornografi. .  La loro “arte”  è quella del MOMA di New York, una bruttezza  che si vendono e comprano tra loro a prezzi stratosferici; bruttezza che si accompagna necessariamente alla menzogna e all’odio per il Vero: Vero e Bello sono la stessa cosa, diceva Tommaso d’Aquino. Vogliono renderci come loro. Spaventati e pieni d’odio e d’invidia per il genere umano.

Maurizio Blondet




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