Morte di Fidel Castro: il dittatore che odiava i cristiani e amava gli stregoni

1° Fine del tiranno dell’isola carcere
2° I Cristiani sempre nel mirino
3° La rivoluzione esoterica di Castro
4° Fidel protetto dagli “Orishas”

5° Sacrifici rituali per la salute di Castro

-Floriana Castro Agnello-

1° FINE DEL TIRANNO DELL’ ISOLA CARCERE

FIDEL CASTRO CHE GUEVARA26 Novembre 2016. Fidel Castro, il lìder maximo, uno dei più feroci oppositori della fede in Gesù Cristo si avvia al Suo giudizio. Non potevano mancare i soliti elogi di rito sia di destra che di sinistra, che lo esaltano come grande condottiero di una florida nazione (!!). Poche le voci fuori dal coro che si dissociano dal cordoglio che preferiscono ricordare le persecuzioni e le tirannie che Castro ha compiuto ai danni dei suoi nemici in oltre cinque decenni di dittatura comunista.
Mezzo milione di cubani sono passati attraverso il gulag di Fidel Castro a Cuba. C’è la vera storia dell’isola-regime, quella del poeta Armando Valladares, condannato a trent’anni, una paralisi gli ha bloccato le gambe, nel 1974, dopo che i dirigenti del carcere de La Cabana gli hanno rifiutato il cibo per 46 giorni, non avendo egli accettato di sottoporsi alla “rieducazione”. La vera Cuba è quella dei dissidenti, come Guillermo Farinas, psicologo e giornalista indipendente, e di Oscar Biscet, medico nell’isola dove ci sono più aborti che nuovi nati.  Paragonandola alla popolazione totale dell’isola che è di undici milioni, la dittatura castrista ha vantato il più alto tasso di carcerazione politica pro capite al mondo. Secondo il Cuba Archive Project, fino al 2005 sull’isola ci sono state 9.240 “morti politiche” (la fucilazione è il metodo preferito dai fratelli Castro). Si stima che si aggirino intorno alle 78 mila le persone morte per cercare di fuggire dall’isola caraibica (il venti per cento della originaria popolazione cubana vive all’estero). 5.600 i cubani giustiziati, 1.200 quelli eliminati nelle “esecuzioni extragiudiziarie” (al Líder máximo è addebitabile un numero di delitti almeno cinque volte superiore rispetto a quelli dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet).

Difficilmente quantificabile il numero di omosessuali rinchiusi nei lager, (ne prendano atto i comunisti di casa nostra che vedono nei matrimoni omosessuali un passo significativo del “progresso”) dei giornali chiusi e dei libri censurati e seppelliti negli archivi (il metodo preferito sotto il comunismo, mentre i nazisti li bruciavano). Numeri dimenticati a favore del ballo nelle strade di L’Avana. Come disse una volta Carla Fracci, “Castro è un dittatore, lo so, ma io non dimentico che nei paesi socialisti il balletto gode di grande considerazione”. Già, il balletto… (1)

2° I CRISTIANI DA SEMPRE NEL MIRINO

Ma l’obiettivo di Castro sono stati sempre e soprattutto, i cristiani. Sin dall’inizio.  La Chiesa cattolica è abbracciata dalla maggioranza dei cristiani dell’isola. Ed è anche la più perseguitata dagli ufficiali del regime castrista.

Dopo gli studi presso i gesuiti, Castro si rese conto di non essere tagliato per la religione:

“Quando ero ragazzino, mio padre voleva che io fossi un bravo cattolico e che mi confessassi tutte le volte che avevo pensieri impuri sulle ragazze. Così ogni sera diventavo rosso a confessare i miei pensieri. Dopo una settimana decisi che la religione non era fatta per me” .

Che Castro vedesse nella dottrina cattolica e nel nazionalismo un ostacolo al “progresso” comunista lo disse chiaramente quando invitò a non sottovalutarne la forza. http://video.corriere.it/morto-fidel-castro-frasi-celebri-lider-maximo/ecc5f8f0-b3c2-11e6-9bbf-23f96afff2f8 Infatti, dietro gli incontri ufficiali con i Papi e le strette di mano, e i sorrisi di facciata, Fidel è stato uno spietato tiranno soprattutto contro di loro, i cristiani. Di certo, però, l’incontro rimasto nella storia è quello del 1998, quando Castro, ancora tiranno incontrastato di Cuba accolse ai piedi della scaletta dell’aereo l’anziano Giovanni Paolo II, che a tutti i costi aveva voluto visitare l’isola della Revolución. FIDEL WOTYLAGiovanni Paolo II aveva chiesto – oltre alla fine del pluridecennale embargo statunitense – più libertà per il popolo e per la chiesa e il diritto dei fedeli di poter tornare a festeggiare il Natale, la cui festività era stata bandita sin dall’inizio della rivoluzione. Fidel decise, seppur controvoglia di ripristinare la festa della Natività di Cristo come festa civile e concedendo qualche spazio di manovra e azione alla chiesa, pur sotto il ferreo e mai messo in discussione controllo delle autorità statali. Durante l’omelia pronunciata durante la messa all’Avana, papa Wojtyla pronunciò tredici volte la parola “libertà”, con i fedeli che iniziarono a scandire – in forma ritmata – “Libertad! Libertad”. Nel 2012, ci fu un incontro in nunziatura tra Castro e  Benedetto XVI. In seguito al viaggio del Pontefice sull’isola caraibica, fu ripristinato il Venerdì Santo come festa civile. Nel 2015 Castro riceve la visita (a domicilio) di Bergoglio. Temi dell’incontro non la persecuzione dei cristiani e la negazione dei diritti civili, bensì  difesa dell’ambiente e attualità (!!!)

Rockefeller-Castro(A fianco Fidel Castro con David Rockefeller: una foto che vale più di mille parole)

Ma dietro gli incontri ufficiali tra Castro e i vari pontefici; i doni, gli abbracci e i calorosi saluti, la storia di oggi racconta di un dittatore spietato contro le opposizioni e soprattutto contro i cristiani. Si è passati dalle 30 violazioni documentate nel 2011 alle 120 nel 2012. La cifra, avverte Csw, non include i casi delle persone arrestate durante la visita di quest’anno di Benedetto XVI, che i gruppi per i diritti umani locali hanno stimato in 200.
A dispetto delle promesse, dice Mervyn Thomas, Chief Executive del Csw, «domenica dopo domenica, il governo continua a violare i diritti più basilari», come quello «di partecipare alla Messa e di appartenere a una comunità religiosa senza interferenze». Le chiese cubane che «resistono alle pressioni del governo», spiega Thomas, hanno subito attacchi fisici e hanno assistito alla confisca dei propri edifici religiosi. (2)

3° LA RIVOLUZIONE ESOTERICA DI CASTRO

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Ma torniamo agli anni della Revolucìon. Era l’8 gennaio 1959. Secondo i giornali dell’epoca, l’allora dittatore cubano Fulgencio Batista è asserragliato nel suo ufficio, mentre sente il ruore delle truppe castriste che invadono il palazzo presidenziale. Ancora pochi momenti e i rivoluzionari avrebbero fatto irruzione nella stanza. Il dittatore però non ha alcuna intenzione di farsi catturare, si punta una pistola alla tempia e per premere il grilletto aspetta solo l’arrivo dei soldati. I rivoluzionari sono sul punto di irrompere, Batista è già pronto a sparare, quando i rumori che giungono dall’esterno cambiano all’improvviso. Gli uomini di Castro non riescono più ad avanzare come paralizzati da una forza invisibile. La situazione dura solo qualche minuto, un minuto più che sufficiente per salvare la vita di Batista. Compare infatti nel cielo un elicottero del suo esercito, si avvicina alla sua finestra, lo carica a bordo e vola via; la nazione è persa, ma lui, il vecchio capo è vivo.

Si disse che la forza invisibile che blocca i rivoluzionari di Castro fosse stata inviata da Changò, esperto di magia e soprattutto potente “Orisha” della Santeria latino americana. Secondo la tradizione della magia nera cubana, gli orishas sono gli spiriti che risiedono nella natura, in ogni sua espressione e hanno ciascuno dei poteri preternaturali.

Sembra quindi che Batista fosse “protetto” da quelle potenti divinità. Quindi l’ateo Castro non avrebbe potuto contare su protezioni dell’aldilà? Castro ottenne molto di più di quanto ottenne Batista: vinse la guerra civile… Infatti, come dicono a Cuba, anche Fidel aveva al suo fianco una “protezione”, addirittura  il potere dei maggiore degli Orisha era al suo servizio: era quella di Obatala, “il signore delle menti”. 

Come è noto la rivoluzione produsse, oltre a Fidel, un nuovo mito, quello di Che Guevara, divinizzato dagli anni ’60 fino ad oggi come una figura al pari di Cristo.

url-2Le foto del suo cadavere hanno rafforzato questo mito, sono note infatti le raffigurazioni del Che morto a fianco il famoso ritratto di Andrea Mantegna del Cristo dopo la Crocifissione, quasi a voler affermare una sorte di reincarnazione del Salvatore Nostro Signore con la figura del falso mito Ernesto Che Guevara. A Cuba (ma non solo…) l’immagine del Che è popolarissima: la sua effige si trova dalle monete, ma anche monumenti e murales per celebrare la sua immagine a Cuba si trovano un po’ ovunque. url-3Durante il viaggio di papa Francesco a Cuba, la messa fu celebrata a ridosso della gigantografia di questo falso mito. Non avevano osato arrivare a tanto i comunisti cubani in occasione dei viaggi apostolici di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, (quest’ultimo fece esporre durante la Messa una grandissima icona raffigurante Gesù Cristo).

4° FIDEL PROTETTO DAGLI “ORISHAS”

urlUn’aspetto quello del comunismo esoterico, -del tutto trascurato dai politologi, dai media, dai compagni radical chic e dagli sfaccendati dei centri sociali che oggi salutano Castro con dolore- è la forte presenza della magia di origine africana che i neri, oggi stragrande maggioranza della popolazione cubana praticano finalmente alla luce del sole dopo anni di proibizione ufficiale del regime di Batista.

Infatti l’ostilità di Castro nei confronti dei cristiani e dei diritti civili non si accompagnò affatto alla sua opinione nei confronti della religione animista, ossia, la Santeria cubana o Regola del Palo, un culto stregonesco originario del Congo e dell’Angola. La Santeria e’ infatti una delle pratiche magiche e divinatorie che vengono fatte a Cuba quotidianamente.

La simpatia di Castro nei confronti di queste pratiche occulte rafforzò la popolarità che il lìder maximo aveva presso la popolazione di origine africana che oggi lo piange con dolore dopo averlo sostenuto per anni con culti e rituali.

Un omaggio reso dal governo cubano alla storia dei neri e dei loro culti è Il “museo della “Regla” situato nella periferia dell’Avana, il punto dell’isola in cui risiedono tutte le confraternite dedite alle pratiche magiche e stregonesche cubane. Nel museo si vi si trovano feticci della Santeria e “reliquie” quelli della rivoluzione cubana.

La magia a Cuba si accompagna anche alla “magia sessuale”. Il sesso a pagamento, tra riti e formule magiche, infatti è visto come una delle poche risorse dai cubani che lo praticano per andare enormi difficoltà economiche, ma nonostante ciò continuano a vedere nella dittatura castrista l’unica forma di governo possibile.

5° SACRIFICI RITUALI PER LA SALUTE DI CASTRO

Di pratiche magiche e propiziatorie per la salute di Fidel ne sono state compiute a migliaia dai suoi fans stregoni, i “Babalaos” . (3) I babalos iniziano le loro pratiche con la “consultazione degli spiriti. Usando come mezzi di divinazione la sabbia e le conchiglie interrogano gli Orishas, gli dei primordiali della natura che illustrano le cause del problema e i passi da compiere per risolverlo; sono queste “divinità” che decidono cosa occorre fare comunicandolo al santero. Ai tempi in cui la salute di Fidel Castro versava in pessime condizioni venne richiesto un “Ebbò”, ovvero, un sacrificio cruento che solo pochi iniziati hanno il permesso di praticare. (4) In genere le vittime usate per il sacrificio sono polli o altri volatili, (ma la santeria pratica anche sacrifici umani)  perchè il sangue  è ricco di “Ashè”, la forza primordiale che viene utilizzata per soddisfare le richieste delle divinità in cambio della loro intercessione. In questi riti il sacrificio è la trasmutazione di energia attraverso la quale ciò che viene chiesto alla divinità si trasforma in ciò che il supplicante desidera. Peccato che il sangue di polli e uccelli non possa regalare la vita eterna, e che anche i dittatori colmi fino all’orlo di orgoglio e tracotanza come Fidel prima o poi debbano ritrovarsi davanti al giudizio dell’Unico Vero Dio. Proprio quel Dio che Castro perseguitò fino alla fine.

-Floriana Castro Agnello- antimassoneria.altervista.org Copyright © 2016

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