A “più Europa” e alla nuova Costituzione riscritta per i bisogni di banche e grembiulini noi diciamo NO

RENZI BOSCHI JP MORGAN1° Sotto il ricatto dell’alta finanza. I media censurano le frasi del ministro Orlando
2° La JP Morgan impartisce gli ordini, il servo Renzi li esegue
3° Renzi e il suo delirio di onnipotenza
4° Ci riprovano con lo spread
5° Tagli al senato? Tagli alle residue libertà
6° Quella strana certezza di Renzi
7° Accordi massonici dietro la riforma costituzionale
8° Verità mostruose e strada spianata per il totale sfacelo della società

-Floriana Castro Agnello-

1° SOTTO IL RICATTO DELL’ALTA FINANZA. I MEDIA CENSURANO LE FRASI DEL MINISTRO ORLANDO.

15027480_361937060826898_220238780218213059_nNon tutti sanno che l’attuale ministro della giustizia Andrea Orlando ospite della festa del Fatto Quotidiano insieme a Gustavo Zagrebelski e a Silvia Truzzi, il 3 settembre 2016 ebbe a fare un’importante ammissione, che per la sua rilevanza avrebbe dovuto essere ripresa da tutti i principali organi di informazione mainstream, ma fu invece del tutto ignorata. Ecco le sue testuali parole: “Oggi noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali. Io faccio soltanto due esempi. I fatti che si determinano a livello sovranazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovranazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto.  Faccio un esempio. La modifica – devo dire abbastanza passata sotto silenzio – della Costituzione per quanto riguarda il tema dell’obbligo di Pareggio di Bilancio non fu il frutto di una discussione nel Paese. Fu il frutto del fatto che a un certo punto la Banca Centrale Europa, più o meno – ora la brutalizzo – disse: “O mettete questa clausola nella vostra Costituzione, o altrimenti chiudiamo i rubinetti e non ci sono gli stipendi alla fine del mese”. Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più, mi vergogno di più di aver fatto. Io penso che sia stato un errore approvare quella modifica. Non tanto per il merito, che pure è contestabile, ma per il modo in cui si arrivò a quella modifica di carattere Costituzionale”. (1) In buona sostanza il ministro ha dovuto ammettere qualcosa che noi tutti sappiamo già da un po’: il governo è sotto il tallone della BCE; la democrazia e la politica sono ricattate dalla finanza.

2° LA JP MORGAN IMPARTISCE GLI ORDINI. IL SERVO RENZI LI ESEGUE

renzi cameriere delle bancheAbbiamo assistito a mesi di propaganda e interventi invasivi del premier in favore della “riforma” costituzionale a reti unificate. I cittadini che si sono decisi per il Sì credono che la vittoria del referendum in questa direzione taglierà finalmente i costi della politica e aiuterà a ripartire il paese, così come Renzi va farneticando. Ma cari elettori, sapete chi ha scritto queste riforme? Si tratta di JP Morgan, la banca d’affari che è stata indicata persino dalla Casa Bianca come una delle maggiori responsabili della crisi del 2008. Complottismo? E’ tutto ben documentato in una direttiva del 2013 intitolata “Aggiustamenti nell’area Euro” (ecco il documento http://www.europe-solidarity.eu/documents/ES1_euro-area-adjustment.pdf). Il documento  spiega per filo e per segno come vanno riformati i paesi del Sud Europa tra cui l’Italia. In particolare JP Morgan scrive che la Costituzione italiana va cambiata. Ecco cosa sta scritto nero su bianco:

“I sistemi politici dei paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni presentano delle caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”.

I banchieri sostengono che la Costituzione italiana va cambiata perchè garantisce la protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori e contempla il diritto alla protesta contro i cambiamenti dello status quo politico. Queste sono le testuali parole del documento rilasciato dalla JP Morgan! La protezione dei diritti dei lavoratori è un ostacolo e anche il diritto a protestare. Allora sarà un caso che le riforme che vuole la JP Morgan siano identiche a quelle per la quale Renzi si sta battendo a suon di menzogne, furberie, e sovraesposizione mediatica, affermando non solo di dimettersi se questo referendum non dovesse passare, ma addirittura di uscire dal mondo della politica? A dire il vero la missione affidata a Renzi è proprio quella di riuscire a consegnare ai poteri transnazionali i beni italiani anche quelli regionali, provinciali e comunali, sulla quale gli avvoltoi dell’alta finanza non sono ancora riusciti ad affondare le zampe, a causa della strutturazione democratica di questo paese. Matteo quindi sta facendo i compiti che gli ha assegnato la ben nota banca d’affari e ha pure avuto un ottimo maestro, nientepopodimeno che Tony Blair.

L’ex primo ministro inglese da un po’ di anni guadagna un bel po’ di milioni come consulente di JP Morgan. Il suo compito è quello di andare in giro per il mondo e fare lobbying. Nel 2012 Renzi e Blair si sono incontrati a cena a Palazzo Corsini a Firenze e ad organizzare l’incontro è stato nientemeno che Jamie Dimon l’amministratore delegato di JP Morgan. (foto in basso)

renzi e blair incontro organizzato da p morganNel 2014 Renzi e Blair si sono incontrati di nuovo a Londra. Subito dopo l’incontro Blair ha rilasciato un’intervista per Repubblica, spiegando che Renzi aveva in mente uno splendido programma di riforme per cambiare il paese e rilanciare l’economia… e guarda un po’ sono proprio le stesse riforme che chiede JP Morgan. http://www.repubblica.it/politica/2014/11/26/foto/blair_plaude_alle_riforme_di_renzi_e_uno_dei_nuovi_leader_europei_che_ha_il_coraggio_di_cambiare-101494956/1/#1
La JP Morgan, la banca da cui il nostro governo prende lezioni è la stessa che ha preso nel 2015 una multa da 342 milioni di euro dalle autorità americane per manipolazioni su Libor e Forex. Per la vendita dei mutui subprime il governo americano ha chiesto addirittura una multa record da 13 miliardi di dollari! Senza contare che JP Morgan ha avuto guai giudiziari anche in Gran Bretagna e persino in Cina. Renzi tra le altre cose ha nominato come consulente JP Morgan pure per l’affare  “Bad Bank” , solo che JP Morgan mentre consigliava i nostri utili idioti del governo invitava i suoi clienti a stare alla larga dalla banche italiane! (2) Ecco da chi prendono lezioni Renzi e la sua accozzaglia di governo, da una banca che ha truffato i risparmiatori di mezzo mondo. Ma del resto Renzi preso da tutte le sue smanie di potere freme per entrare a far parte dei circoli del vero potere.

3° RENZI E IL SUO DELIRIO DI ONNIPOTENZA

Il noto massone, sempre in in vena di succose rivelazioni Gioele Magaldi, in un intervista rilasciata a Popoff afferma che Renzi si sarebbe incontrato con Richard Nathan Haass, Maestro Venerabile della superloggia “Leviathan”, a New York lo scorso settembre. In tale occasione, Renzi avrebbe richiesto l’affiliazione proprio alla “Leviathan”. Renzi non desidera, insomma, essere iniziato nel Grande Oriente d’Italia, gli va stretto il GOI. Punta molto più in alto. Preferibilmente ad una delle superlogge sovranazionali (chiamate Ur-Lodges) della rete di Mario Draghi (“Three Eyes”, “Edmund Burke”, “Pan-Europa”, “Compass Star-Rose”, “Der Ring” ecc). (3) Che siano vere o false le affermazioni di Magaldi nessuno può ignorare quanto si stiano acuendo le smanie di potere di Renzi. Con un eventuale successo del referendum in suo favore  il nostro riuscirà a cambiare ben 45 articoli della Costituzione su 139 di quelli esistenti, la fedeltà del premier verso gli oligarchi internazionali potrebbe essere quindi abbondantemente ricompensata, così come egli potrebbe essere completamente travolto e gettato nel dimenticatoio in caso di sconfitta.

4° CI RIPROVANO CON LO SPREAD

urlCon l’arrivo di questo Referendum costituzionale è ritornata una parolina che non sentivamo da tempo: lo Spread. Già lo spread, e chi se ne è dimenticato? Con il pretesto dello spread arrivato addirittura a 400 punti, fu mandato a casa l’ultimo governo eletto a seguito di regolari elezioni per dare il via ad una serie di “governi tecnici” scelti direttamente dai potentati delle logge che avrebbero dato a Mario Monti la possibilità di farci definitivamente a pezzi. A prescindere dall’opinione che ognuno può avere nei confronti del Berluska, è plausibile che un governo eletto debba essere mandato a casa a colpi di chiusure in rosso, di giochini di Borsa e aumenti dello “spread” soltanto perchè qualcuno oltre le nostre italiche barriere ha deciso che gli affari di questo paese debbano coincidere con quelli dell’alta finanza internazionale e non dei cittadini, per essere amministrati da persone più adatte a tale compito? Questo dovrebbe indignare tutti gli elettori indipendentemente dalle loro idee politiche se avessero ancora un minimo di orgoglio nazionale, perchè significa buona sostanza che il potere di voto del popolo ha ormai una rilevanza pari allo zero. Ma cosa significava la parola “spread”? La parola in inglese è un sostantivo, ma anche verbo, significa: diffusione, propagazione, diffondere, spargere. Pochi comprendevano cosa esso significasse nella neo-lingua dell’alta finanza, ma tutti lo temevano. Si sapeva per certo che lo spread avrebbe potuto ridurci alla fame, ma molti lo compresero con il tempo che lo spread non era altro che la differenza fra i rendimenti di due titoli di stato, tra l’Italia e la Germania. Era sostanzialmente un ricatto, quindi l’”emergenza” era stata creata ad hoc con lo scopo di dimissionare un governo legittimo con quello “tecnico” (per usare un eufemismo) di Mario Monti. Sono passati anni da quel 2011 e lo spread ritorna con i suoi ricatti: il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco ha superato quota 180.. Panico! Questa volta però le minacce non sono volte per mandare a casa un governo, ma per farlo rimanere.

15181310_10210667922321566_6139590874149150920_nA gettare benzina sul fuoco ci si mette anche il Financial Times che minaccia il crollo di otto banche italiane se disgraziatamente il NO dovesse passare. Alla minaccia si aggiungono anche le agenzie di rating, delle società private, partecipate da grandi multinazionali e pregne di enormi conflitti d’interesse, che svolgono in buona sostanza un lavoro di ricatto e intimidazione. I picciotti di Cosa Nostra bruciano le proprietà degli imprenditori se questi si rifiutano di pagare il pizzo. Le agenzie di rating declassano i paesi che rifiutano di adeguarsi alle direttive dei superiori Ricordiamo quanto le agenzie di rating abbiano contribuito alla crisi assegnando rating troppo alti alle obbligazioni garantite da mutui subprime nel 2008 in America, cui si aggiungono ad esempio l’analisi di rating positiva fornita nei confronti dell’istituto di credito Lehman Brothers appena una settimana prima del suo fallimento, oppure di Parmalat poco prima del suo crack finanziario. In Italia nel 2012, nell’ambito della grande recessione, è stata aperta un’inchiesta da parte del pm della Procura della Repubblica di Trani Michele Ruggiero per valutare l’affidabilità e l’oggettività delle valutazioni da parte delle agenzie di rating sotto l’ipotesi di reato di aggiotaggio, turbativa e manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate. Capito come le agenzie di rating contribuiscono a creare tale panico? Con la una valutazione (rating) riguardante la solidità e la solvibilità di una società emittente titoli sul mercato finanziario. Quindi se un paese dovesse dimostrarsi ribelle nei confronti dei poteri transnazionali, l’agenzia risponde assegnandogli un rating molto basso. In particolare tra le prime conclusioni dell’inchiesta si contesta all’agenzia americana Standard & Poor’s, in merito al declassamento delle banche italiane, di aver posto in essere “una serie di artifici concretamente idonei a provocare una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari” a causa anche di “analisti (non identificati) inesperti e incompetenti” a mezzo di comunicazioni ai mercati fatte “in maniera selettiva e mirata in relazione al momento di maggiore criticità della situazione politica economica italiana cagionando alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità”. (4) Secondo l’agenzia Fitch, l’esito del referendum del 4 dicembre”, sarebbe capace di affossare le speranze di ripresa dell’Italia. Fitch minaccia di tagliare il rating se non passa il referendum, paventando, con la crescita del superdebito e della disoccupazione, il pericolo di un sempre crescente appoggio ai partiti “populisti” . Questo è ciò che si legge nella nota di Fitch. (5) 

AURITI MASSONERIA BANCHE copyl’Eurocrazia avverte, con i mezzi che le sono propri, che in caso di vittoria del No si aprirebbe una grave crisi per l’Eurozona, in particolare per l’Italia. Piazza Affari è in rosso avvertono e in caso di vittoria del No potrebbe sollevarsi un putiferio di dimensioni mastodontiche che potrebbe portare devastanti ripercussioni in tutta l’Eurozona. Anche in occasione della Brexit i profeti dell’alta finanza avevano “previsto” scenari simili, come pure per l’eventuale vittoria di Donald Trump, come a dire: la libertà ha un prezzo. Ma come dimostra la storia di questo 2016 l’elezione di Trump, così come l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non ha creato affatto nessuna catastrofe. La Gran Bretagna al contrario sta sperimentando un notevole sviluppo economico dopo molti decenni di permanenza nell’Unione.

Anche da noi non avverrà nessun crack. Nella settimana che precede la Domenica più fatidica degli ultimi anni Piazza Affari  vola recuperando il 2%. “Il mercato ha già votato No”. A dirlo è nientepopodimeno che Raffaele Jerusalmi, (ebreo) amministratore delegato di Borsa Italiana che aggiunge «tra gli investitori da una parte  c’è la consapevolezza che una vittoria del Sì garantirà stabilità; ma c’è anche la convinzione profonda da parte di una grande fetta di investitori che vincerà il no. Ma si sono sbagliati tante volte, è possibile che si sbaglino anche stavolta». Quindi nessuno tema di svegliarsi lunedì 5 in uno scenario apocalittico. I signori della finanza dovranno adeguarsi: a loro interessa il profitto, non gli “ideali”. Quindi il crollo delle 8 banche italiane che prevedono certi giornali è e deve essere considerato solo ed esclusivamente come uno squallido ricatto.
Se Renzi non dovesse riuscire a portare a compimento la sua “missione”, ossia quella di porre quanto è rimasto dell’Italia sotto il calcagno dei poteri transnazionali, i poteri forti avrebbero comunque  altri assi nella manica per fare a pezzi il paese, anche senza passare per il massacro della Costituzione.

5° TAGLI AL SENATO? TAGLI ALLE ULTIME RESIDUE LIBERTA’

13266048_1037389212963141_1236516120161806194_n copyRicordiamo come prima cosa che noi non siamo mai stati degli apologeti della Costituzione del ’48; “la Costituzione più bella del mondo” come molti la chiamano, tipo Roberto Benigni, che se da un lato la magnifica dall’altro la sconfessa per adeguarsi alle direttive dei poteri forti. L’Economist ha, con lungimiranza preparato gli investitori ad una possibile vittoria del NO. Sappiamo che i vincitori sarebbero in ogni caso loro, inutile sperare che la vittoria del No possa rappresentare ad ogni modo una sorta di tripudio popolare: i signori dell’alta finanza hanno infatti già un piano B per sottomettere questo paese alla loro volontà. Si parla già di governi tecnici che dovrebbero essere diretti da qualche Padoan, Draghi, o Mogherini e quanto di peggio possa esistere. Insomma la grande finanza vincerà comunque sia con un Sì che con un No.

Sappiamo che la Costituzione del ’48 fu, in qualche modo, influenzata dalla sconfitta e dalla conseguente perdita di sovranità che ha subito l’Italia nel 1945 con l’occupazione (non “liberazione”) degli anglo americani il cui intervento ha instaurato una Repubblica a sovranità limitata. Prova ne sia che, la presenza ancora oggi di circa 113 basi militari USA nel nostro paese. Risulta che la nostra Costituzione, non per caso, vieti qualsiasi referendum popolare sui trattati internazionali, (come ad esempio un Referendum per uscire dalla UE…) oltre ad altre limitazioni evidenti alle forme più dirette della sovranità popolare (referendum propositivi), inesistenti in altri paesi. Tuttavia, in questo caso è doveroso votare No a questo Referendum. Di ragioni ce ne sarebbero miriadi (alcune confutazioni le abbiamo raccolte in questo articolo ) Ricordo comunque che la “riforma” non prevede solo la riduzione dei parlamentari che -dicono i piddioti- dovrebbero alleggerire i costi della politica.  Il premier sta cercando di focalizzare tutta l’attenzione sul taglio dei senatori, che passerebbero dagli attuali 300 a 100, ma i veri nodi cruciali di questa riforma sono purtroppo altri: in molti, infatti, non hanno compreso che se la riforma dovesse passare, il Senato non verrà affatto abolito, come molti pensano, ma non verrà mai più eletto dai cittadini. I nuovi 100 senatori verranno eletti in gran segreto dalla casta politica all’interno dei Consigli regionali, che attualmente sono quasi tutti nelle mani del PD. Con questa riforma viene istituito un Senato che anche se ridotto nelle sue funzioni, detiene comunque  potere legislativo che quindi va a diminuire il potere dei cittadini.
Inoltre dato che i furbi sostenitori del Sì si sono focalizzati esclusivamente sulla diminuzione dei costi della politica hanno pensato bene di occultare la modifica degli altri 49 articoli (ricordiamo su 49 su 139 attuali articoli) che cambieranno in modo sostanziale e importante la costituzione, soprattutto il titolo V che permetterà di vendere alle multinazionali tutti i servizi oggi comunali relativi ai servizi acqua, luce e gas. Solo questi servizi sono una grossa fetta dell’economia nazionale che andranno a prosciugare definitivamente il nostro paese trasformandolo in un enorme outlet e mettendoci sul lastrico. Non è un caso l’incendio scoppiato a due giorni dal referendum all’interno di una delle raffinerie dell’ENI a Sannazzaro de’ Burgondi, provincia di Pavia. Non ci sono feriti, tranne un operaio che, fuggendo dalle fiamme, è caduto provocandosi lesioni a un ginocchio.(clicca qui) Ma c’è l’allarme per l’ambiente e anche per il fumo nero che ha impestato l’aria. Insomma una minaccia di stampo mafioso che non ha nulla da invidiare alle tecniche di Cosa Nostra, associazione a delinquere composta da dilettanti allo sbaraglio se la paragoniamo alla mafia bancaria. (Guarda foto in basso)incendio raffineria ENIIl presidente del Consiglio, incassando il via libera per le “riforme” potrà così dichiarare guerra a chiunque senza passare dal senato. In poche parole è la graduale cessione di sovranità del nostro paese verso il Superstato Europeo e la fine definitiva della residua sovranità popolare. Capite ora l’interesse di media e agenzie di rating per la vittoria del SI? La costituzione di Renzi riscritta dalla ministra delle riforme Maria Elena (Etruria) Boschi e Denis Verdini, avalla e consolida di fatto le “pseudo riforme” liberticide imposte dai Trattati Europei che esautorano le politiche economiche nazionali ed hanno reso superflui i principi democratici costituzionali. Una riforma, insomma che va a collocarsi nella serie di operazioni partite con

il divorzio tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro, del 1981;

passando per il Trattato di Maastricht del 1992;

insieme alle rovinose privatizzazioni dei gioielli di stato, a beneficio delle grandi corporations controllate dall’alta finanza ebraica con la completa svendita dell’Italia;

la svalutazione della lira;

e la disastrosa entrata dell’Italia nella UE.

E poi l’ingresso dell’Italia nell’area della moneta unica, con le conseguenti “cessioni di sovranità” a colpi di fiscal compact, six pack accolto con l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Fino ad arrivare quello che i media chiamano simpaticamente Costituzione Europea, ossia il Trattato di Lisbona, del 2008, di cui non si parlò molto all’epoca per dare spazio a numerosi casi di cronaca nera che si rivelano sempre ottimi diversivi in questi casi (in quel periodo andavano forte i delitti di Garlasco e di Perugia…). Tutto a beneficio delle più importanti istituzioni europee e mondiali (Commissione europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, G-8). Adesso con una vittoria del Sì, e con la centralizzazione del sistema, i poteri forti potrebbero entrare in possesso anche dei beni regionali e comunali alla quale non hanno finora potuto mettere mano a causa della strutturazione del nostro sistema.

6° QUELLA STRANA CERTEZZA DI RENZI

15056251_1315561768487495_1737019558700917783_nL’eventualità di una sconfitta sembra non turbare i sogni di Renzi, sicurissimo che il Referendum di domenica 4 dicembre si concluderà con un travolgente successo del suo pseudo-governicchio. Come è mai possibile una certezza simile dato che tutti i partiti anche M5S e gran parte dell’altra sinistra sono schierati per il NO? In teoria (ma solo in teoria..) i NO dovrebbero vincere con una maggioranza schiacciante, tuttavia i sondaggi continuano a parlare di un Sì indietro di soli 2 punti.. Lascio a voi le considerazioni sull’affidabilità dei sondaggi, soprattutto dopo la vittoria di Trump che lo davano sfavorito sino a tre ore prima della sua vittoria. Stando a quanto rivela il quotidiano torinese La Stampa, il premier ora lo va dicendo anche ai suoi collaboratori, lontano da microfoni, telecamere e palchi. “Vinciamo largo, state tranquilli”. A suggerirglielo sono dei sondaggi, ovvio, privatissimi e impubblicabili e che filtrano a Palazzo Chigi. (6) Una certezza quella di Renzi o solo un eccessivo ottimismo? Saranno già arrivati i risultati del voto degli italiani all’estero?

Gran parte di voi avrà sentito parlare delle irregolarità con la quale è stato architettato il voto degli italiani residenti all’estero: schede inviate per posta ordinaria in modo da poter essere facilmente smarrite e senza per giunta nessun timbro; timbro che dovrà porre il personale dell’ambasciata -sulla cui onestà nessuno può assicurarvi-  una volta  che le schede saranno pervenute. Chi potrà quindi assicurare che il timbro viene messo sulla scheda giusta e spedita dall’elettore? Forse la certezza di Renzi è dovuta al fatto che verrano prese in considerazione le schede con il Si, da timbrare in ambasciata o in consolato lontano da occhi indiscreti per poi mandarle in Italia quando la magistratura non potrà più intervenire? (video in fondo all’articolo)
Una truffa perfetta non c’è che dire; e già collaudata:  in Austria i voti spediti per posta ribaltarono l’esito delle elezioni, ricordate? Gli austriaci si sono quindi visti al governo l’ecologista e massone dichiarato Alexander Van der Bellen, sostenuto dai poteri forti, che con metodi per nulla democratici sono riusciti a frenare la corsa di Norbert Hofer, dipinto dai media come un sobillatore di folle, xenofobo e populista, la cui vittoria sembrava certa dato il forte sostegno degli austriaci nei suoi riguardi.

7° ACCORDI MASSONICI DIETRO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE

etruria boschiQuante volte avete sentito dire che la politica necessita di volti nuovi, giovani e donne per rinnovare questo parlamento fatto di brutti vecchi pregiudicati che da una vita occupano un posto fisso a Montecitorio? Quanta sciocca autoreferenzialità quando Matteo Renzi scelse  Maria Elena Boschi (classe 1981) come ministro delle riforme! Finalmente un “volto nuovo” e smaliziato. Proprio quello di cui l’Italia aveva bisogno (!!). Maria Elena è tra quelli che ha avuto il compito di riscrivere la Costituzione secondo il volere di JP Morgan, insieme al massone Denis Verdini e non è un caso che figuri tra i protagonisti di questa svolta epocale della politica italiana. Infatti nonostante la Boschi fosse poco conosciuta tra le masse prima di essere eletta come ministro delle riforme, il padre di Maria Elena è un volto ben conosciuto tra i grembiulini e nel mondo delle truffe bancarie. Pier Luigi Boschi è infatti responsabile del famoso crack della Banca Etruria sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta e indagato per dieci volte dal 2010 al 2015.. Nella relazione della Banca d’Italia i commissari hanno fatto una lunghissimo elenco di sprechi, abusi atti omissivi che hanno svuotato le casse di Etruria causando perdite enormi per azionisti e obbligazionisti. Tra loro anche piccoli risparmiatori convinti di aver messo al sicuro i propri soldi e invece travolti da un fallimento che ha reso il loro investimento carta straccia. Disperazione, manifestazioni dei risparmiatori truffati e persino suicidi avvennero non molto tempo fa a causa delle performances di Banca Etruria e Monte dei Paschi di Siena. Vittime mai risarcite; responsabili che non hanno mai pagato e Maria Elena che non ha presentato le dimissioni nonostante il fortissimo conflitto di interessi. Non bastasse il caos prodotto dal crack di Banca Etruria e dal successivo decreto salva banche del governo che ha lasciato in mutande i risparmiatori, sono saltate fuori anche le «consulenze» a Bpel in odore di grembiulini e servizi richieste e ottenute – da papà Boschi per individuare il nuovo dg dell’istituto da nominare al posto di Luca Bronchi, ex direttore generale di Banca Etruria. L’ex vicedirettore di Banca Etruria e papà del ministro per le riforme Maria Elena, a metà 2014, chiese dunque una mano nientemeno che a Flavio Carboni, uomo di affari (spesso chiacchierati), esperto più di logge massoniche che di banche,  sotto processo come ispiratore della cosiddetta loggia P3, e ai suoi famigliari e il cui nome è emerso in tutti i gialli del Bel Paese degli ultimi lustri.   L’altro consulente non ortodosso era un caro amico comune, che risponde al nome di Valeriano Mureddu. Vicino di casa della famiglia Renzi a Rignano e figlio di un pastore sardo emigrato in Toscana a fine anni ’60. Nel computer sequestrato presso l’agenzia è stata trovata una copiosa corrispondenza elettronica con indirizzi di un provider statunitense coperti da misteriose sigle. All’interno della corrispondenza -oltre a numerose email destinate a Flavio Carboni, e anche ad un imprenditore campano già arrestato dalla procura di Napoli, Gran maestro dell’ordine dei templari-  un coacervo di report decontestualizzati su processi in corso, magistrati da fermare, notizie su movimenti e attività dei militari della Guardia di finanza e altre news apparentemente sensibili attualmente al vaglio degli inquirenti. (7) A Repubblica, Mureddu nega di essere Massone, mentre intervistato dalla Nazione ammette di aver «lavorato» per conto delle nostre barbe finte.. Nessuno a parte i risparmiatori ha pagato per questo affare, ma se non altro ha strappato la maschera a  Maria Elena Etruria Boschi,  che alcuni mesi fa al capogruppo M5S Gianluca Castaldi che evocava «indicibili accordi massonici» dietro alla riforma costituzionale, urlò:

«Massone lo dici a tua sorella».

Beccandosi una bacchettata del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi:

«Frase sgradevole, mi sorprende che sia stata proprio lei a pronunciarla». (8)

A gettare benzina sul fuoco ci pensa il precedente premier non eletto Enrico Letta con un tweet: «Etruria-Mone Paschi di Siena, odor di massoni». In questo caso l’atto di accusa è vago ma tutt’altro che innocuo, dal momento che la vicenda di Monte dei Paschi, con il ruolo tutt’altro che cristallino assunto da JP Morgan nella scelta dei nuovi vertici dell’istituto, anima il dibattito politico.

8° VERITA MOSTRUOSE E STRADA SPIANATA PER IL TOTALE SFACELO DELLA SOCIETA’

15129976_10209013956963903_1490938995_nQuella che si cela dietro l’affare Banca Etruria Monte dei Paschi è una fitta rete di misteri, mostruose verità e morti misteriose archiviate come casi di suicidio. E’ il caso di  David Rossi, capo della comunicazione di Monte Paschi di Siena che era a conoscenza si verità top secret sulla cui morte si allunga lo spettro della massoneria.

Era il 6 marzo del 2013 quando, David Rossi, venne trovato morto, precipitato  per terra dopo un volo di trenta metri ripreso dalle telecamere di sorveglianza che hanno gettato numerosi dubbi sull’ipotesi di suicidio. Troppi gli elementi che non tornano, nella storia. (video in fondo all’articolo)
Tralasciando il fatto che Rossi non figurava tra gli indagati dello scandalo Mps, e non rischiava di perdere il proprio posto di lavoro, restano inspiegabili numerosi dettagli. Come mai un suicida, per esempio, si lascia cadere dalla finestra radente al muro, anziché saltare nel vuoto? Perchè mai le tracce sulle scarpe della vittima non risultano compatibili con quelle trovate sul davanzale? Anche alcuni segni sul corpo di Rossi racconterebbero un’altra storia, probabilmente legata alla manomissione del suo pc, avvenuta appena dopo il suicidio. Chi frugò tra i documenti dell’uomo dopo la sua morte e perché? Il caso venne comunque archiviato come un suicidio dovuto ad un “sovraccarico emotivo”. Era il 5 marzo 2014. Lo stesso giorno (E’ importante la data), nel mondo della massoneria qualcosa si rivoluzionava. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, lasciava posto al suo successore, Stefano Bisi, direttore del Corriere di Siena e collega di David Rossi. (9)
CONCLUSIONI- Ecco chi sono questi nuovi padri costituenti. A proposito, mi rivolgo pure a tutti quelli che urlavano “Renzi ci ricorderemo” al Family Day del 31 gennaio 2015. Monica Cirinnà ha fatto sapere che se dovesse passare il referendum le unioni civili si trasformeranno in matrimonio poiché non ci sarà alcuna minoranza che potrà contrastarne il percorso di legge. Seguiranno a raffica la legalizzazione dell’eutanasia, delle droghe; la legge Scalfarotto sull’omofobia e di tutta la scaletta che giace nel cassetto da tre anni. Con una maggioranza più stabile come quella che regalerà un’eventuale trionfo de Sì, le iene dell’alta finanza potranno imporre tutto questo e molto altro. Insomma con un loro maggiore potere al governo sarà impossibile tutelare non solo i diritti dei lavoratori, ma anche quelli dei medici anti-aborto e di tutti coloro che si prodigano per la resistenza di quanto di buono riesce ancora a rimanere in piedi in questa società disastrata economicamente dall’alta finanza e dai loro lobbisti che in nome del progresso l’ hanno ridotto fetida e putrescente. A tutto ciò rispondete con un forte e sonoro NO!
-Floriana Castro Agnello- antimassoneria.altervista.org Copyright © 2016

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