Santa Caterina da Siena sulla sodomia

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”Il maledetto peccato contro natura fa schifo anche ai demoni”-Santa Caterina da Siena-

La Chiesa -basandosi sulle parole delle Sacre scritture- in migliaia di anni di storia ha sempre escluso la possibilita’ della salvezza per chi impenitentemente pratica la sodomia . Oggi si fa un gran parlare delle cosiddette ”aperture” della Chiesa riguardo questo argomento.
Chi occupa le piu’ alte gerarchie all’interno della Chiesa di oggi -nonostante il fallimento del sinodo nell’anno 2014 , in cui se ne era gia’ discusso- non si da pace, quindi: convocare un’altro sinodo entro il 2015 fino a quando le idee eretiche di certi ecclesistiaci non verranno approvate.
Chi puo’ avere tanta presunzione di considerarsi piu’ misericordioso di Dio approvando una pratica che Dio stesso attraverso le Sacre Scritture e attraverso le profezie dei Santi ha sempre detestato e aborrito?
Una cosa e’ certa : Il lavaggio di cervello mediatico, le ideologie politiche , i cambiamenti che hanno snaturato il volto e l’anima dell’uomo non puo’ avere alcun influenza su Dio; il suo pensiero e’ infatti eterno ed immutabile.
Alla Chiesa e’ stato donato il compito di custodire la Verita’ NON QUELLO di esserne al di sopra.
In questo articolo sono riportate solo alcune brevi citazioni di Santi e di San Paolo riguardo la pratica della sodomia, se volessimo trascrivere tutto il materiale riportato sulla Bibbia e sugli scritti dei Santi riguardo la condanna di tale pratica non basterebbe nemmeno una biblioteca per contenerli.

S. Caterina da Siena – CITANDO LE PAROLE DEL SIGNORE spiega perché anche i diavoli hanno orrore di vedere commesso questo abominevole peccato.
Forse vale la pena inserire quanto disse Il SIGNORE alla santa riguardo i sodomiti: «Non solo essi (NdT: gli omosessuali) hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero arbitrio, faccia star quieta questa ribellione), ma quei miseri non raffrenano quella fragilità: anzi fanno peggio, commettendo il maledetto peccato contro natura. Quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono; poiché non solo essa fa schifo a Me, che sono somma ed eterna purità (a cui è tanto abominevole, che per questo solo peccato cinque città sprofondarono per mio divino giudizio, non volendo più oltre sopportarle la mia giustizia), ma dispiace anche ai demoni, che di quei miseri si sono fatti signori. Non è che ai demoni dispiaccia il male, quasi che a loro piaccia un qualche bene, ma perché la loro natura è angelica, e perciò schiva di vedere o di stare a veder commettere quell’enorme peccato» (S. Caterina da Siena, op. cit., cap. 124).
Santa Caterina da Siena e S. Bernardino da Siena, addirittura affermano che la sodomia è il peccato più grave, dopo quello contro lo Spirito Santo e comunque, se la sodomia è praticata con persistenza, in violazione dei dettami di Dio, anch’esso diventa peccato a cui non c’è perdono: “…Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono…” (S. Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124)

“Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocché questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

S. Pietro Canisio (dottore della Chiesa) non ebbe paura di dire che l’omosessualità viola sia le leggi divine che quelle naturali: “…Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (S. Pietro Canisio – dottore della Chiesa- Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455).

San Tommaso D’Aquino, dal canto suo, volle ribadire il concetto che l’omosessualità è una gravissima offesa a Dio: “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (S. Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

San Paolo: “…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento…..
E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 26-32);

Ma veniamo a qualche altra citazione sempre di San Paolo: “…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10); “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9).

Sant’Agostino (dottore e padre della Chiesa) a dire: “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

S. Gregorio Magno, nel suo grandioso apostolato, non si dimenticò di asserire: “Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodomia dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine.

San Tommaso D’Aquino, dal canto suo, volle ribadire il concetto che l’omosessualità è una gravissima offesa a Dio: “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (S. Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

S. Piero Damiani, dato che si erano accese delle questioni in merito, ribadì, senza se e senza ma: “Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima”
Floriana Castro
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