Strategie, nomine e vendette di Renzi (bis)


-Premessa della Redazione di Antimassoneria-

Solo una cosa a quanti continuano a parlare di nuovo governo o governo Gentiloni: il governo Gentiloni non esiste. Il giorno successivo al Referendum, il 5 Dicembre 2016, vi fu infatti un incontro in un ristorante a due passi da Pantheon in cui Renzi insieme agli altri esponenti del PD hanno discusso il collocamento di un premier di facciata che portasse a compimento le manovre per piazzare gli amici di Renzi in vista delle nuove nomine previste per l’inizio del 2017. E le nomine che verranno effettuate rappresentano il cemento armato di qualsiasi struttura governativa; ci sarà infatti un cambio dei vertici RAI, e del direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via. Per poi passare in primavera ad Enel, Eni, a Poste a Finmeccanica a Terna e a tanti altri consigli di amministrazione di società pubbliche che culmineranno a Banca d’Italia dove il mandato di Ignazio Visco è in scadenza. Era questa la necessità di snobbare le urne almeno per i primi quattro mesi del 2017. Non ci saranno quindi elezioni senza aver prima effettuato le nomine, il vero capo del governo è ancora Renzi. Tutto questo è il risultato degli incontri tenutisi nel cuore della capitale lontano da occhi indiscreti, mentre Renzi finge di essersi defilato e magari aver dato l’impressione di essersi comportato da vero signore data la parola mantenuta di togliersi dai piedi una volta sconfitto alle urne. Renzi tornerà in pompa magna e magari la sua strategia di “uomo di parola” gli farà guadagnare un bel po’ di voti. Renzi crede di poter contare sulla mancanza di memoria del popolo italiano che dimentica facilmente. La squadra piazzata per quello che chiamiamo “nuovo governo Gentiloni” è la stessa che nei famosi mille giorni di governo Renzi ha combinato i disastri più eclatanti negli ultimi 70 anni con salvataggi alle banche della Boschi (quest’ultima promossa al grado di sottosegretario della Presidenza del Consiglio!) Unioni Civili; impiego della marina militare per il prelievo di centinaia di migliaia di africani musulmani da collocare nel nostro paese per costituire la Nuova Europa;  precarizzazione del lavoro con la sciagurata legge Jobs Act, insieme ad ovviamente la “Buona Scuola” con la quale si distrugge definitivamente il sistema scolastico in cui è stata collocata la tanto richiesta e discussa educazione gender. Infatti l’unica novità di questo Renzi-bis la troviamo proprio nella nomina di Valeria Fedeli, con l’incarico di ministro dell’Istruzione. Renzi prima di fingere di andarsene ha chiesto e ottenuto che a lui venissero affidate le nomine dei “nuovi ministri” o per meglio dire che rimescolasse le carte e piazzare gli stessi personaggi il ministeri diversi, (capirete bene che Angelino Alfano ha la competenza per essere ministro della Giustizia come lo fu ai tempi del governo Berlusconi. Così come ben si adattava come ministro dell’Interno e oggi ministro degli esteri…). Il nuovo ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli è colei che ha proposto la legge sul gender nelle scuole e negli asili, quindi è l’unica “novità” del Renzi-bis per la quale è stata sacrificata la Giannini.


La nomina della Fedeli è infatti un vero è proprio messaggio di disprezzo ai Cattolici che hanno negato a Renzi il loro sostegno nel caso in cui la legge delle Unioni Civili fosse passata. Una vendetta vile e degna di un egocentrico ed insulso burattino che sfoga la rabbia di perdente sui più indifesi che con la Fedeli ministro rischiano ancora più concretamente l’indottrinamento al genderismo, mentre la Giannini contava di far passare il ddl sul gender contenuto nel pacchetto della “Buona Scuola” in silenzio, arrivando a negarne persino l’esistenza, sintomo se non altro, della consapevolezza della pericolosità dell’educazione gender la cui esistenza non poteva essere ammessa esplicitamente alla luce del sole. Complimenti Renzi, ottima mossa, ma ti promettiamo che questa sarà la tua ultima bravata.
-Redazione di Antimassoneria-

-Testo seguente a cura di Fernando Imposimato-

Il governo di Paolo Gentiloni è la continuazione del Governo di Matteo Renzi , che ha gestito la crisi ricevendo due volte Gentiloni, dopo avere incontrato i Ministri Padoan, Orlando e Boschi. La sconfitta del 4 dicembre non ha insegnato nulla a Renzi, che si è riproposto con la stessa insopportabile arroganza, servendosi del consenso del Presidente Sergio Mattarella. Renzi ha imposto la squadra . Qualche novità Marco Minniti all’Interno e Alfano agli Esteri, e molte conferme. L’unica a farne le spese è Stefania Giannini sostituita all’Istruzione dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. Confermati all’Economia Pier Carlo Padoan, allo Sviluppo Calenda, al Lavoro Poletti, alla Giustizia Orlando, ai Beni Culturali Franceschini, alla Difesa Pinotti, alle Infrastrutture Delrio la Lorenzin alla Salute Lorenzin, all’Agricoltura Martina, alla Pubblica Amministrazione la Madia, con Galletti all’Ambiente ed Enrico Costa agli Affari Regionali. La Boschi passa alla vicepresidenza del Consiglio .E’ mancato quel ricambio che la sconfitta esigeva . E’ il disprezzo del voto di 20 milioni di italiani che hanno detto no alla riforma ma anche al Governo Renzi . E non dica Gentiloni di volere una politica sociale : soggetti come Padoan , Boschi, Poletti e Delrio, hanno voluto leggi contro lavoratori, pensionati e docenti e a favore delle banche , dei predoni del territorio e delle grandi opere devastanti come il ponte sullo stretto di Messina . Mentre hanno evitato la strategia antisismica nonostante i continui terremoti. Gentiloni faccia subito una giusta legge elettorale e vada a casa. Neppure lui ha credibilità.Il 15 aprile 2016, egli plaudì all’associazione paramassonica Trilateral Commission, derivazione della superloggia conservatrice Three Eyes , fondata nel 1973 da David Rockfeller ed Henry Kissinger coinvolto nell’operazione Condor e nelle stragi dell’America latina.
La trilateral si riunì per tre giorni all’ Hotel Hilton di Roma ed ebbe ospiti la ministra Maria Elena Boschi, accompagnata da due consiglieri del premier, Andrea Guerra e Yoram Gutgeld. E, guarda caso, dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. La trilateral è articolazione del governo mondiale occulto che protegge gli interessi delle multinazionali e orienta le decisioni dei politici che di essa fanno parte. A condurre il dibattito del 15 aprile fu la presidente della Rai, Monica Maggioni. Tra gli ospiti della Trilateral erano Jean Claude Trichet, ex presidente della Bce presidente del gruppo europeo della Trilateral, colui che scrisse il documento del 5 agosto 2011 sulla decostituzionalizzazione delle democrazie, il suo predecessore Mario Monti, Herman Van Rompy, i numeri uno di Intesa e Unicredit Carlo Messina e Giuseppe Vita. La Boschi, senza disagio, rese conto dei risultati raggiunti, su probabile input della Trilateral, dal governo Renzi: Jobs Act, riforma della scuola, riforma della Costituzione e legge elettorale Italicum con limitazione dei diritti dei lavoratori, degli insegnanti e della democrazia. La Boschi parlò del referendum sulle trivelle del 17 aprile 2016 promosso da 5 regioni: ”Credo che non avrà un esito positivo, in ogni caso l’impatto sulle nostre politiche energetiche sarà minimo, perché tocca solo un piccolo aspetto”. E si soffermò sull’ “assai più rilevante referendum costituzionale” . “Questo passaggio ( referendario) avrà un impatto molto più rilevante, anche sui temi energetici, visto che la nostra riforma prevede che si ricentralizzino in capo al governo di Roma le politiche energetiche e non dovremo più condividere le decisioni con venti regioni”. Ma la sua previsione di vittoria fu sconfessata.

Quali interessi servirà il premier Gentiloni? Quelli dei lavoratori o quelli dei poteri forti che interferiscono nei nostri Governi?

Noi sappiamo che Gentiloni non ha titolo per governare oltre i tempi della legge elettorale.

-Ferdinando Imposimato Fonte

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