Un assalto lungo cent’anni- 2° cap- Rivoluzione massonica e complotto contro papa Luciani

Untitled-1-720x14-Riassunto 1° Cap-

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’assalto massonico contro la Chiesa iniziato con il Risorgimento. Papa Pio IX, vede nelle nuove idee liberaliste una minaccia per il futuro della Chiesa e della Sua tradizione. Il suo successore Leone XIII avrà una visione, in cui vede le forze infernali scatenarsi contro la Chiesa. La visione diventa realtà sotto il pontificato di Pio X, che si ritroverà a combattere a viso aperto l’eresia modernista. Le resistenze dei papi nei confronti della Massoneria continueranno fino alla morte di Pio XII. Con l’apertura del Concilio Vaticano II ad opera di Giovanni XXIII, vedremo gli eredi degli eretici condannati e scomunicati dai papi precedenti fare grande apologia delle opere di apostati ed eretici, come nel caso del gesuita massone Teilhard de Chardin e l’introduzione di nuovi principi nettamente in contrasto con la bimillenaria dottrina cattolica. 1° Capitolo
Untitled-1-720x14-Sintesi 2° Cap.-

Il Vangelo al servizio dell’utopia umanista di Paolo VI- Le amicizie pericolose di Montini- Il fumo di Satana si leva in alto: il rituale satanico per accogliere la nuova chiesa al servizio dell’uomo- l’enciclica Humanae Vitae e la morte di Paolo VI- Gli anni bui della rivoluzione e il potere ormai smisurato delle logge- Giovanni Paolo I contro i poteri forti – La strana morte di papa Luciani

Untitled-1-720x14IL VANGELO AL SERVIZIO DELL’UTOPIA UMANISTA DI PAOLO VI

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“Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti”
– Eraclito-

gesu-profetiNel 1963, con la morte di Giovanni XXIII sale sulla Cattedra di Pietro, Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, che assume il nome di Paolo VI. Paolo VI è passato alla storia per esser stato il principale artefice della riforma liturgica. Dal 1969 la liturgia della Messa Tridentina, viene messa al bando. La lingua latina venne abolita. I tabernacoli vengono rimossi dal centro, per essere collocati di lato, quando non addirittura in una saletta adiacente. Il posto che prima spettava alla presenza Eucaristica di Cristo, spetterà da lì innanzi alla sedia del celebrante! E’ l’uomo il protagonista della nuova messa. Pure il cardinale Ratzinger nella sua autobiografia “La Mia Vita” parla della riforma liturgica, definendola un “tragico errore” commesso da Paolo VI per il divieto del messale di Pio V e l’approvazione del Nuovo Messale che avrebbe spezzato per sempre la liturgia. Le alte gerarchie della Chiesa, da qui innanzi, saranno ricalcitranti nel portare il messaggio salvifico di Cristo senza la quale vi è salvezza per amore del dialogo che dovrebbe esserci tra le religioni, in quanto secondo questa nuova concezione tutte le religioni avrebbero Dio (…). Con l’introduzione della “libertà di coscienza” e la cancellazione del dovere morale e della lista dei libri proibiti scritti da falsi cattolici, spariscono anche le definizioni eresia, eretico ecc. salvo però strumentalmente usare questi termini per infamare i veri cattolici che avvertono sulla pericolosità delle aperture ecumeniche. Paolo VI fu il vero e proprio rivoluzionario della Chiesa Cattolica, che da lì innanzi prenderà sempre più l’aspetto e la sostanza di una Nuova Religione Umanista. Non aveva problemi di dialogo con nessuno Paolo VI. In quegli anni furono ricevuti in Vaticano squadre di football, rabbini, capi rivoluzionari comunisti, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, solo i cattolici tradizionali che chiedevano un udienza con il santo padre per discutere di tali rivoluzionari cambiamenti non furono mai ricevuti!

Con Paolo VI comincia l’era dei discorsi sui “diritti umani” dei papi davanti al massonico ONU, il cui scopo è la cancellazione di ogni religione e di ogni sovranità nazionale, oltre allo spopolamento del pianeta.

In questo quadro, il cristianesimo si è fatto “religione dell’uomo”, e benché il nome di Dio resti e la “religione” venga detta ancora “cristiana”, praticamente, però, è nutrita solo del secondo Comandamento, impregnata di “vogliamoci bene!”, di “basta guerre di religione” di “via ogni barriera che ci separa”… per abbracciare solo quelle cose che ci possono unire, in totale disprezzo del Vangelo e della verità e iniziando così un percorso all’insegna del pacifismo, concetto fino ad allora totalmente sconosciuto dalla storia cristiana, che spesso ha dovuto alzare la voce, quando non le armi, per difendere la sua identità, da sempre insidiata sia dai nemici esterni, che da quelli interni. Del resto Gesù Cristo stesso lo aveva detto: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.  Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.”(Matteo 10,32-11,5) (direttive del gran maestro ai vescovi per la distruzione della dottrina cattolica)

Nella foto Angelo Roncalli con Giambattista Montini
Nella foto Angelo Roncalli con Giambattista Montini

Paolo VI, affidò al vescovo massone Annibale Bugnini, l’esecuzione della riforma liturgica, includendo nel “consilium” incaricati della riforma ben sei membri appartenenti a confessioni protestanti. Va ricordato che il Bugnini, che Paolo VI volle per tale delicato compito, era stato allontanato persino da Giovanni XXIII, ma Paolo VI lo richiamò, nominandolo primo segretario e poi segretario per il culto divino! Il papa lasciò fare a Bugnini anche la formula consacratoria Eucaristica, stabilita da Cristo medesimo, violando così anche il canone 6 del Concilio di Trento che sanciva “Si quis dixerit canonem missae continere errores, ideoque abrogandum esse, anathema sit”. Alla fine, quando un cardinale consegnò al papa le prove effettive dell’appartenenza di Bugnini alla massoneria, Paolo VI lo rimosse dall’incarico e lo inviò in Iran come nunzio apostolico. E perchè non deporlo? (clicca qui)
Con le nuove idee conciliari furono inevitabili le polemiche e le contestazioni, a cominciare da quelle di mons. Marcel Lefebvre che denunciò apertamente le eresie fuoriuscite dal Concilio che lo spingeranno a fondare la Fraternità Sacerdotale San Pio X nel 1970, una comunità che si rifà alla Tradizione bimillenaria della Chiesa. Ma ci saranno anche le contestazioni di mons. Alfredo Ottaviani che presenerà il testo “Breve esame critico del Novus Ordo Missae”, conosciuto anche come Intervento Ottaviani. Ma cosa forse poco nota è che anche San Pio da Pietralcina non vide affatto di buon occhio il Concilio e la sua rivoluzione in materia di dottrina (clicca qui)

«Non ci snaturiamo. Al giudizio di Dio, san Francesco non ci riconoscerà per suoi figli!» Padre Pio.

Nel 1967, un giorno, alcuni confratelli di Padre Pio, presente il Definitore Generale, parlavano dei problemi dell’Ordine, quando il Padre assunse un atteggiamento impressionante. Guardando lontano gridò: «Ma che state facendo a Roma? Ma che state combinando? Questi vogliono toccare perfino la Regola di san Francesco!». Il Definitore: «Padre, si fanno questi cambiamenti perché i giovani non vogliono saperne di tonsura, abito, piedi nudi…».

«Cacciateli via! Cacciateli via! Ma… che son loro che fanno un favore a san Francesco a prendere l’abito e la sua forma di vita, o è san Francesco che fa un dono a loro?».

Una saggia analisi quella del saggio Padre di Pietralcina che morì proprio quando sarebbe dilagata la Rivoluzione, del ’68, non solo nella società, ma anche nella Chiesa. Con la morte di questo grandissimo testimone della fede inizia il silenzio di Dio. Non per nulla una delle ultime frasi famose del serafico padre, che rifletteva sull’infedeltà degli ecclesiastici moderni fu:

“spero che Dio non vi castighi col Suo silenzio”

Untitled-1-720x14LE AMICIZIE PERICOLOSE DI MONTINIUntitled-1-720x14
IL COMUNISMO 6 INTRISICAMENTE PERVERSO PIO XIIPaolo VI, fu in passato un personaggio tristemente noto negli ambienti papali. Montini infatti nel 1954, fu cacciato da Roma da Pio XII dagli ambienti vaticani perché intratteneva rapporti con i servizi segreti dell’URSS, tradendo di nascosto il Papa e la Patria, all’insaputa del Santo Padre che gli negò fino alla morte la porpora cardinalizia (che sarebbe arrivata poi grazie a Giovanni XXIII). Il cardinal Montini, divenuto Paolo VI fu molto impegnato nel “dialogo” con la B’nai B’rith, che tanto s’era dato da fare durante il Concilio per far trionfare le tesi del giudeo Jules Isaac il quale aveva pure osato affermare: “I vostri evangelisti sono degli immatricolati bugiardi” e ancora: “ I vostri Padri della Chiesa (che avevano condannato aspramente i giudei) sono dei falsari iniqui” .

Paolo VI mostrò sempre un silenzio assordante nei riguardi dei cattolici trucidati e deportati nei lager comunisti siberiani, per la pace del dialogo che era iniziato della Santa Sede con il comunismo, proprio quel comunismo che Pio XII aveva definito “disgrazia dell’umanità”!
Paolo VI, fu il Papa, che aprì ufficialmente le porte al mondo comunista iniziando la cosiddetta Ostpolitik vaticana, cancellando il giuramento antimodernista di San Pio X. Cito un documento estratto dagli archivi di Stato di Washington in cui si prova che Montini nel 1944 si incontrava segretamente con il capo comunista italiano Palmiro Togliatti. Le loro conversazioni riguardavano il terreno sulla quale è nata l’intesa tra il partito democristiano e comunista. Si dovrebbe anche sapere che mons. Montini fu arruolato dai servizi segreti americani come informatore privilegiato del Vaticano durante la seconda guerra mondiale.

La documentazione riguardante gli incontri segreti tra Togliatti e Montini
La documentazione riguardante gli incontri segreti tra Togliatti e Montini

Il compito dell’allora vescovo Montini era quello di fornire tutte le notizie utili sugli spostamenti dei tedeschi a Roma, raccogliendo le voci che circolavano negli ambienti di Mussolini e della Corona. Le rivelazioni sono contenute negli National Archives di Washington venute in possesso dei giornalisti Ennio Caretti e Bruno Marolo autori del libro “Le Origini Americane della Repubblica Italiana” . (Fonte il Gazettino 1° Giugno 1996)
Personaggio misterioso Paolo VI, il cui l’atlantismo e filo comunismo (documentatissimi) sono una lunga chiave di lettura che ci riagganciano alla radice della triste situazione attuale della Chiesa che spiegano molti aspetti che si ritroveranno nella vicenda di Michele Sindona e in quella di Roberto Calvi. Il famoso affarista e bancarottiere siciliano, Sindona coltiva il rapporto con Giambattista Montini, all’epoca arcivescovo di Milano ed esponente di un’importante famiglia industriale bresciana. Sindona convinse Montini di essere un professionista affidabile e infatti lo aiutò a realizzare a Milano una clinica che diventerà una delle strutture storiche della sanità privata milanese “la Madonnina”.

In alto una cartolina d'epoca del Grande Oriente in cui viene ritratto un massone che tiene sotto il calcagno un prete rovesciando la tiara papale. La figura è sormontata dal massonico motto "libertà, uguaglianza fraternità"
In alto una cartolina d’epoca del Grande Oriente in cui viene ritratto un massone che tiene sotto il calcagno un prete rovesciando la tiara papale. La figura dell’uomo che rappresenta un massone, è sormontata dal massonico motto “libertà, uguaglianza fraternità”

Lo IOR già negli anni sessanta inizia a coinvolgersi nelle operazioni spericolate di Sindona. Il figlio del banchiere Roberto Calvi, Carlo intervistato dal giornalista e scrittore Ferruccio Pinotti, ritiene che la forza di Sindona nei suoi rapporti spesso ricattatori col Vaticano venisse da legami con la massoneria e con i servizi segreti italiani e americani. Sindona, legato alla famiglie mafiose italo americane dei Gambino e dei Genovese, mette le sue competenze finanziario al servizio della CIA per canalizzare denaro diretto alla democrazia cristiana, ripulendo e reinvestendo per la mafia i profitti dell’eroina. (Ferruccio Pinotti Vaticano Mass) Una vicenda oscura quella di Sindona e Calvi, una vicenda di potere e di morte contrassegnata dalla competizione con un altro banchiere quello al servizio dei banchieri ebrei Lazard, Enrico Cuccia padre padrone di Mediobanca.
Si sa che fu anche uno dei grandi elettori di Paolo VI fu in Cardinal Lèon Joseph Suenens.

url-2 Il nome del cardinale si trova nella “lista dei cardinali massoni di Mino Pecorelli”, pubblicata sulla rivista OP e Panorama insieme ai nomi di altri 131 cardinali (Carlo Alberto Agnoli La Massoneria alla conquista della Chiesa).

I dati di Suenens nella lista Pecorelli sono molto precisi: Iscrizione: 15/6/1967; Matricola: 21/64; Monogramma: IESU. Si noti, anche, che Suenens fu un autorevolissimo esponente della “Pax Christi”, un’organizzazione in cui l’impegno politico-sociale è tutto volto sulla prospettiva di quel “Governo Mondiale”, o “Repubblica Universale”, a cui la Massoneria aspira fin dal suo inizio, come si vede nelle “Costituzioni di Anderson” del 1723. Ad ogni modo, nessuno dei cardinali citati si mosse per denunciare il Pecorelli, ma non solo: non si levò nemmeno una timida smentita da parte loro. Paolo VI nominò Suenens “Moderatore” del Concilio (!!). Al piduista cardinal Suenens va anche il merito della massiccia diffusione del Rinnovamento Carismatico pentecostale (ribattezzato Rinnovamento nello Spirito) all’interno della Chiesa Cattolica, per avvicinare dolcemente i fedeli alla “spiritualità” protestantica. In un comunicato sul sito ufficiale del RNS leggiamo:

“Suenens, spiegava questa scelta, dettata dalla preoccupazione di superare i conflitti tra Spirito e autorità nella Chiesa”.

Conflitto tra Spirito e autorità della Chiesa? Ma quando? E quale sarebbe questo “spirito” in contrasto con la Chiesa? Nell’elogio a Suenens il RNS prosegue citando una frase che il cardinale pronuncia in occasione del Concilio:

“Mettiamoci dalla parte dello Spirito Santo!”.

Come se 2000 anni di storia fossero stati un incidente di percorso! Secondo questa delirante ipotesi  la Chiesa in duemila anni di storia ha aspettato l’avvento del Rinnovamento per elargire i tesori e la Grazia della Terza persona della SS Trinità! Ma com’è noto, ogni volta che si intendono demolire i principi sulla quale si fonda il cattolicesimo si parla sempre (a vanvera) di volontà dello Spirito Santo (sito ufficiale del RNS). Non a caso Suenens, schierato con coerenza “dalla parte dello Spirito”, era anche convivente con una donna, nonchè padre di un figlio, e per questa ragione fu rimosso dalla sua sede di Bruxelles.
Ma non è finita qui. Il card. Suenens, partecipò pure ad una specie di “pre-conclave”, tenutosi nella villa di Grottaferrata Umberto Ortolani, il famoso membro della Loggia P2 di Licio Gelli, per la nomina di Paolo VI – preceduta, propiziata e decisa! Sarebbero questi i frutti dello “Spirito” cari amici “carismatici”?

L’on. Andreotti, nel suo libro: “A ogni morte di Papa”, parlando di quella riunione, riferisce che uno degli intervenuti gli disse, “tra il serio e il faceto, che c’era già la maggioranza canonica”! Paolo VI proseguì rovinosamente il percorso già iniziato mettendo il turbo alla rivoluzione nella Chiesa. (Carlo alberto Agnoli-la Massoneria alla Conquista della Chiesa)

Untitled-1-720x14IL FUMO DI SATANA SI LEVA IN ALTO: IL RITUALE SATANICO PER ACCOGLIERE LA NUOVA CHIESAUntitled-1-720x14
Sono anni bui e di profondo cambiamento quelli sotto il pontificato di Paolo VI. La primavera che era stata promessa ai fedeli con il Concilio mostra invece la sua vera faccia devastatrice. Non a caso sarà proprio sorprendentemente lo stesso Paolo VI a dichiarare in quel famoso Angelus passato alla storia:

“il fumo di satana è entrato in Vaticano”.

Paolo VI dichiarò esplicitamene l’ ’“auto-distruzione” in atto nella Chiesa (di cui, però, Lui stesso ne era il primo responsabile!). Eppure anche ai nostri giorni continuano le apologie in difesa del concilio, e i dibattiti sono spesso frequenti, nonostante i suoi frutti amari li abbiamo assaggiati tutti: vuoti dottrinari; fughe dai seminari; indifferentismo religioso; abbandono in massa dalla fede.
url-3Ma c’è di più: forse non molti sanno che Paolo VI con quelle dichiarazioni sul fumo di satana si riferiva letteralmente ad un tragico e triste evento che ebbe luogo proprio in Vaticano nel 1963. C’è un “romanzo” che racconta un’agghiacciante verità in chiave criptata ad opera dell’ esorcista, ex gesuita, Malachi Martin dal titolo Windswept House («La casa spazzata dal vento»), pubblicato nel 1996 e mai tradotto in italiano.

Martin, non fu un gesuita qualsiasi, fu segretario del cardinale gesuita ed ebreo Agostino Bea, (colui che spalancò le porte alla B’nai B’rith) ai tempi del Concilio Vaticano II, nonché professore di paleografia presso il Pontificio Istituto Biblico del Vaticano. Martin, accompagnò pure Paolo VI nel suo pellegrinaggio in Terra Santa nel 1964. Nello stesso anno il gesuita, si dimise dal suo ordine, pur rimanendo sacerdote. Nel 1965 decide di trasferirsi lontano da Roma, a New York. Il suo libro più famoso è “The Jusuit: the society of Jesus and the betrayal of the Catholic Church” in cui accusa molto aspramente l’ordine dei gesuiti, colpevoli di aver tradito la Chiesa e i principi del fondatore dell’ordine Sant’Ignazio di Loyola. Com’era prevedibile, Martin subirà numerose persecuzioni da parte della massoneria sostenitrice dell’ala progressista, accusandolo di essere una spia israeliana di origine ebraica, ma Martin riuscirà a dimostrare l’infondatezza delle loro asserzioni.

Il gesuita ed esorcista Malachi Martin

Martin, fa delle rivelazioni molto scomode: riferisce di aver conosciuto attraverso Bea il contenuto del Terzo segreto di Fatima e nel romanzo, pubblicato poco prima della sua morte, e prima dell’esplosione degli scandali di pedofilia, parla degli abusi sessuali compiuti da alcuni esponenti del clero sui minori. Martin sostiene che nella Cappella Paolina in Vaticano sarebbe stato celebrato un rito satanico, in data  29 giugno 1963, alla quale parteciparono alti prelati, vescovi, clero semplice e laici. Stando a Martin si trattava di adempiere ad una profezia del satanismo moderno che annunciava l’avvio dell’era di Lucifero nel momento in cui un Papa avesse assunto il nome di Paolo. Lo scopo di questo rituale satanico in Vaticano, era intronizzare Satana nel cuore della Cristianità, uccidendo l’organizzazione Cattolico-Romana ». Martin, rimarrà fedele alla tradizione della Chiesa e celebrerà fino alla sua morte esclusivamente la Messa Tridentina.
Nella Cappella Paolina. «I satanisti – scrive il dottor Francesco Colafemmina – non potevano organizzare un rituale completo: come avrebbero potuto portare la vittima e l’animale sacrificale nel Palazzo Apostolico? Decisero pertanto di combinare due riti da officiare contemporaneamente. Uno incruento in Vaticano, nella Cappella Paolina ed un altro, cruento, da officiare negli USA. I riti sarebbero avvenuti contemporaneamente e li si sarebbe sincronizzati attraverso un telefono. Picture 2

Quanto al rito parallelo Martin è più chiaro e racconta che avvenne in una chiesa parrocchiale del South Carolina e ad officiarlo fu un tal “Bishop Leo”. Un nome così non dev’essere casuale. Ed infatti nell’unica diocesi del South Carolina troviamo nel 1964 il vescovo Ernst Leo Unterkoefler». (clicca qui)
Tra gli organizzatori di tale abominio troviamo coinvolti personaggi legati agli ambienti della P2 e figuranti nella lista di Mino Pecorelli pubblicata sulla rivista OP e Panorama:
Il cardinale Agostino Casaroli, massone della “Lista Pecorelli” coi dati: 28/9/1957, 41/076, CASA, fu Ministro degli Affari Esteri di Paolo VI e principale propugnatore ed esecutore della Sua Ostpolitik, che costò la vita a milioni di cattolici, che furono consegnati al Comunismo.
Mons. John Joyce Russell, Vescovo di Charleston e poi di Richmond,  che fu poi tra l’altro anche accusato egli fu accusato da una donna dallo pseudonimo “Agnes” di perversione sessuale nei suoi confronti, in un rito satanico a Greenville nel 1957, e di averla violentata in un altro rito occulto a cui dovette partecipare perché suo padre era un membro della sètta satanica che organizzava le messe nere nella foresta.

Il card. Joseph Bernardin dopo la sua ordinazione fu, per anni, segretario personale di mons. John Joyce Russell, Vescovo di Charleston. Bernardin, nominato da Paolo VI Arcivescovo di Cincinnati, divenne poi Segretario e Presidente della Conferenza Episcopale Americana e Arcivescovo di Chicago. Bernardin era omosessuale e fu accusato di violenza carnale da un certo Steven Cook il quale, senza ritirare le sue accuse, concluse la causa con un accordo che prevedeva un pagamento di milioni di dollari.

Jean- Marie Villot. Malachi Martin, nel suo libro “Windswept house”, indica anch’esso come uno dei partecipanti alla Messa nera officiata nella Cappella Paolina in Vaticano, il 29 giugno 1963. Nome in codice 041/3 6/8/166 , JEANNI, Villot, era figlio di genitori che appartenevano alla Loggia Rosa-Croce e lui stesso un Rosa-Croce. Il cardinale Jean-Marie Villot, è stato Camerlengo e Segretario di Stato di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II fino alla morte avvenuta nel 1979. Il cardinale massone Villot nel recente libro di G. Galeazzi e F. Pinotti, “Wojtyla segreto”, il card. Villot e mons. Marcinkus, (capo dello IOR) sono indicati come gli esecutori materiali dell’assassinio di Giovanni Paolo I.

Nel libro leggiamo anche la formula del rituale svolto. Il Vescovo Leo (Mons. John Joyce Russell, Vescovo di Charleston – n.d.r.) chiuse la prima parte del Cerimoniale con la Grande Invocazione: «Credo che il Principe di questo Mondo sarà Insediato, questa notte, nell’Antica Cittadella e, da lì, Egli creerà una Nuova Comunità». La Risposta venne immediatamente con un brio impressionante: «E IL SUO NOME SARA LA “CHIESA UNIVERSALE DELL’UOMO”». Era giusto e adeguato che il Vescovo Leo offrisse l’Ultima Preghiera d’Investitura della Cappella Satellite: «… ora Ti adoro, Principe delle Tenebre. Con la Stola di tutte la Empietà, io ora pongo nelle Tue mani la Triplice Corona di Pietro, secondo la adamantina volontà di Lucifero, cosicché Tu possa regnare qui, cosicché ci possa essere un’unica Chiesa, una Chiesa Universale, una Vasta e Potente Congregazione fatta di Uomini e Donne, di animali e piante, cosicché il nostro Cosmo possa essere di nuovo uno, immenso e libero».

Dopo queste ultime preghiere e dopo l’ultimo gesto di Leo, tutti si sedettero. Il Rito passò alla Cappella Madre di Roma. L’Intronizzazione del Principe in seno alla Cittadella del Debole (La Cappella Paolina) era ormai quasi terminata. Rimanevano ancora la Legge di Autorizzazione, la Legge delle Istruzioni e la Prova.

Sull’effettiva celebrazione di questo rituale satanico se ne ebbe una prova concreta quando Benedetto XVI decise di RICONSACRARE nel 2010 la cappella paolina, sostituendo l’altare principale e celebrando all’interno una Santa Messa riparatrice

Padre Gabriele Amorth
Padre Gabriele Amorth

Satanisti in Vaticano? Un’idea assurda, penseranno gli anticomplottisti. In realtà sulla presenza di satanisti in Vaticano se ne è occupato più volte anche un esorcista che non può essere tacciato per nessun motivo né di complottismo né di pre-conciliarismo, stiamo parlando del decano degli esorcisti italiani Padre Gabriele Amorth. Padre Amorth, esorcista ufficiale della Diocesi di Roma, nelle sue “Memorie”, afferma che in Vaticano ci sono Cardinali, Vescovi e Preti che appartengono a sètte sataniche, e le fonti sono persone che glielo hanno detto, perché direttamente coinvolte, e dalle dichiarazioni del Demonio, durante gli esorcismi. Secondo padre Amorth persino Emanuela Orlandi sarebbe addirittura morta in un’orgia di pedofili tenutasi in Vaticano. La notizia è pubblicata anche nel suo libro “L’ultimo esorcista”. Padre Amorth lo ribadisce pure in un’intervista rilasciata il 22 maggio 2012 a LaStampa. (clicca qui). Come confermato anche da monsignor Simeone Duca, archivista vaticano, la Orlandi sarebbe stata drogata e coinvolta in un’orgia nella quale sarebbe rimasta uccisa.
Untitled-1-720x14HUMANAE VITAE E MORTE DI PAOLO VIUntitled-1-720x14

La massoneria in una raffigurazione rapprensenta la distruzione delle monarchie cattoliche e del papato
La massoneria in una raffigurazione rapprensenta la distruzione delle monarchie cattoliche e del papato

L’autorevole Padre paolino Rosario Esposito, professore in diverse Università Pontificie, grande fautore dell’accordo Chiesa-Massoneria, riferisce infatti che Paolo VI «seguiva e incoraggiava»  i pubblici incontri che, in spirito di ecumenica fratellanza, ebbero luogo nel periodo 1969-1977, fra esponenti della Chiesa e altissimi dignitari della sètta libero-muratoria. Padre Rosario Esposito parla di grandi concordanze tra la gerarchia ecclesiastica e la libera muratoria sotto il pontificato di Paolo VI (Le Grandi Concordanze tra Chiesa e Massoneria pag.197).

Sono anni terribili per la Chiesa. Anni in cui è in corso la sovversione culturale del ’68 che spalancheranno le porte alle leggi leggi sul divorzio, sull’aborto e daranno il via alle prime legittimazioni sulle unioni omosessuali, durante la quale le lobby, usando argomenti di tipo filosofico e non scientifico, riescono a far cancellare dall’APA la definizione dell’omosessualità come malattia, per la promozione e l’incoraggiamento di tali unioni con lo scopo di distruggere la famiglia e della società. Ad ogni modo Paolo VI, dopo aver favorito grandemente l’ascesa della massoneria in Vaticano, fa un inspiegabile passo indietro con la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae del 1968, in cui almeno per quanto riguarda la morale e i valori familiari da sempre predicati dalla Chiesa, si mantiene fedele rifiutandosi di cedere alla rottura definitiva della Chiesa con il suo passato. L’enciclica, ancora oggi oggetto di feroci discussioni, scatenerà un mare di polemiche e di antipatie da parte dell’ala progressista nei confronti di Paolo VI. Il papa infatti condanna inequivocabilmente la contraccezione artificiale, esaltando la legge naturale e il valore della castità. Una posizione nettamente in contrasto con quelle dei suoi amici comunisti e mondialisti, di cui anche Paolo VI aveva favorito l’ascesa, che già prefiguravano la completa rivoluzione e la definitiva rottura tra la Chiesa con la Sua Tradizione. La missione di Paolo VI termina con la sua morte. Dopo aver difeso aver voltato in parte le spalle all’èlite del potere, per quanto riguarda l’etica morale e dopo essersi opposto con forza e veemenza al rapimento delle brigate rosse su commissione della massoneria e dei servizi segreti internazionali del suo amico di vecchia data Aldo Moro, (clicca qui)il papa, morirà pochi mesi dopo il ritrovamento del cadavere dello sfortunato statista italiano, nel 1978, ufficialmente per edema polmonare. Cause naturali…

Ad ogni modo, alla morte di Montini la Rivista Massonica, del luglio 1978, uscì con un articolo dell’ex Gran Maestro della Massoneria italiana Giordano Gamberini dal contenuto fortemente apologetico, in cui si legge fra l’altro:

 «Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia è la prima volta che muore il capo della più grande religione occidentale, non in stato di ostilità coi massoni. E per la prima volta nella storia i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa senza ambiguità né contraddizioni»

Da lì innanzi si dovrà cercare un Papa che risponda totalmente alle esigenze della libera muratoria. La completa disfatta verrà rinviata.

Untitled-1-720x14GLI ANNI BUI DELLA RIVOLUZIONE E IL POTERE ORMAI SMISURATO DELLE LOGGE- GIOVANNI PAOLO I CONTRO I POTERI FORTIUntitled-1-720x14Siamo nel 1978. La massoneria ha ormai acquistato un potere smisurato. Sono gli anni dei gialli mai risolti; gli anni del potere di Gelli conferitogli da oltreoceano; gli anni delle operazioni spericolate di Sindona e dei rapporti con lo IOR e con importanti prelati come il vescovo Paul Marcinkus. Proprio nel 1978 viene pubblicata la lista di alti prelati massoni coinvolti nella P2 di Mino Pecorelli su OP e Panorama, nella quale figura il nome di Marcinkus insieme ai nomi di altri 130 ecclesiastici iscritti alla massoneria, in buona parte componenti l’entourage papale, fra cui Jean-Marie Villot (cardinale segretario di Stato), Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano), Pasquale Macchi (segretario di Paolo VI), monsignor Donato De Bonis (alto esponente dello I.O.R.), Ugo Poletti (vicario generale di Roma), don Virgilio Levi (vicedirettore de L’Osservatore Romano) e Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana). Sebastiano Baggio Prefetto della Congregazione per i Vescovi nonché patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Direttore di O.P. era Mino Pecorelli, ucciso in circostanze misteriose un anno dopo l’elezione di Luciani e la cui morte viene ricondotta al caso Moro. In quegli anni molti oppositori delle oscure trame massoniche verranno ritrovati misteriosamente morti. La massoneria ha ormai il potere di far sentire forte la propria voce ai conclavi, e persino di arrivare ad eliminare i papi, nel caso questi diano segni di intolleranza nei loro confronti.

Tuttavia, dopo la morte di 13221507_1073500749362104_5728652283354062141_nPaolo VI, con grande sorpresa, il 26 Agosto del 1978 viene eletto Albino Luciani, che assumerà il nome di Giovanni Paolo I. Luciani era un tradizionalista? Non possiamo affermarlo. Dopo la morte di Pio XII, nessun papa si rifarà alla Santa tradizione, avendo incorporato ormai ahimè molti errori che si erano diffusi a macchia d’olio a partire dal Concilio. In soli 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I, riesce a conquistare la simpatia popolare quando recitò la poesia La fede di Trilussa. Il “papa del sorriso” era riuscito ad affascinare la gente proprio per la semplicità della sua recitazione e con l’alto contenuto religioso racchiuso nei pochi versi della poesia di quel poeta “abbastanza anticlericale”. La recitazione della poesia sarebbe stata una pagina memorabile nella storia della Chiesa cattolica, proprio per quell’improbabile accento romanesco, che sarebbe stato imitato dal suo successore Giovanni Paolo II. Sempre nell’arco di quei 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I, afferma pubblicamente che Dio è contemporaneamente padre e madre. Un concetto che ha rimanda alla visione spirituale gnostica, ossia: il famoso concetto degli opposti che si uniscono, in particolare del femminino e mascolino cabalistico, ossia, l’androgino primitivo che riassume in sè i caratteri maschili e femminili. Molti ecclesiastici che marciano su linee protestanti, in seguito sfruttarono questa frase di Luciani (probabilmente in buona fede) per scatenare un’indicibile confusione e difficili interrogativi sull’importanza delle venerazione a Maria SS, da sempre considerata la Madre che Gesù stesso ha assegnato all’umanità, considerata ormai da molti insieme al S.Rosario una venerazione eccessiva, inutile e medievale.
25.12.2014Ma su una cosa possiamo esser certi: Luciani, voleva cacciare la massoneria dal Vaticano, ristabilendo la trasparenza della Banca Vaticana. Il papa confidò al suo fidato amico francescano, Pacifico Maria Luigi Perantoni la sua intolleranza verso  la gestione dello IOR: “Cosa ne facciamo noi dei soldi? Li diamo a Calvi!”. diceva. 

Non gli andava giù che la Banca Cattolica del Veneto fosse finita sotto il controllo del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Nel 1972 il patriarca di Venezia ebbe un aspro scontro con l’arcivescovo Paul Marcinkus, presidente dell’Istituto per le opere di religione, circa la gestione del Banco San Marco e la vendita al Banco Ambrosiano del 37 per cento delle azioni della Banca Cattolica, effettuata dallo Ior senza informarne l’episcopato veneto. Secondo molte fonti, Luciani, appena eletto papa, avrebbe manifestato la volontà di rimuovere Marcinkus dalla presidenza, perchè secondo il suo punto di vista un vescovo non deve dirigere una banca. Una delle frasi più famose che si attruiscono a Luciani fu: “Il mio primo compito come pontefice è quello di scacciare la massoneria dalla Chiesa”. Luciani era pronto a compiere importanti sostituzioni all’interno dello IOR. Insofferente ai carrierismi, ai giochi di potere e alla corruzione del clero, per molti era pronto persino ad annunciare pubblicamente i nomi dei nemici interni. Diversi scrittori e giornalisti investigativi negli anni si sono occupati della morte di Giovanni Paolo I, e affermano con certezza, l’intenzione di papa Luciani sostituire Villot con il cardinale Giovanni Benelli e allontanare dalle finanze vaticane Marcinkus, ritenendoli individui incapaci e corrotti. Ma non solo Giovanni Paolo I ebbe accesi contrasti anche con il già citato cardinale Baggio, (anch’egli iscritto nelle liste pecorelliane) che aveva il potere di promuovere o far retrocedere i vescovi. Per ben due volte si era rifiutato di nominare uomini di fiducia del papa Luciani scatenando l’ira del papa.
Untitled-1-720x14LA STRANA MORTE DI PAPA LUCIANIUntitled-1-720x14

In alto, a sinistra Licio Gelli a destra Roberto Calvi. In basso a sinistra Paul Marcinkus, a fianco Michele Sindona
In alto, a sinistra Licio Gelli a destra Roberto Calvi. In basso a sinistra Paul Marcinkus, a fianco Michele Sindona

Nel corso degli ultimi decenni, in cui si è cercato di inquadrare la strana morte di Giovanni Paolo tutti i contorni hanno assunto il quadro un vero e proprio assassinio, in cui emerge la responsabilità della massoneria e dei suoi affiliati in Vaticano, prima fra tutti monsignor Paul Marcinkus, presidente dello Ior. A lui si attribuisce la famosa frase

“Questo Papa non è come quello di prima, vedrete che le cose cambieranno” (Domènech Matillo Rossend. L’avventura delle finanze Vaticane. Pironti, Napoli, 1988).

Marcinkus avrebbe agito con la complicità di John Patrick Cody, arcivescovo di Chicago; di Roberto Calvi, Michele Sindona, e dei vertici della loggia P2 di Licio Gelli. Jean-Marie Villot, avrebbe appoggiato e permesso il compimento dell’operazione. Già nel 5 settembre del 1978, giorni delle prime dispute del papa con gli agenti delle P2 in Vaticano, successe un fatto anomalo: durante l’udienza privata concessa dal Papa al vescovo metropolita ortodosso russo di Leningrado Nikodim, questi si accasciò per terra e morì improvvisamente a soli 49 anni tra le braccia del papa. Si ipotizzò che la morte di Nikodim, (di cui si vociferava fosse al servizio del KGB), fosse avvenuta a causa dell’incauta ingestione di un caffè alterato, destinato a Papa Luciani. Il 28 settembre successivo, Giovanni Paolo I viene ritrovato morto. La versione ufficiale afferma che il papa sarebbe morto di un infarto miocardico acuto. Già da subito le incongruenze tra la versione ufficiale del Vaticano e le dichiarazioni dei testimoni oculari saltano all’occhio, oltre alle numerose imprecisioni della versione ufficiale dei fatti. La versione dell’omicidio è ancora oggetto di polemiche e controversie. Di tanto in tanto escono degli articoli pronti a sbugiardare i “complottisti” che sostengono la teoria secondo cui la scienza sarebbe riuscita a provare il decesso naturale del papa e l’assenza di veleno nel suo corpo. L’infarto di Luciani potrebbe essere avvenuto con molta probabilità grazie ad un’arma di alluminio con silenziatore azionata da una pila da 1,5 volt. un’arma che spara proiettili formati da piccole fiale contenenti un veleno a base di cianuro, senza lasciare alcuna traccia nell’organismo umano. Quali scienziati possono affermare ciò dato che le cause della morte non sono mai state clinicamente documentate? Il collegio cardinalizio prese la decisione di non autorizzare l’autopsia, che avrebbe potuto accertare le cause del decesso, dichiarando che non si era mai fatta un’autopsia sul corpo di uno dei successori di Pietro, nonostante in passato sia stata eseguita su Pio VIII. Si presero quindi la briga di imbalsamare il cadavere in fretta e furia. Si disse che il papa fu ritrovato con in mano una copia del libro ‘l’Imitazione di Cristo” ma poi si disse che sul suo comodino non ci sarebbe stato il summenzionato testo medievale ma dei fogli contenenti appunti e annotazioni personali, o addirittura un discorso per i gesuiti e, infine, di un elenco di eccellenti nomine e rimozioni che sarebbero state rese note l’indomani. L’ora della morte fu inizialmente fissata verso le 23, poi posticipata alle 4. Il corpo senza vita del Papa sarebbe stato scoperto dal secondo segretario, John Magee; invece fu chiaro che la prima a che a trovarlo morto fu una delle suore che gli prestavano assistenza, suor Vincenza Taffarel. Per non parlare della strana scomparsa di tutti gli oggetti personali dalla camera del Papa (occhiali, pantofole, appunti, il flacone di Effortil, un farmaco per l’ipotensione): la prima autorità a poter entrare nella stanza del defunto fu il segretario di Stato, Jean-Marie Villot, accompagnato da suor Vincenza Taffarel, (la stessa che ogni mattina portava una tazzina di caffè al Papa) che verosimilmente fu l’autrice materiale di quella sottrazione. Perché la donna si sarebbe adoperata con tanta solerzia per far sparire gli oggetti personali di Luciani?

In alto a sinistra Paul Marcinkus e Villot
In alto a sinistra Paul Marcinkus e Villot

Perché quegli oggetti dovevano sparire? Chi ha compilato il comunicato ufficiale avrebbe preferito sorvolare sulla presenza di una donna (suor Vincenza) nella stanza del Papa. Ma è impossibile chiedere spiegazioni a Suor Vincenza o al segretario Villot, pure essi infatti moriranno nel giro di pochi mesi. Rimane inoltre un mistero la presenza di Marcinkus nel cortile accanto alla banca vaticana alle ore 6.45 del mattino e il dialogo con il sergente Hans Roggan [delle guardie svizzere] cosa stesse facendo lì a quell’ora del mattino il presidente dello Ior, che viveva a Villa Stritch ( a venti minuti d’auto dal Vaticano) e che notoriamente non era un mattiniero? Roggan gli svelò la notizia: “Papa Luciani. È morto, lo hanno trovato sul suo letto”. Marcinkus lo fissava, senza mostrare alcuna reazione. Nel 2008 si ritornò a parlare della strana morte di Giovanni Paolo I, in seguito al memoriale reso pubblico, del pentito di Cosa Nostra Vincenzo Calcara sulle rivelazioni fatte a Paolo Borsellino. Calcara racconta di essere venuto a conoscenza di una congiura di quattro cardinali (Marcinkus, Jean-Marie Villot, Pasquale Macchi, Giovanni Benelli e un certo Gianvio, in diretto contatto con Antonio Albano (notaio personale di Giulio Andreotti, del boss Luciano Liggio e di Frank Coppola e «fiore all’occhiello» di Cosa Nostra) che, usando Marcinkus, uccisero il papa con l’aiuto del suo medico personale. L’omicidio di Giovanni Paolo I è stato pure trasposto (in chiave criptata) nel film “Il Padrino parte III” con evidenti richiami ai fatti reali, pressochè evidenti.. Nel film il protagonista Michael Corleone decide di prendere il controllo di una società controllata dal Vaticano.
A dare un ulteriore prova dell’omicidio ci sono anche le visioni di suor Erika Holzach, morta nel 1987. Le esperienze mistiche della suora tedesca sono state raccolte da uno dei più famosi teologi del Novecento, il gesuita Hans Urs Von Balthasar. Le visioni comprendono numerosi tragici avvenimenti futuri riguardanti la Chiesa che Balthasar dice “possono essere solo accennati” . Un po’ come è stato solo accennato il terzo segreto di Fatima…Tra le visioni più famose di suor Erika Holzach vi è anche quella relativa all’ omicidio di Giovanni Paolo I:

« Vedevo Papa Luciani era presente, sicuro e reale… Ieri sera, quasi alla fine della preghiera… mi è stato dato di conoscere qualcosa in modo molto chiaro: nella notte in cui fu ucciso, due uomini entrarono nella stanza da letto del Papa. Il primo aveva una siringa, l’altro doveva solo fare la guardia. Ma il Santo Padre si è svegliato e ha capito subito che volevano ucciderlo. Ha visto anche il secondo uomo, non poteva e non voleva difendersi. Ha accettato volontariamente di morire per amore. Tutto è successo molto velocemente. La cara Madre di Dio mi ha rivelato che il Santo Padre si è consegnato totalmente nell’ultimo istante, raccomandando a Lei la Chiesa e il futuro Papa. »
(suor Erika Holzak)

FINE SECONDA PARTE CONTINUA

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Fonti e Libri Consigliati
“Paolo VI beato?” Don Luigi Villa
“La massoneria e la conquista della Chiesa” Carlo Alberto Agnoli
“La massoneria e la Chiesa Cattolica” Don Luigi Villa
“Windswept House” don Malachi Martin 

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