Un assalto lungo cent’anni -4° Cap- Massoneria e Alta Finanza “Ratzinger deve andarsene”

Sintesi 4° capitolo. -Il cardinale Ratzinger per la proprietà popolare della moneta contro il potere delle banche; Benedetto XVI invoca un Nuovo Ordine Mondiale; La FIIRD, quella strana associazione ecumenica fondata da Neil Bush; Le nuove forze che minano il papato; L’elezione di Ratzinger e l’ “ante-papa” Martini; Ratzinger tradizionalista o progressista?; Il terzo segreto di Fatima nella mente di Ratzinger; Vescovi ribelli contro il papa e la Messa Tridentina; Vatileaks: Complotto contro il papa, entro un anno morirà-

santa caterina

Untitled-1-720x14IL CARDINALE RATZINGER PER LA PROPRIETA POPOLARE DELLA MONETA CONTRO IL POTERE DELLE BANCHEUntitled-1-720x14Per poter meglio analizzare il pontificato di Joseph Ratzinger, intriso di scandali, incoerenze e misteri mai svelati, è necessario andare indietro di sei anni dalla sua elezione a pontefice per comprendere meglio gli “obiettivi mancati” che, nel febbraio del 2013 lo spingeranno a lasciare la Cattedra di Pietro. Nel 1999 l’allora cardinal Ratzinger scrisse entusiasticamente la prefazione del magnifico libro del teologo belga Michael Schooyans “Nuovo Disordine Mondiale”. Una vibrante denuncia quella del professor Schooyans: il nuovo ordine mondiale è una grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità. Nel libro vengono denunciati senza mezzi termini  i programmi, gli argomenti e i nomi dei responsabili del mondo che verrà.

Copertina del libro "Nuovo Disordine Mondiale" di Michael Schooyans con la prefazione del cardinale Ratzinger
Copertina del libro “Nuovo Disordine Mondiale” di Michael Schooyans con la prefazione del cardinale Ratzinger

L’allora cardinale Joseph Ratzinger capiva benissimo che la posta in gioco era il Governo Globale dei Banchieri, quando nel 1999 scrisse la prefazione italiana del saggio di Schooyans, «Nuovo Disordine Mondiale»: «Le tesi portate avanti da Schooyans – scriveva – oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai Paesi più ricchi, e che si avvale di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’ONU, le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni a esse collegate». Secondo l’Autore, di cui Ratzinger elogiava il pensiero, il Nuovo Ordine Mondiale non è altro che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei Paesi ricchi ai Paesi poveri o in via di sviluppo, e il dominio di pochi su tutti gli altri». (1) La prefazione di Ratzinger continuava denunciando «la configurazione sempre più definita che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale», e la «nuova antropologia che dovrebbe essere la base del Nuovo Ordine Mondiale», quella sulla «gender equity ed equality» (allora ancora di là da venir legalizzata): progetto anti-umano verso cui Ratzinger invitò i cristiani a resistere. «A questo riguardo, la voce dei cristiani si è fatta negli ultimi decenni troppo debole e troppo timida».  Ratzinger non faceva altro che confermare la linea storica della Chiesa, ben conscia che il progetto del Nuovo Ordine Mondiale è emanato dagli ambienti più ferocemente anticattolici: protestanti radicali, ebraismo deviato, Massoneria, che si possono definire rigorosamente anti-cristici. Ma non solo. Il cardinale Ratzinger, anni fa, volle anche conoscere il Giacinto Auriti, il mitico professore che dedicò la vita contro le banche e la truffa della moneta emessa a debito, facendo causa all’allora governatore della banca d’Italia Antonio Fazio e al presidente della Repubblica Carlo A. Ciampi. Auriti propose in alternativa alla grande usura, la “moneta del popolo”; una moneta che verrebbe emessa dal Governo di ogni Paese senza creare indebitamento nei confronti di alcun potentato finanziario. (art. QuiEuropa)

L'allora cardinale Ratzinger incontra Giacinto Auriti
L’allora cardinale Ratzinger incontra Giacinto Auriti

L’uso della “moneta del popolo”, inoltre, renderebbe inutile qualsiasi imposizione di tasse perché, non creando debito e mettendo a disposizione del Governo e della Nazione le risorse finanziarie per le dovute spese e investimenti, eliminerebbe ogni ragione di prelievo di risorse dalla popolazione. Basterebbe infatti semplicemente adottare il metodo di Auriti e l’epoca del debito pubblico finirebbe.. la crisi nella Chiesa finirebbe, dato che la massoneria -che controlla la truffa dell’emissione di denaro emesso a debito- verrebbe stesa a tappeto. Infatti all’epoca Ratzinger apprezzò molto gli studi del professor Auriti.

Untitled-1-720x14BENEDETTO XVI INVOCA UN NUOVO ORDINE MONDIALEUntitled-1-720x14Fu un colpo durissimo per i fedeli (almeno per i fedeli informati…) quando il cardinale Ratzinger, nel frattempo divenuto papa Benedetto XVI, durante la benedizione urbi et orbi nel Natale del 2005 invitò i popoli ad accettare un Nuovo Ordine Mondiale con queste parole: « «Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prendere per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della Sua luce ti incoraggia a impegnarti nell’edificazione del Nuovo Ordine Mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. (…) L’umanità unita può affrontare i tanti e preoccupanti problemi del presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani; dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale, che pone a rischio il futuro del Pianeta». (VIDEO)

Quel Nuovo Ordine Mondiale che tutti i papi fino a prima del Concilio condannarono con veemenza
Quel Nuovo Ordine Mondiale che tutti i papi fino a prima del Concilio condannarono con veemenza

Ma non solo. Dopo quattro anni, Il 29 giugno 2009, Benedetto XVI pubblicò l’enciclica: “Caritas in Veritate”, in cui chiese un’autorità politica mondiale. Peggio. Nel 2011, il Pontificio Consiglio Justitia et Vax, un organo ufficiale Vaticano, emana un documento  «Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale» – dove si afferma, nè più né meno, la necessita di un Governo Unico Mondiale come soluzione all’attuale crisi economica. Benedetto XVI, come aveva denunciato lui stesso nel 1999, avrebbe dovuto ben conoscere i veri fini del Governo Mondiale, voluto dalla Massoneria e dai suoi Capi Incogniti ebraici, e questi “fini” non mirano certo ad “un bene comune globale”, ma allo spopolamento del pianeta, attraverso aborti sterilizzazioni forzate e all’eliminazione dei più deboli. Con l’èlite sionista al dominio di tutto il mondo e la creazione di un’unica moneta mondiale e un’unica religione globale, la conseguente negazione della Verità Assoluta rivelata da Gesù Cristo sarà inevitabile, per la buona pace del dialogo. Benedetto XVI avrebbe dovuto anche sapere che con l’imposizione di un’unica moneta mondiale, finirebbe con lo stritolare proprio i Paesi in via di sviluppo e quelli ancor più poveri.
Ma c’era già un precedente. Nel 1986 a Nuova Delhi (India),  alla cerimonia di commemorazione di Gandhi, Papa Wojtyla chiese per la prima volta esplicitamente un Nuovo Ordine Mondiale (New World Order) per la pace fra gli uomini. Queste le parole di Giovanni Paolo II a Nuova Dehli: “… e oggi festa della pace, sono venuto qui per rendere omaggio a Mahatma Gandhi, eroe dell’umanità. Mahatma Gandhi disse che gli uomini e le donne, qualsiasi siano le differenze fra loro, giungano alle verità del rispetto per ogni essere umano, un NUOVO ORDINE MONDIALE e civilizzazione dell’amore può essere raggiunto. Possa Dio guidarci, benedirci, nel nostro sforzo di sperare e costruire insieme un mondo di pace.”(VIDEO) E ancora il primo Gennaio del 2004 in Vaticano, in occasione della Giornata Mondiale della Pace, Papa Woytila nella sua omelia auspica nuovamente la creazione di Un Nuovo Ordine Internazionale basato sulle finalità delle Nazioni Unite e quindi sul rispetto per la dignità dell’uomo e sull’uguaglianza tra le nazioni.  Anticipava così di ben 4 anni George Bush padre che invocò solennemente il “New World Order” nel 1990 e poi al Congresso Americano nel 1991. (VIDEO)

Untitled-1-720x14LA FIIRD QUELLA STRANA ASSOCIAZIONE ECUMENICA FONDATA DA NEIL BUSHUntitled-1-720x14david_rockefellerMa perché, Benedetto XVI, che a differenza di Giovanni Paolo II, aveva meglio conosciuto ed apprezzato le teorie monetarie del professor Giacinto Auriti, non proponeva come soluzione la proprietà popolare della moneta per una “nuova solidarietà” tra i popoli; soluzione che Egli ben conosce e che ha manifestato di apprezzare, in passato, durante i colloqui avuti col Prof. Giacinto Auriti? Che differenza tra il cardinale Ratzinger e Benedetto XVI! Come mai questa presa di distanza dalle rette idee di soli sei anni prima? L’età ha cominciati a fargli brutti scherzi? E’ stato ricattato? Oppure è stato irretito? Ebbene, proprio nel 1999 viene fondata la “Foundation for Interreligious and Intercultural Reserch and Dialogue”, più conosciuta con il suo acronimo FIIRD, in cui Ratzinger partecipa come co-fondatore. Una grande associazione ecumenica il cui scopo umanistico e culturale dichiarato è quello di assecondare la compresione fra le tre più grandi religioni monoteistiche (Cristianesimo, Giudaismo, Islam). Benchè abbia sede a Ginevra, la FIIRD è finanziata dalla Levant Foundation, un centro di Houston (Texas) creato da un miliardario di origine libanese dal cognome ebraico, Jamal Daniel. A fondare la FIIRD sono stati due personaggi di notevole spessore politico. Uno è il principe Hassan Bin Talal, fratello del re di Giordania, (la Giordania è notoriamente una pedina degli Stati Uniti). L‘altro fondatore è nientemeno che Neil Bush, figlio del presidente George Bush, e fratello di George Walker Bush Jr, il presidente che era in carica l’11 settembre e che ha proseguito per 8 anni la “lotta al terrorismo globale” circondato dai suoi consiglieri neocons. Una vera sorpresa trovare il nome di Neil Bush in questa fondazione! (WIKIPEDIA) In nessuna biografia viene riconosciuta a Neil Bush una qualche competenza in materia di religione. Il fratello dell’ex presidente G.W Bush è invece noto per essere un viscido uomo d’affari, e di quelli della peggior specie. E’ stato coinvolto in vicende oscure come bancarotte, come ad esempio la bancarotta della Silverado Savings & Loans; è stato socio dell’oligarca ebreo sovietico Boris Berezovski (ricercato dalla Russia) e di miliardari della famiglia dell’emiro del Kuwait, in affari per una ditta dedita a creare “software per l’istruzione” la Ignite! Neil Bush è stato coinvolto in molti altri loschi intrighi in cui ha guadagnato milioni di dollari. Ricordiamo anche che suo padre è stato direttore della CIA, oltre ad essere membro (come pure il fratello) della società segreta di Yale Skulls & Bones, nonchè socio in affari petroliferi della famiglia saudita Bin Laden e socio fondatore della Carlyle, una potentissima multinazionale a cui sono associati capi di stato ed ex capi di stato di mezza Europa. La domanda è quindi cosa ci faceva Ratzinger al fianco di un simile businessman? In poche parole la FIIRD è un’operazione targata CIA, o qualche altro ente di genere americano (ne hanno a decine), allestita e montata allo scopo di attrarre teologi e uomini di Chiesa a vertici della gerarchia, magari un po’ ingenui e magari “aperti” al dialogo con le altre religioni per il progresso del Cattolicesimo, influenzandoli così con visioni americaniste circa la pace tra le religioni, la lotta contro il “terrorismo” , gli obiettivi comuni, la salvezza di madre terra etc..
False Flag operationSappiamo da fonti certe che il cardinale Ratzinger, anni fa fu informato sulla farsa dell’11 settembre, sui reali responsabili, e sugli scopi dei false flag in tutto il mondo, ma ormai troppo impregnato di versioni ufficiali rigettò le teorie “complottiste”. (3)
Del resto la Chiesa, i pontefici, e gli alti prelati sono obiettivi dichiarati: rappresentano l’opera di Cristo che Satana vuole distruggere. I papi rappresentano l’autorità suprema della Chiesa Cattolica, ma sono allo stesso tempo capi di Stato di un’entità sovrana che dispone di una grande banca, numerose proprietà in mobili ed immobili. Una piccola nazione, il Vaticano che vanta 1miliardo e 200 milioni di sudditi (i fedeli cattolici) con una diplomazia e una rappresentanza capillare in tutto il globo, nonché rapporti politici e religiosi di alto livello, in termini di proporzioni irraggiungibili rispetto ad una qualsiasi altra religione. Per queste ragioni, i papi sono sempre stati oggetto dell’attenzione morbosa della massoneria giudaica, della politica mondiale, delle lobby di potere e dei servizi di intelligence. Il grande network della massoneria ha perciò sempre cercato di avvicinare i papi, di stringere relazioni con loro e di aver accesso al loro entourage ristretto.

Untitled-1-720x14LE NUOVE FORZE CHE MINANO IL PAPATOUntitled-1-720x14MICCICHELa dottrina Cattolica rappresenta l’unica alternativa al pensiero soggettivista, nichilista e materialista, promosso dalla società attuale e alla via di dominio globale ambito dalla massoneria giudaica. Per tale ragione è necessario purgare la Chiesa dei suoi dogmi e dei suoi principi per giungere alle tanto agognate “promesse di Abramo”, ossia il dominio di Sion su scala globale. Il gran maestro della loggia d’Inghiterra John Hamill, ai tempi del pontificato di Benedetto XVI, in un’intervista a Giacomo Galeazzi racconta: «Dopo la morte di Paolo VI le cose cambiarono, modificandosi nel senso di una sempre maggiore chiusura. In Inghilterra racconta Hamill, tutti i parroci cattolici venivano dai seminari irlandesi e nei confronti della massoneria erano di larghe vedute; poi sono stati rimpiazzati da giovani preti provenienti dall’Europa dell’est che seguivano la linea di Giovanni Paolo II, preti che si rifiutavano di dare ai sacramenti a coloro che erano affiliati ad associazioni massoniche. Se veniamo a conoscenza di situazioni simili consigliamo ai nostri membri di parlarne col vescovo». Nei paesi del nord infatti non esiste conflitto tra protestantesimo e massoneria. Chi offende quest’entità è severamente stigmatizzato. Basti pensare al fatto che la regina d’Inghilterra è nel contempo capo della Chiesa anglicana e della Gran Loggia unita d’Inghilterra).
Lo stato di asservimento e schiavitù permane con conseguenze sempre più devastanti anche sotto il pontificato di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La Chiesa ha dovuto chiedere prestiti ai Rothschild sin dalla seconda metà dell’Ottocento. Da allora i tentacoli malefici non si sono mai allontanati di essa. Ne è la prova lo storico viaggio di Benedetto XVI nella City di Londra nel settembre del 2010 – dove la Gran Loggia è dominata da banchieri e nomi dell’alta finanza- a prova del fatto che il Vaticano ancora oggi cura le relazioni con il mondo della finanza di altissimo livello. Un ruolo di rilevante importanza al declino della forza del pensiero cattolico l’hanno avuto alcuni movimenti all’interno della Chiesa, “Nuove forze” che Giovanni Paolo II definì “la primavera nella chiesa”.

I Cavalieri di Colombo. Un movimento poco cattolico accolto in seno alla Chiesa
I Cavalieri di Colombo. Un movimento poco cattolico accolto in seno alla Chiesa

Si tratta in realtà di forze aggressive portatrici di istanze e programmi non destinati alla totalità dei cattolici, né al bene della Chiesa, ma rappresentativi di interessi settoriali e particolaristici quando non assumono le sembianze di vere e proprie sètte! All’inizio del pontificato di Benedetto XVI con l’avvicendamento di Sodano e del salesiano Bertone, era sembrato che l’appartamento e la segreteria di stato avessero trovato un modo di pacifica coabitazione. L’illusione durò poco: arrivarono nomine contestate come quelle dell’arcidiocesi di Torino e di Milano. In entrambi i casi i candidati Bertoniani furono bocciati in favore di quelli graditi dalla CEI di Bagnasco e Ruini che nel segretario papale Mons. Georg Gaenswein  ha sempre trovato una solida sponda per bilanciare il potere del segretario di stato. Come denunciato dallo stesso Benedetto XVI ci sono carrierismi, divisioni, egoismi. Eppure, proprio sotto il suo pontificato abbiamo infatti visto crescere lo strapotere di Opus Dei, Focolarini, Cavalieri di Colombo, Neocatecumenali. Gruppi tutt’altro che pacifici e tutt’altro che sottomessi all’autorità di Roma. Quanto ai riti e alla dottrina dei Cavalieri di Colombo, ci sembra che si discostino non di poco dalla sobrietà cattolica: bardature, sfilate in divisa guanti bianchi, mantello e feluca con piume bianche o gialle… Capitani, ammiragli, purser, sentille e soprattutto ordini e gradi, i membri del 4° grado sono appellati come Sir Kinght. Gradi e titoli di cavaliere sono totalmente estranei alla vera tradizione cattolica, ma richiamano invece ad alcuni titoli massonici e templari (come il cavaliere Kadosh).

Una liturgia particolare della messa dei Neocatecumenali, un gruppo accolto in seno alla Chiesa in cui il Crocifisso sparisce in favore della Menorah ebraica
Una liturgia particolare della messa dei Neocatecumenali, un gruppo accolto in seno alla Chiesa in cui il Crocifisso sparisce in favore della Menorah ebraica

Si tratta di gruppi che nonostante le loro parvenze filantropiche ed evangeliche hanno in realtà lo scopo di colpire la Chiesa al cuore. Caterina Maniaci su «Libero» parlava di «guerra fredda scoppiata tra Opus Dei e il gruppo Cavalieri di Colombo». «Questo perchè Ettore Gotti Tedeschi, l’ex presedente dello IOR, vicino all’Opus Dei avrebbe avuto forti contrasti con Carl Anderson, consigliere supremo dell’ordine Cavalieri di Colombo e uno dei quattro membri del consiglio di sovrintendenza dello IOR. Uno scontro determinato dell’obiettivo comune per la gestione delle finanze vaticane. Ma torniamo al 2005, quando il cardinale Ratzinger diventa Benedetto XVI.

Untitled-1-720x14ELEZIONE DI PAPA RATZINGER L’ANTE-PAPA MARTINIUntitled-1-720x14Il venerdì santo del 2005, mentre Giovanni Paolo II si trovava ormai nel suo letto di morte, l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, nonché decano del collegio cardinalizio, Joseph Ratzinger dovette farne le veci presiedendo quella famosa Via Crucis del 2005. Indimenticabili furono le parole di Ratzinger:

«Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!”.”Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta».

Le parole di Ratzinger sorprenderanno molto per la loro esplicità, profondamente in contrasto con la riservatezza che aveva caratterizzato il pontificato del papa polacco nel parlare di molte vicende interne.

Ratzinger e Martini in una foto degli anni '70
Ratzinger e Martini in una foto degli anni ’70

E nel corso del suo pontificato, durato otto anni, Ratzinger non potrà fare a meno di occuparsi di nodi al pettine che si erano formati e degli scandali che scoppieranno quando a sedere sulla cattedra di Pietro sarà proprio lui Joseph Ratzinger, che verrà eletto papa a poche settimane da quella Via Crucis il 19 aprile del 2005. Nel suo breve, ma intensissimo pontificato verranno alla luce tutte quelle ombre e quelle lotte interne, quelle forze oculte che mirano al potere, pronte ad abbattere qualsiasi ostacolo che si trovano davanti. Sin da dall’inizio dell’apertura del conclave il vento tirava in favore dell’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, sostenuto dal cardinale gesuita di Milano nonché notoriamente massone, Carlo Maria Martini, i cui rapporti di amichevole collaborazione con la CIA sono ampiamente documentati. Martini sarà negli anni grande contestatore di Ratzinger autodefinendosi non un antipapa come spesso veniva dipinto dai media, ma “un ante-papa, ossia, un precursore e preparatore per il Nuovo Grande Papa, che avrà il compito di rendere grande la Chiesa (…) Martini, fu un cardinale della nuova generazione, uno di quegli ultra progressisti, vicino ai poveri davanti alle telecamere senza però disdegnare un conto in banca milionario. Le posizioni di Martini furono com’è noto parecchio distanti da quelle di Ratzinger e Giovanni Paolo II.

pregate per meDa buon massone, Martini non potè fare altro che favorire i “fratelli” in diatribe all’interno della Chiesa su temi come il sacerdozio femminile, il libertinaggio sia etero che omo, applicazioni mediche e sperimentazioni spregiudicate su embrioni, aborto, matrimoni gay, fecondazione artificiale, eutanasia etc. (clicca qui) Lui stesso, quando si troverà gravemente ammalato chiederà di essere “addormentato” .. Il massone, gesuita e apostata Martini, il giorno della sua morte fu salutato dai massoni con un comunicato ufficiale sul sito del Grande Oriente Democratico che lo chiamerà affettuosamente “fratello” elogiando la sua figura di progressista, la sua iniziazione alla libera muratoria e la sua “sapienzialità massonica” (SITO GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO) insieme a quella del preposito generale (papa nero) Pedro Arrupe, che Giovanni Paolo II aveva allontanato dal Vaticano e aveva addirittura sospettato di aver preso parte all’attentato del 1981.

Benedetto XVI Caterina papa con San PietroTuttavia Bergoglio, -di cui Martini s’era fatto “padrino” al conclave del 2005-,  si trovava nel bel mezzo del tam tam giudiziario che vedeva lo vedeva coinvolto insieme ad altri ecclesiastici, nel processo sui crimini contro l’umanità da parte della dittatura di Videla in Argentina. Con grande imbarazzo, dovette quindi infine decidersi di convogliare su Ratzinger i suoi voti. Il cardinale Ratzinger così diventa papa Benedetto XVI. Il giorno della sua elezione ebbe a pronunciare quella famosa frase:

«Pregate per me, affinchè non scappi per paura dinnanzi ai lupi».

Gli utopici compromessi che Benedetto XVI cercherà con il mondo moderno, guidato dall’èlite, che ormai esige un papa disposto ad abbattere quel che di sacro è riuscito miracolosamente a rimanere in piedi dopo il Vaticano II, non risulteranno però efficaci.

Untitled-1-720x14RATZINGER TRADIZIONALISTA O PROGRESSISTA?Untitled-1-720x14
13102660_615863501902449_5273571888903454125_nRatzinger, riuscirà in una missione senza precedenti: alienarsi le simpatie di tutti:  della corrente progressista, della massoneria, e ovviamente dei media stampa mainstream, e quindi anche dell’opinione pubblica generale, che biasimavano la “chiusura” del papa tedesco, così sordo ad inviti a rinunciare all’impegno per la difesa dei valori etici e morali. Ma nemmeno la corrente tradizionalista oserà mai definirlo tale, data la sua vicinanza al mondo ebraico e alle dottrine ecumeniche ereditate dai suoi predecessori che anche Benedetto XVI accoglierà tipo fossero un dogma di fede irrinunciabile. Durante il suo pontificato lo abbiamo visto entrare e uscire da moschee e sinagoghe, prostrarsi dinnanzi al muro del pianto, scusarsi per certe posizioni “estreme” di tanti cattolici nei confronti degli ebrei (!) ecc. Negli ambienti del cattolicesimo tradizionale, molti ricordano che Ratzinger, in gioventù, quando era ancora uno studente, era stato costretto a modificare la sua tesi di laurea, accusata di pericoloso modernismo. Anche durante il Concilio Ratzinger figurò tra i modernisti e strinse rapporti con teologi come Yves Cougar, Gèrard Philips, Jean Danièlou, Henry De Lubac, Karl Rahner.. Ratzinger non prenderà mai completamente le distanze dalle sue idee giovanili continuando sempre ad aver una certa avversione per il Syllabo di Pio IX, e specialmente ostile alla preposizione 80, l’ultima: «Chi afferma che il Romano Pontefice può e deve venire a patti e conciliazione col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà Anathema Sit.» Non è difficile capire il perchè..  Tuttavia, ancor di più del suo predecessore, Ratzinger avverte il risucchio imminente della Chiesa all’interno della dittatura relativista del pensiero unico. Cercando un compromesso tra le due parti, Ratzinger cercherà di fare una frenata rinunciando però allo sforzo per la cancellazione del processo di auto-demolizione della Chiesa già in atto da decenni. Il profilo di Ratzinger appare quindi quello di un neomodernista seppur moderato.

13260153_240508932988704_725605051891724128_nIl 18 aprile Inizio del Conclave con l’ingresso nella Cappella Sistina dei 115 Cardinali Elettori Ratzinger pronuncia il Discorso di apertura parlando del “Relativismo”, questa nefasta posizione filosofica che trae origine dalla massoneria che nega l’esistenza di verità assolute, o mette criticamente in discussione la possibilità di giungere a una loro definizione assoluta e definitiva. La lotta contro il relativismo è uno dei punti cardine del pontificato del papa tedesco. Ci ritornerà diverse volte, è stato il monito più ricorrente del suo pontificato. «Se il relativismo diventa cardine dell’educazione allora viene a mancare la luce della verità, anzi si considera pericoloso parlare di verità, instillando così il dubbio sui valori di base dell’esistenza personale e comunitaria’. arrivando a minare ‘in maniera più subdola’ la stessa libertà religiosa». Diceva Benedetto XVI: «Esiste una cultura consumistica che vuole impedirci di vivere secondo il disegno del Creatore, noi dobbiamo avere il coraggio di creare isole, oasi, e poi grandi terreni di cultura cattolica, nei quali si vive il disegno del Creatore». Durante il suo pontificato non sono mancate belle ed edificanti frasi di fede che assai si discostano da tanti suoi scritti dal sapore modernista e persino relativista del passato. Benedetto XVI, denunciò spesso anche i tentativi di scristianizzazione della società, tra i quali la negazione del riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa, provocati da quelle ‘correnti laicistiche e relativistiche’ che finiscono ‘per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l’accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi’. E intervenendo sul dibattito dell’immigrazione aveva invitato a guardare le origini cristiane dell’Europa, invitando i potenti della terra a provvedere affinchè i popoli godano del diritto di NON dover emigrare per non sradicarsi dalla loro terra d’origine. Benedetto XVI tenta con i suoi scritti, in particolare con l”enciclica Spe Salvi di dimostrare che la ricerca di Dio dipende anche dall’uso della propria ragione, non ci si può fermare solo al cuore o alle viscere, per cui non è sufficiente solo fare le opere che raggiungono il cuore e i sentimenti, ma occorre oggi un passo in più per raggiungere la mente delle persone. Perché la nostra fede non è irrazionale, dice il papa. Ma come mai la sua linea pastorale si avvicina su certi aspetti a quella cosiddetti “tradizionalisti”?

Untitled-1-720x14IL TERZO SEGRETO DI FATIMA NELLA MENTE DI RATZINGERUntitled-1-720x1412631550_1016269928418598_8712276667240166807_nSecondo alcuni personaggi interni al Vaticano le posizioni di Ratzinger in materia di fede subiscono un’importante alterazione dopo essere stato prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede a partire dal 1981, e quindi venuto a conoscenza del famoso Terzo Segreto di Fatima, il cui contenuto non è stato svelato, (o forse rivelato solo in piccolissima parte). Il segreto toccò profondamente l’allora cardinale Ratzinger, che si convinse che il continuo spericolato processo di rinnovamento avrebbe portato la Chiesa alla sua fine. Il Terzo Segreto di Fatima contiene un avvertimento sull’apostasia nella Chiesa, su un cattivo Concilio e una cattiva Messa spiega padre Ingo Dollinger, un sacerdote tedesco, professore di teologia in Brasile. Glielo avrebbe rivelato Ratzinger stesso quand’era prefetto della prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ovviamente sono seguite le pronte smentite della Santa Sede. Ma in realtà le rivelazioni di padre Inigo trovano conferma nel fatto che già negli anni ’80 Ratzinger stesso aveva anticipato che il segreto contenesse un avvertimento sulla fede che sarà messa duramente alla prova. Nel maggio 2010, quando Benedetto XVI si recò in visita pastorale a Fatima, spiegò davanti a milioni di fedeli che la missione della Madonna in questo piccolo centro del Portogallo non era affatto conclusa: «Le apparizioni e il messaggio di Fatima hanno un’importanza cruciale per la vita della Chiesa e per il suo giudizio sulla storia moderna». Resta comunque il fatto che le paure sulla continua secolarizzazione della Chiesa spingeranno Ratzinger, nel 2009 ad emanare un decreto per la revoca della scomunica ai quattro Vescovi della Fraternità di S. Pio X, consacrati nel 1988 dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre, senza mandato della Santa Sede. Lefebvre, fu notoriamente ostile sin dall’inizio alle riforme del Concilio Vaticano II e aveva fondato la comunità affinchè continuasse a diffondere il messaggio della Chiesa.

13226684_988052551315622_4570256214395383928_nLa revoca della scomunica scatenerà dure reazioni, sia da parte del mondo catto-progressista che dal mondo ebraico, in particolare quando viene diffusa un’intervista di padre Richard Williamson, (uno dei quattro sacerdoti scomunicati) finora rimasta sconosciuta, in cui questi nega l’esistenza delle camere a gas naziste. Nell’imbarazzo più totale, Ratzinger, che non aveva nessuna intenzione di rivedere i suoi rapporti con i giudei, nel corso dell’udienza generale, interviene sul caso Williamson, protagonista dell’intervista-scandalo. Il Papa esprime la sua “piena e indiscutibile solidarietà” con il popolo ebraico. In seguito durante un incontro con i Responsabili della “Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations”, Benedetto XVI condanna l’antisemitismo e ribadisce con forza il rifiuto di qualsivoglia forma di negazione o ridimensionamento dell’Olocausto. Ad ogni modo Ratzinger -sempre a proposito del monito sul cattivo Concilio e della cattiva Messa  contenuto nel Terzo Segreto di Fatima-, già nel 2007 aveva scosso non poco i nervi dell’ala progressista col “Motu Proprio” del “Summorum Pontificum” aveva consentito il ritorno alla celebrazione della buona Messa, quella Tridentina secondo il Messale antecedente la riforma del 1970. La Messa che papa San Pio V aveva proibito di cambiare colpendo con l’anatema chiunque avesse osato farlo. Da qui innanzi per celebrarla non sarà più necessaria la dispensa vescovile. Le idee “antiquate” di Ratzinger e i suoi timidi, ma significativi passi indietro spingeranno la massoneria in Vaticano ad una forte reazione, che provocherà una rivolta strisciante da nord a sud.

Untitled-1-720x14VESCOVI RIBELLI CONTRO IL PAPA E LA MESSA TRIDENTINAUntitled-1-720x14

Benedetto-XVI-e-la-LiturgiaSu LA STAMPA è apparsa la notizia di riunioni riservate dell’Arcivescovo Paolo Romeo con vescovi siciliani  per impedire la diffusione di Messe tridentine (v. l’articolo da La Stampa). Romeo è anche uno di quelli che, in CEI, prese posizione contro il Motu Proprio e per l’emanazione di “linee guida” interpretative (leggi: restrittive e impeditive). E’ opinione diffusa che per questa sua opposizione antipapale (e, già in precedenza quand’era nunzio in Italia, per avere organizzato una ‘consultazione’ di vescovi sulla scelta del nuovo presidente della CEI, scavalcando Ruini e il Papa) gli sia stato negato, nell’ultimo concistoro, il galero cardinalizio solitamente connesso con la cattedra di Palermo. Nella diocesi di Acireale si è formato il gruppo che ha organizzato il convegno a Roma, auspice ecclesia Dei, sull’applicazione del motu proprio un anno dopo: in quella sede Mons. Perl ha dichiarato che, con poche lodevoli eccezioni, in Italia si registra la disobbedienza dei vescovi al motu proprio del Papa.

Ratzinger inoltre non ne volle sapere di cedere sui Sacramenti, come la Comunione ai risposati per esempio. Come non volle mai sentire parlare di contraccezione, preservativi e soprattutto i matrimoni gay, che definì un’offesa contro la verità della persona umana. Nuovo Ordine Mondiale e dottrina sociale della Chiesa sono per nulla conciliabili, forse se ne sarà reso conto dopo un po’ di anni sul Trono di Pietro,  Ratzinger. PRESERVATIVI RATZINGERNon è un caso che proprio  il suo pontificato sarà soprattutto ricordato per gli scandali. Scandali di finanziari, scandali di pedofilia. Storie di abusi sessuali commessi da consacrati, risalenti anche a venti anni prima della sua elezione ma diffuse capillarmente dai media giudeo-americani sotto il suo pontificato. Bombe pronte ad esplodere ormai in qualsiasi momento, nel momento si intende, che il papa -ormai subordinato all’autorità bancaria che detiene il potere- non decidesse di collaborare pienamente, in tutto e per tutto all’agenda mondialista. Il papa tedesco cercherà di porre rimedio chiedendo pubblicamente perdono alle vittime e spretando oltre 400 preti pedofili. Ma l’ostilità nei suoi confronti cresce. Al contrario di quanto successe sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, quando la “cintura polacca” si strinse attorno al pontefice, nel caso di Ratzinger non vedremo nessuna cintura tedesca pronta a proteggerlo.

Untitled-1-720x14COMPLOTTO CONTRO BENEDETTO XVI ENTRO UN ANNO MORIRA’Untitled-1-720x14

Una denigrante raffigurazione di Ratzinger in versione Marilyn
Una denigrante raffigurazione di Ratzinger in versione Marilyn

Ma gli scandali più travolgenti arrivano nei primi mesi del 2012, ad un anno esatto dalla dimissioni di Benedetto XVI. Oggetto dello scandalo fu la scoperta dell’esistenza di profonde divisioni e contrasti interni sugli indirizzi di governo del Vaticano e sulla gestione della sua banca (lo IOR). Lo scandalo, al cui centro stava la figura dell’allora Cardinal segretario di Stato Tarcisio Bertone, è stato portato alla luce da una fuga di notizie che ha portato alla conoscenza pubblica di una serie di documenti interni di natura riservata. Notizie diffuse dal “corvo” Paolo Gabriele maggiordomo del papa, che viene arrestato proprio lo stesso giorno in cui Ettore Gotti Tedeschi viene allontanato definitivamente dalle finanze vaticane. Le dichiarazioni di Gabriele, rese quasi in lacrime, hanno aperto uno squarcio sui mandanti attentatori alla vita e all’opera di Benedetto XVI.  Il “corvo” rivela: «mi sono messo al servizio di una loggia massonica che opera dentro al Vaticano, alla quale fanno parte anche diversi cardinali». E ancora «Non ho fatto ciò che ho fatto per nuocere al papa, ma per proteggerlo … Lo scopo era quello di mettere fine all’attuale situazione di anarchia che pone la Cristianità in pericolo» . Tra le carte di Gabriele sono poi spuntati documenti e annotazioni riguardanti Comunione e Liberazione, Opus Dei e Neo Catecumenali. Oltre ad un dossier riguardante Dino Boffo, ex direttore di Avvenire (2).

Una raffigurazione di Benedetto XVI realizzata con ben 17.000, intitolata "Eggs Benedict" preservativi ed esposta a Milwaukee, come protesta alle dichiarazioni del papa sulla castità
Una raffigurazione di Benedetto XVI realizzata con ben 17.000 preservativi, intitolata “Eggs Benedict” ed esposta a Milwaukee, come protesta alle dichiarazioni del papa sulla castità

Lo scandalo sulle irregolarità all’interno della banca vaticana servirà ai neocons (il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti) per inghiottire ulteriormente lo Stato Vaticano ponendolo sotto le sue fauci, aggiungendolo  alla lista di Paesi monitorati perché potenzialmente suscettibili di essere luoghi di riciclaggio del denaro (…)
Tra i documenti che più hanno fatto scalpore, vi è quello in cui si alludeva a piano omicida nei confronti di papa Benedetto XVI, da attuarsi entro un anno. Il Fatto Quotidiano viene in possesso del carteggio, circa il complotto all’interno delle mura leoline per eliminare Benedetto XVI, e ne da notizia il 10 febbraio del 2012,(clicca qui) alla notizia faranno ovviamente seguito le immancabili e rituali smentite vaticane- .  Le carte, scritte in tedesco, parlano delle “profezie” del cardinale Paolo Romeo secondo cui Benedetto XVI avrebbe avuto solo altri 12 mesi di vita (Romeo lo stesso che convocava i vescovi per fermare la diffusione della Messa Tridentina). E’ stato consegnato dal Cardinale colombiano Darío Castrillón Hoyos alla segreteria di Stato e al segretario del Papa nei primi giorni di gennaio con il suggerimento di effettuare indagini per comprendere esattamente cosa abbia fatto e con chi abbia parlato l’arcivescovo Romeo in Cina. Il Pontefice è stato informato del contenuto dell’appunto a metà gennaio del 2012 direttamente dal cardinale Castrillon durante un’udienza riservata. Ad ogni modo tra scandali,piani loschi, “profezie” e misteri, entro un anno esatto, non avverranno le esequie di Benedetto XVI, ma le sue dimissioni, proprio quando lo IOR si ritroverà escluso dal sistema SWIFT. Come reso noto dal Media-Press belga (lo SWIFT è basato in Belgio). (clicca qui)

Con l’esclusione da SWIFT, tutti i pagamenti del Vaticano erano resi impossibili, e la Chiesa era trattata alla stregua di uno stato-terrorista (secondum America), come l’Iran. Lo SWIFT (la sigla sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication – Società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie) è in teoria, è una “camere di compensazione” (clearing, in gergo) mondiale, che unisce 10500 banche in 215 paesi.

benedetto xvi per sempreDi fatto, è il più occulto e insindacabile centro del potere finanziario americano-globalista, il bastone di ricatto su cui si basa l’egemonia del dollaro,  il mezzo più potente di spionaggio economico e politico (a danno specialmente di noi europei) e il mezzo più temibile con cui il la finanza globale stronca le gambe agli stati che non obbediscono. (clicca qui) Era la rovina economica, ben preparata da una violenta campagna contro lo IOR, confermata dall’apertura di inchieste penali della magistratura italiana (che non manca mai di obbedire a certi ordini internazionali). Il sistema verrà sbloccato subito dopo le dimissioni di Benedetto XVI, prima ancora dell’elezione di Bergoglio. Il  moderato Ratzinger se ne va tra gli applausi e il sollievo di modernisti e dei neocons che finalmente possono sperare in nuova era grazie ad un papa più “misericordioso”, aperto alle esigenze sessuali del mondo moderno e perchè no, anche gayfriendly. Dimissiona ma non abdica Benedetto XVI, ridotto ormai all’impotenza. Se ne va senza però rinunciare al titolo di papa, (seppur emerito). Un caso inaudito nella storia della Chiesa: nessun papa dopo la rinuncia al Trono di Pietro ha conservato il titolo di sua santità, né gli stemmi papali, né la residenza in Vaticano, né la talare papale etc… un gesto ambiguo, ma un chiaro segnale per molti.

mons georgNel maggio del 2016 Mons. Georg Gaenswein afferma che ci sono due papi, un’inedita situazione che definisce un “ministero allargato” con un membro attivo e uno contemplativo. Gaenswein sottolinea che Benedetto XVI avrebbe SOLO fatto un passo indietro, per fare spazio ad una “nuova tappa della storia del papato”. (clicca qui) Ministero allargato? Un membro attivo e uno contemplativo? Le dichiarazioni di Gaenswein rimangono ancora tutte da comprendere.  Fine IV Capitolo. Continua

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1° cap- Un assalto lungo cent’anni – dalla visione di Leone XIII ai moniti inascoltati dei profeti di sventura

2° Cap- Un assalto lungo cent’anni- Rivoluzione massonica e complotto contro papa Luciani

3° Capitolo- Un assalto lungo cent’anni- La massoneria all’attacco. Pontificato di Giovanni Paolo II

5° Capitolo- Un assalto lungo cent’anni- L’uomo che potrebbe portare la Chiesa ad uno scisma

NOTE IV CAP
1 “Il complotto dell’ONU contro la Vita” Michel Schooyans prefazione edizione italiana Maurizio Blondet pag. 11
2 “Vaticano Massone”Pinotti &Galeazzi pag. 17

3 Neil Bush ha accompagnato anche Sun Myung Moon, nel suo tour per pace nel mondo. Moon è stato il miliardario fondatore della tanto discussa e pericolosa Chiesa dell’Unificazione, più nota come la setta di Moon, alla quale anni fa aderì mons. Milingo. E’ documentato che la setta di Moon fu finanziata dalla CIA. Nel 2009 Bush si è congratulato con Moon per la pubblicazione della sua autobiografia in un evento sponsorizzato dalla setta . E ‘stato citato come dicendo: “.. Rev. Moon sta presentando un concetto molto semplice Siamo tutti figli di Dio”

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